I.

Porto. Parola che ha oggi acquistato un significato che non ebbe

mai. Si entra in porto in grazia d'una causale infima: perchè nello

spaventevole immenso tappeto azzurro dove l'invisibile rastrello della

morte, senza sosta tira a sè vite, vite e vite, il giuoco è stato

favorevole e la puntata della propria vita è riuscita. Una volta si

diceva: entrare in porto; e questo significava percorrere uno spazio

d'acqua più o meno vasto, delineato da moli, e traversare un punto

più ristretto che si chiamava bocca, larga abbastanza perchè diverse

navi contemporaneamente vi passassero. Oggi oltre i moli esistono

altre chiusure di reti subacquee, rese appena visibili da file di

galleggianti metallici e la bocca non c'è più; c'è invece una porta, e

bisogna che le navi passino ad una ad una, sotto lo sguardo metallico

di cannoni portinai. E perchè nessun pescecane di guerra possa

approfittare dell'apertura per seguirle alla chetichella, la porta si

richiude subito ad ogni passaggio e la clausura è assoluta. Oggi si

entra «dentro» un porto.

Dentro, non più fragore di grue e urla di scaricatori: un silenzio di

chiostro: di strano chiostro marittimo: e nello stringersi ai loro

posti una all'altra, negli ultimi rantoli di vapore dell'arrivo, le

navi giunte sembrano ancora percorse da lunghi brividi di terrore, e

ansar forte come prede sfuggite da poco ad un artiglio spietato.

Ed allora la loro mole enorme, fatta per sprezzar onde giganti,

presenta un pietoso contrasto con questo loro pavido aspetto; e

l'antica logica di pace, basata sull'equilibrio tra dimensioni e forza

si smarrisce...

Ma fuori dunque che c'è? — Nulla che all'occhio apparisca. Gli

orizzonti, chiusi come sempre da eterni cerchi di mistero dove il

pensiero s'annega, non sono incisi che dalle groppe infinite delle

onde. Ma se questo povero mondo s'incammina, troppo vecchio, verso la

fine, il mare sembra già in agonia aspettando che i continenti alla

loro volta muoiano, dissanguati e incendiati. Nella guerra di una volta

innumerevoli navi popolavano i mari e si muovevano incontro nella bella

luce del cielo, vivide di colore e d'aperta energia. L'uomo le fissava,

ne vedeva venir fuori la morte e non tremava: oggi non vede nulla e

trema.

È che nel mare, come nella vita, s'è infiltrata la Germania, perpetua

gesuita di ferocia, tabernacolo eterno di follia distruttrice, ed ha

preso il posto nascosto che alla sua natura conviene: sott'acqua: fuori

vista. In terra la spia, la corruzione e la menzogna: in mare l'agguato

invisibile...

Raccomandatevi l'anima a Dio, donne e bambini innocenti! La demoniaca

croce luterana è sott'acqua e da ogni onda può sprizzare su lo

sterminio. Raccomandatevi direttamente a Dio, perchè l'altra croce,

quella di Cristo misericordioso, è muta...

Mar sanguigno (Offerta al nostro buon vecchio Dio) · 第 47 / 72 题