V.

Il loro computo è fatto: son «circa 45 tonnellate», come dice il

Direttore di macchina a proposito della maggiore immersione della nave.

Ma siamo in dubbio se il peso medio assegnato ad ogni uomo sia giusto:

quaranta o cinquanta chilogrammi? Teniamoci bassi; nessuno di noi sa

quale sia il peso medio di uno scheletro.

Ma è necessario troncare il dibattito.

La nave è già piena nelle stive e nei ponti: tanto, che per noi di

bordo non c'è altro rifugio che lo «spar-deck» e la plancia, dove alla

lebbra è proibito salire. Dunque partiamo.

Austria, al tuo destino!

Con improvvisati steccati, con sentinelle, si riesce a mantener sgombri

quei punti dove è necessario lasciar libero giuoco ai macchinari per

la manovra. E visti dal palco di comando appariscono ben strani questi

spazi vuoti, scavati nel fitto della massa umana!...

— Pronti a prora?

— Pronti.

— Vira all'àncora.

E la catena dell'àncora stride, come se l'argano le facesse male.

Ma che cosa avviene?... Non so: non riesco a rendermene conto... Gli

ufficiali che sono sulla plancia si guardano tra loro allibiti. Ma, per

Bacco! che cosa avviene a prora? S'è levato da laggiù un urlo complesso

e raccapricciante che costringe il nostromo ad alzar le braccia con un

gesto quasi disperato per farci comprendere che l'àncora ha lasciato il

fondo. Ogni rumore, ogni voce, sormonta questo urlo che non ha niente

di umano. E contemporaneamente, come da un palco privilegiato per uno

spettacolo di insorpassabile orrore, noi, pur essendo desti, assistiamo

a qualchecosa che ricorderemo come un sogno delle nostre febbri.

Signore! troppo tu ci punisci per averci creati... Laggiù è un monte di

corpi improvvisamente impazziti, freneticamente stretti, avviticchiati,

urlanti... e da principio non altro può distinguersi; ma nelle maree,

nei risucchi della massa, compressa dai fianchi della nave, dalle

palizzate e dai cannoni, si delineano come dei centri: centri di lotte

forsennate combattute a morsi, a unghiate, a colpi bestiali. E poi,

dove è possibile fissar la vista, particolari orrendi si precisano:

una bocca incastrata in una gola, braccia che percuotono ripetutamente

su teste bendate, con l'insistenza atroce dei colpi di becco del

gallo che ha vinto, mani ficcate nei volti nella posizione d'afferrare

un teschio, moncherini ritorti, dorsi denudati dai brandelli che li

coprivano, teste scosse per i capelli, corpi orizzontali pestati come

si pesta la vipera dopo il morso...

Penetrare in quella massa è impossibile: non si districano i grovigli

dei vermi o delle serpi. Invano le sentinelle ficcano qua e là i calci

dei fucili e interpongono a leva le baionette: è inutile che graduati

s'affannino a separare i gruppi rotolati al margine, come macigni di

montagna in subbuglio tellurico... L'acqua! i getti d'acqua come ai

pazzi furiosi! Su! Le pompe di lavaggio in moto! Acqua sui fomiti,

come negli incendi. Acqua! rovistando nei meati di membra, sugli

aggrovigliamenti più densi, su bende, su sangue, su tutto e a tutta

forza...

Infatti sei bianchi getti, resi miracolosi dal ghiaccio di febbraio,

soffocano a poco a poco la bufera demoniaca e, come acqua santa, la

spengono. Ritorna istantaneamente l'immobilità e il silenzio.

Un ufficiale vien sulla plancia trafelato.

— Ma dunque? — gli vien chiesto.

— Si era cominciata la distribuzione dei ranci, Comandante... Ma ai

primi pani dati... — E un suo gesto verso la massa completa la frase.

Ho compreso. E subito viene elaborato un piano perchè la scena non si

rinnovi. La distribuzione del pranzo verrà fatta fuori della massa,

clandestinamente. I prigionieri verranno chiamati uno alla volta e

ricevuto il loro cibo, non saranno più mescolati con gli altri. Marinai

armati regoleranno il flusso: un ufficiale sorveglierà. Ogni volta si

procederà così. Precauzioni come per pasti di belve... Ma il nutrire

costoro è ben pericoloso, e non possiamo usare forcine di ferro, noi.

— Le due macchine avanti! — A sinistra la barra!

E il Ponente, che già soffiava forte, ora comincia a muggire tra i

sartiami perchè la nave gli corre contro. L'arco di mare tra Capo

Linguetta e l'isola di Saseno s'allarga, irto d'onde e di schiuma.

E intanto cinque o sei corpi esanimi son portati giù. Ve n'è anche uno

piccolo: Boris. Forse sarà inutile preparare le loro razioni...

Ah! Noi siamo la generazione chiamata a scontar tutte le colpe della

natura umana. La presente strage sarà punto d'arrivo della vecchia

storia e di partenza della nuova: avvenimento unico come il diluvio

universale, si chiamerà forse diluvio di sangue. Ma dalla sofferenza

nostra dovrà nascere qualche cosa di migliore e di diverso: dal

cataclisma che ci distrugge, razze sorgeranno che non somiglieranno a

noi, perchè dal ribrezzo del ricordo nostro, dalla vista della terra

ereditata da loro lorda di sangue e semidistrutta, noi saremo da loro

maledetti.

Mar sanguigno (Offerta al nostro buon vecchio Dio) · 第 19 / 72 题