III.

Oggi è dunque giornata di messe. Maturata dalla continua tragedia del

largo, e fecondata dalla gelida oscurità della notte piuttosto che

dalla calda luce del giorno, essa giunge in briciole disposte su di uno

stesso livello: scure e lucide briciole che il sole ci rivela subito.

Le correnti adriatiche favoriscono molto, in tal senso, questa località

di guerra. E il corso d'acqua che lambisce le isole Dalmate, il

Quarnero, l'Istria, le foci dell'Isonzo, del Tagliamento, del Piave e

del Po, giro perenne dall'Austria all'Italia, raccoglie tutti i detriti

marittimi della nostra delenda nemica, tutto ciò che Fiume, Pola,

Trieste rigettano: e ce lo fa rifluire qui, su questa sabbia.

I miei marinai, mietitori e spigolatori assai abili, son già distesi

in catena avanti alle batterie, denudati nelle gambe e muniti di ogni

specie d'ordigno che la loro esperienza ha foggiato.

E sguazzano e si divertono un mondo a questa pesca di guerra, l'unica

che oggi questo mare deserto, triste, abbandonato, dia. — Più forte fu

la bufera e più proficuo il raccolto sarà: avremo più mine strappate

dai loro ormeggi, più rottami d'aereoplani, più detriti, più Austria e

forse avremo qualcuna di quelle cose scure, floscie, irriconoscibili,

lentamente rivoltate dalle onde come per una vita fittizia, che

sconosciute madri già piangono in qualche angolo della terra.

V'è chi è incaricato di redigere come una specie d'inventario macabro,

diviso in due colonne brevemente intitolate A. e I.

Tutta la raccolta delle cose rimaste impigliate stanotte tra gli

arbusti di là della sabbia, è già ordinatamente elencata. La lista

della colonna I è aperta da un elmetto da aviatore, «slacciato nel

sottogola». L'uomo, un capitano di cui è visibile il nome nell'interno

della cupola, è dunque caduto vivo. — Dove? Come? Quant'ansia umana

fervette in questo vuoto involucro che ha galleggiato fin qui, muto

messaggiero di catastrofe!... Ora due piccoli granchi spauriti, vi si

rincorrono lungo la fascia interna di cuoio flaccido...

Seguono mine. — Peuh! È un prodotto solito. — Quest'acqua deserta dove

nulla apparisce, ne coltiva a migliaia nel suo seno; e la tempesta

gliene squassa ogni tanto un po', scegliendole tra le più vecchie

e incrostate, come da un orto a rovescio, mandandole «su». Gli orti

nostri e nemici si confondono ormai ed il prodotto è frammisto. Mine

nostre e loro vengono alla deriva insieme, affratellate dal capriccio

del mare. — Sembrano immense, sulla sabbia; e quando le abili mani dei

marinai con poche precise ma pericolose manovre le rendono innocue,

esse continuano a conservare la loro aria stupita di cetacei in

secco che non tentarono mai far male a chicchessia, e vennero sempre

calunniati da tutti.

Vien poi un'intestazione generica: _Diversi_. Ed essa comprende

tutte quelle cose flaccide, corrose dal terribile acido del mare, che

sembrano consistenti alla vista, ma non appena toccate si sgretolano. —

Tele, assi, casse sventrate, calzature aperte, brandelli di indumenti

cosparsi di fili d'alga e d'erbe di laguna, brillanti al sole per

piccoli cristalli di sale... Sicuro: «Diversi»; e non è possibile dar

altro nome concreto a ciò che il mare ha masticato...

La colonna _A_ è più lunga. Pola ha inviato qui una quantità di

cassette vuote, quasi tutte indirizzate ai marinai della squadra

nemica: cassette da indumenti o da commestibili, provenienti dai più

opposti punti dello sdrucibile impero. Karl Kenz ha avuto dei fichi:

Hanz Guttlassen ha ricevuto molta biancheria: Luitpold Heberlein,

un piccolissimo dolce... Gazzarra, laggiù, incontro a noi! la buona

quiete di «dentro le reti d'acciaio» dove s'aspetta, s'aspetta il gran

giorno... Ecco invece qualcuno di «fuori reti» che ha lasciato la vita

nell'aperto mare. Ce lo dice un berretto da marinaio col nome di una

silurante nemica che non tornerà più in porto e di cui sappiamo la

fine. Due salvagenti ancora ben rossi e qualche cintura di salvataggio

dal sughero ancora ben compatto, aggiungono alla svelta alcune frasi

incisive alla tragedia svoltasi da poco.

E c'è poi, un oggetto raro: un tubo di latta impermeabilmente tappato,

poco più lungo d'un palmo, e del diametro d'un comune orologio da

tasca. È il messaggio d'un velivolo austriaco lanciato alla sua

silurante di scorta durante una delle tante bestiali incursioni sulle

nostre coste. «Andate nel punto tale, subito: troverete l'apparecchio

K... che ha bisogno di rimorchio...» Un ferito da noi, abbattutosi al

largo.

Quante cose ci racconta quest'acqua, quando parla a bassa voce! Basta

saperla interrogare e non aver ritegno a rovistare tra cose morte.

Mar sanguigno (Offerta al nostro buon vecchio Dio) · 第 67 / 72 题