Porto. Parola che ha oggi acquistato un significato che non ebbe
mai. Si entra in porto in grazia d'una causale infima: perchè nello
spaventevole immenso tappeto azzurro dove l'invisibile rastrello della
morte, senza sosta tira a sè vite, vite e vite, il giuoco è stato
favorevole e la puntata della propria vita è riuscita. Una volta si
diceva: entrare in porto; e questo significava percorrere uno spazio
d'acqua più o meno vasto, delineato da moli, e traversare un punto
più ristretto che si chiamava bocca, larga abbastanza perchè diverse
navi contemporaneamente vi passassero. Oggi oltre i moli esistono
altre chiusure di reti subacquee, rese appena visibili da file di
galleggianti metallici e la bocca non c'è più; c'è invece una porta, e
bisogna che le navi passino ad una ad una, sotto lo sguardo metallico
di cannoni portinai. E perchè nessun pescecane di guerra possa
approfittare dell'apertura per seguirle alla chetichella, la porta si
richiude subito ad ogni passaggio e la clausura è assoluta. Oggi si
entra «dentro» un porto.
Dentro, non più fragore di grue e urla di scaricatori: un silenzio di
chiostro: di strano chiostro marittimo: e nello stringersi ai loro
posti una all'altra, negli ultimi rantoli di vapore dell'arrivo, le
navi giunte sembrano ancora percorse da lunghi brividi di terrore, e
ansar forte come prede sfuggite da poco ad un artiglio spietato.
Ed allora la loro mole enorme, fatta per sprezzar onde giganti,
presenta un pietoso contrasto con questo loro pavido aspetto; e
l'antica logica di pace, basata sull'equilibrio tra dimensioni e forza
si smarrisce...
Ma fuori dunque che c'è? — Nulla che all'occhio apparisca. Gli
orizzonti, chiusi come sempre da eterni cerchi di mistero dove il
pensiero s'annega, non sono incisi che dalle groppe infinite delle
onde. Ma se questo povero mondo s'incammina, troppo vecchio, verso la
fine, il mare sembra già in agonia aspettando che i continenti alla
loro volta muoiano, dissanguati e incendiati. Nella guerra di una volta
innumerevoli navi popolavano i mari e si muovevano incontro nella bella
luce del cielo, vivide di colore e d'aperta energia. L'uomo le fissava,
ne vedeva venir fuori la morte e non tremava: oggi non vede nulla e
trema.
È che nel mare, come nella vita, s'è infiltrata la Germania, perpetua
gesuita di ferocia, tabernacolo eterno di follia distruttrice, ed ha
preso il posto nascosto che alla sua natura conviene: sott'acqua: fuori
vista. In terra la spia, la corruzione e la menzogna: in mare l'agguato
invisibile...
Raccomandatevi l'anima a Dio, donne e bambini innocenti! La demoniaca
croce luterana è sott'acqua e da ogni onda può sprizzare su lo
sterminio. Raccomandatevi direttamente a Dio, perchè l'altra croce,
quella di Cristo misericordioso, è muta...