A meno che l'artista sia uomo di genio o abbia un cuore di
angelo, non sposarlo mai.
Se è mediocre, è lo spostato degli spostati. Colla testa in alto
per cercar sempre un bello ideale, che gli sfugge, inciampa coi
piedi nella miseria che avvilisce, nell'invidia che tortura
l'anima, nella displicenza cronica, che corrode i germi della
vita.
L'artista mediocre accusa tutti fuor che sè stesso della sua
impotenza. Ama il bello come gli eunuchi aman le donne e cerca la
gloria per le vie di traverso dell'impressionismo, del _pointillé_,
dove la gloria non ha mai messo il piede. Si lamenta come un genio
incompreso, senz'esser genio, e divien cattivo come uno che fosse in
una volta sola punto e perseguitato da tutte le mosche, da tutte le
pulci, da tutte le zanzare, che brulicano in questo nostro mondo
planetario.
Ed egli porta in casa tutti questi parassiti che lo mordono, che
lo pungono per ogni lato, e fa pungere da essi anche la moglie,
anche gli amici e tutti quelli che lo circondano.
Vive, lamentandosi ogni giorno e ogni ora dell'ingiustizia degli
uomini, che non lo intendono, dei signori che non gli comprano
gli aborti della sua tavolozza malata e dei suoi scalpelli
spuntati. Maledice Rafaello e chiama barocco Michelangelo e si
mette accanto a Galileo condannato dall'Inquisizione e a Colombo
deriso dai monaci di Spagna. Se parla di altri artisti più
fortunati, li copre della bava avvelenata della sua invidia
rappresa, dei suoi rancori isterici.
È un infelice cattivo, è un aborto che si permette di vivere e che
concentra tutta la sua vita in un lamento e in una maledizione.
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Anche l'artista di genio, anche l'artista incoronato coll'aureola
della gloria, è un marito pericoloso, e se tu sei gelosa, non
devi sposarlo.
Sua prima amante è l'arte e ti metterà sempre al disotto di essa.
Egli è anche poligamo per natura e per elezione difficilmente può
amare una donna sola e circondarla di tutte quelle tenerezze
quotidiane, che sono neccessarie a lei come il pane, come l'aria
che si respira.
Pensa alle modelle, che deve veder nude dinanzi a sè nel segreto
del suo studio, pensa a tutte le belle signore, che tanto
facilmente si innamorano di lui e ch'egli deve ammirar tanto da
vicino; così spesso, così intimamente.
Tu sei bella e tu sei giovane, ma sei una donna sola, e non puoi
avere tutte le bellezze, delle quali egli ha bisogno per appagare
la sete insaziabile estetica, che lo divora e lo consuma.
Se io fossi nato artista, non avrei avuto per amante e per moglie
che l'arte; e sarei morto vergine o almeno casto come il Canova e
come Michelangelo.