_Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito._
Mia adorata figliuola, tu leggerai da sola e forse con qualche
lagrima negli occhi queste pagine, che ho scritte anch'io nella
solitudine, anch'io piangendo e pensando a te.
Dio volesse che tu non le avessi a leggere! Vorrebbe dire che io
son vissuto abbastanza per vederti sposa felice; vorrebbe dire
che io ti ho potuto dare i miei consigli a viva voce.
Ma io son medico e so di avere in me una malattia che non
perdona. Potrei da un momento all'altro sparire dal mondo e
voglio che la mia voce mi sopravviva e ti aiuti nell'ora più
importante della tua vita, quando avrai a scegliere colui, che
deve essere il tuo inseparabile compagno, che deve essere il
padre dei tuoi figli.
Promettimi di non impegnare la tua parola prima di aver letto tre
volte queste mie pagine, alla distanza di una settimana una volta
dall'altra.
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L'uomo innamorato è d'oro, finchè non gli hanno detto di sì,
diventa d'argento quando gli hanno detto di sì; diventa di rame,
quando da pretendente è divenuto marito.
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Ciò vale per la più parte degli uomini. Vi sono però alcuni pochi
eletti, che sono d'oro prima e d'oro poi; sempre. Tu mia
figliuola devi saper trovare uno di questi.
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Fra i moltissimi, che cambiano il loro metallo nelle diverse fasi
della loro carriera amorosa, ve ne sono alcuni, nei quali il
metallo è sempre vile. Prima è rame dorato, poi _cristofle_, poi
piombo.
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Per conoscere questi fabbricatori di monete false non occorre che
ti dia consigli speciali. Tu hai, figliuola mia, un cuore d'oro e
uno spirito acuto d'osservazione e ogni donna, se non è affatto
stupida, ha in sè la preziosa pietra di paragone, che ci insegna
a distinguere l'oro dal rame, l'argento dal piombo.
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Un oggetto anche ben dorato col lungo uso si smussa sugli spigoli
e mostra a nudo il vil metallo che vi sta sotto.
Il tempo consuma anche l'ipocrisia; affidati ad esso come la spia
migliore delle falsificazioni.
Lo spigolo, che più presto degli altri consuma l'ipocrisia, è la
vanità. Guardalo sempre e scoprirai il vero dal falso.
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Mostrati indifferente alle più calde dichiarazioni. Se l'amor
proprio del pretendente è più forte dell'amore, egli si
raffredderà. Se invece l'amore è più forte dell'orgoglio, egli si
innamorerà sempre più.
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I mariti si dividono tutti quanti in due grandi categorie, i
_buoni_ e i _cattivi_.
I buoni son tutti compagni. Amano la moglie sopra ogni altra
creatura, l'amano più di sè stessi e il loro primo pensiero è
quello di farla felice.
Cercano la ricchezza, l'onore, fors'anche la gloria; ma sempre
per intrecciarne una corona intorno al capo della donna amata.
Nè comandano, nè ubbidiscono, perchè non si sentono nè superiori
nè inferiori alla loro moglie; ma eguali. Discutono insieme a lei
i grandi e i piccoli problemi della vita, e finiscono sempre per
venire alla stessa conclusione.
Hanno sempre sullo scrittoio, in tasca, da per tutto un unico
suggello per chiudere i loro segreti, per raffermare le loro
decisioni. Questo suggello è un _bacio_.
Questi mariti ridono sempre, quando senton parlare di _luna di
miele_. Nel cielo del loro matrimonio non hanno mai veduto luna,
nè di miele, nè di fiele. Sul loro capo brilla sempre il sole, un
sole che non scotta, ma riscalda; che non brucia, ma illumina; un
sole che non tramonta mai.
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Insomma, cara figliuola mia, non occorre che io ti descriva più
oltre i mariti buoni. Per dirlo con una frase degna di Monsieur
la Palisse, ma vera come la verità.
_I mariti buoni sono quelli, che fanno felici le loro mogli,
facendo felici sè stessi._
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