I.

Eccolo: non tollera confronti: è Lui, nella sua immensità di deserto,

nella sua immutabile maestà di elemento eterno, animato ancora da tutta

la forza ricevuta in dono quando venne consacrato Mare dal Dio della

Genesi!

Oggi palpita appena, eppure i macigni delle due dighe che s'addentrano

laggiù nel suo seno per proteggere contro di lui questa base di guerra,

tremano del suo palpito, stretti pavidamente insieme.

.... parla senza collera, ma la sua voce cupa e uniforme, indeciso e

continuo accordo di organi lontanissimi che l'immaginazione colloca tra

le nuvole, riesce a diffondersi su tutta questa sterminata distesa di

sabbia e a soffocare ogni altra voce del Creato.

.... impercettibilmente respira: acre di salsedine, il suo alito spazia

dovunque, annienta ogni emanazione e sembra avviluppare in un'atmosfera

cauterizzante gli arbusti scontorti che seguono a timida distanza il

confine schiumoso del suo regno.

È questa la triste vegetazione che nelle grandi tempeste, scompigliata

dal vento, agita miriadi di braccia scheletriche ed annerite per

fermare tutto un prodigioso sminuzzamento di materia morta che egli

getta con disdegno alla terra perchè nei secoli faticosamente la

riformi. — Com'è sua invariabile legge, egli non sa che colpire,

sgretolare, annientare, cancellare ogni altra vita. Non sa costruire

che il corallo e le perle, lui, e tessere sudari d'incrostazioni

bianche intorno alle cose che non vuol dissolvere. Ma perchè il segreto

delle sue creazioni non sia mai violato, ha misteriose officine al

fondo di incommensurabili abissi, ove solo ai morti, solo ai morti è

dato discendere.

Se l'audacia dei vivi riesce a solcare appena la sua superficie, egli

ne cancella subito il solco: e chiuso, ostile all'indagini non vuol

testimoni alla sua intima connivenza col supremo Creatore: nessuno può

infrangere il suo «veto».

E se una mano raccoglie nel cavo un poco di lui, e uno sguardo lo

interroga, niente! — Egli sa diventare un liquido inerte, incolore,

disanimato ad un tratto: nulla della sua fecondità cosciente, della

sua potenza eterna, di tutti gl'inimitabili colori che sa generare...

Niente: e le dita s'aprono perchè questo niente ipocrita sfugga...

È lui, la vergine Creazione: lui il perchè senza risposta, come il

firmamento, come la vita, come tutte quelle cose che stritolano la

baldanza della scienza e la tramutano in umile balbettìo...

Perciò nello spirito di tutti i popoli suscitò sempre parole che hanno

un identico significato di reverenza e terrore: perciò l'occhio che lo

scruta si dilata e si fissa...

Mar sanguigno (Offerta al nostro buon vecchio Dio) · 第 65 / 72 题