IX.

Notizie macabre abbiamo raccolto a Messina sul passaggio dei quattro

transatlantici che ci hanno preceduto nella stessa nostra «Via Crucis».

Il colèra, rimasto solo a uccidere, s'è sentito il tiranno di bordo e

come se le povere orde raccoltevi fossero condannate, o in battaglia, o

in marcia, o in riposo, sempre e dovunque a dare ogni giorno una stessa

cifra di vittime, ha stabilito quante centinaia gliene occorressero per

mantener la cifra costante; e le ha volute.

Tutto il ferro disponibile di bordo venne usato per assicurare a

ciascuna vittima la discesa negli abissi, dove il furore dell'uomo non

poteva più raggiungerla. Ma poi il ferro finì e...

* * *

... e ora che la mia nave è in pieno mare, può facilmente rintracciare

sull'acqua il cammino delle altre.

Quando sulle creste delle onde si vede la spuma frangersi su una

chiazza scura, non ci si bada più, si sa già che cosa è.

Invece dei corvi d'Albania, i gabbiani del Tirreno: ma son sempre le

stesse scorie gettate dalla Cosa sulla terra e sull'acqua, ovunque essa

passi.

Stamane tocca a noi gettarne via. È stato ordinato agli ufficiali

prigionieri di assistere alla cerimonia e ho letto nei loro occhi la

sorpresa che venisse data una benchè minima importanza ad avvenimenti

così comuni...: e si trattava di soldati loro, di gente della loro

terra affidati a loro.

Alla smorta luce dell'alba, biancheggia a poppa la calce che questa

notte è stata versata a secchi sul ponte: ma la rugiada l'ha di nuovo

qua e là disciolta e vi si sdrucciola facilmente.

Allora bisogna camminare guardinghi per non sdrucciolare su certe

masse fasciate di grossa tela e cosparse anch'esse di calce, che

giacciono allineate una accanto all'altra e traballano per il sussulto

delle eliche. Silenzio! C'è qualcuno laggiù a prora che inconsapevole

canta...

Un segno convenuto alla plancia e le macchine si fermano.

E ora il mare solo intona un suo inno lene intorno a noi, mentre

l'organo del vento l'accompagna con poche note ferme e basse.

— Io son la pace — dice, con eterne parole...

Un gruppo di sei marinai interroga il comandante con lo sguardo. Per

risposta questi si toglie il berretto e gli ufficiali delle varie

nazioni imitano il gesto.

Ah! come disperatamente s'avvinghia il primo sacco alla ringhiera di

questa nave! Poi il gran tonfo, la scomparsa, la ricomparsa per estremo

addio e lo svanire biancheggiando nell'infinito azzurro. Un altro

tonfo... un altro... Poi un intervallo, perchè il quarto sacco s'è

piegato ad angolo contro la murata e il peso di ferro vi s'impiglia:

non cede, bisogna scuoterlo quasi brutalmente, questo sacco, come in

lotta, e nel cadere solleva alti spruzzi che ci vengono addosso.

Giù ancora... È finito; avanti le macchine!

Uomo, che sei?

— «Merci» — mormorano gli ufficiali. E alcuni gabbiani piombati

sull'acqua, ritornano ad alzarsi, delusi, gridando.

Mar sanguigno (Offerta al nostro buon vecchio Dio) · 第 23 / 72 题