CAPITOLO I. Che in tutte le cose fa di bisogno che vi sia
ordine e regola. » 7
» II. Che cosa sia oro ed argento puro » ivi
» III. Che cosa sia oro ed argento misto » 8
» IV. Qual si dee intendere oro ed argento puro » ivi
» V. La cagione perché si trova men oro che argento,
e qual forma o proporzione si trova tra loro » 9
» VI. Ciò che s'intenda per peso e numero di oro e
di argento. » 11
» VII. Il modo col quale si dee osservare la forma ed
il numero nell'oro e nell'argento che si ridurranno
in monete, accioché ogni persona abbia
il suo » ivi
» VIII. Si mostra qual peso si dovrá usare in tutti i
luoghi per l'oro e l'argento » 12
» IX. Come tutti gli ori giá coniati si possono ridurre
a giusta proporzione nel far pagamenti » 15
» X. Che nel fare i contratti si potrá parlare a libre
ed once di oro puro coniato ed a ducati o
a scudi; e parimente si potrá dire a libre ed
once d'argento di coppella coniato ed anco a
lire, soldi e denari » 16
» XI. Come i prencipi potranno affittare le loro
entrade a libre di oro puro e di argento di
coppella coniati » 17
» XII. Parte del modo che si averá a tenere nel
fare la zeca » 18
» XIII. Come venirá rimediato ai disordini che sogliono
occorrere per causa delle monete cosí
d'oro come d'argento » 19
» XIV. L'ordine che si dovrá tenere in correggere o
tassare le monete giá fatte » 20
» XV. Che si escluderanno molti errori che tuttodí
seguono a danno di ciascuno » ivi
» XVI. Quattro eccessivi disordini, a' quali verrá
proveduto » 22
» XVII. Degli assaggiatori » 23
» XVIII. Regola per la quale si potrá conoscere quant'oro
ed argento si piglia da chi riceve danari » 24
» XIX. Tariffe cinque, per le quali si dichiara il modo
e la regola che tener si debbe nel far monete
d'oro proporzionate in corrispondenza
dell'argento » 27
» XX. Discorso sopra le dette tariffe, nel quale anco
si mostra l'ordine che si dovrá tenere per
fare i conti giusti delle monete d'oro giá
fatte, che si troveranno essere piú leggiere
o piú grevi di peso delle contenute in esse
tariffe » 28
» XXI. Tariffe sette, per le quali si mostra l'ordine
che tener si debbe nel far monete d'argento
di sette finezze, senza rotti nelle leghe e nel
conteggiarle » 29
» XXII. L'ordine delli caratteri o note da doversi imprimere
sulle monete cosí d'oro come d'argento » 30
» XXIII. Discorso sopra alcuni particolari delle note » 35
» XXIV. Avvertimenti necessari sopra il fare le monete » 37
» XXV. Breve replicazione, con essempio, di quanto
si è detto » 38
» XXVI. Che in qualunque cittadi e paesi si potrá conteggiare
d'oro e d'argento coniato, secondo
il loro parlare » 39
» XXVII. Tavola, nella quale si mostra la concordanza
del parlare a ducati, scudi, lire, soldi o
simili, col nominare l'oro e l'argento ad
once o a libre, però coniati » 40
» XXVIII. L'ordine col quale si dovrá procedere tanto
nello spendere quanto nel ricevere l'oro
e l'argento coniato » 41
» XXIX. Che le mercanzie ed altre cose si modereranno
nelli prezzi in dipendenza dei
giusti valori dati all'oro ed all'argento
in monete ridotti; e anco si mostra
l'ordine che si dovrá tenere nel contrattare
essi preciosi metalli non coniati con
i coniati, e che molte dispute si leveranno
via » 42
» XXX. Con breve replicazion si mostra esser cosa
necessaria che vi sia un sol ordine nel
far le monete » 52
» XXXI. Che per causa delle monete si sono alterati
li prezzi di molte cose » 53
» XXXII. Tavola fatta in essempio, per far conoscere
gli errori che si sono fatti per il tempo
passato, e quelli che potrebbono nascere
per l'avenire, nel far monete cosí d'oro
come d'argento, se non si osserverá la
regola dimostrata » 54
» XXXIII. Discorso sopra le dette prove, nel qual
anco si mostra qual sia la vera proporzione
tra i due preciosi metalli ed
il rame » 55
» XXXIV. Essempi per mostrare quanto si è detto
sopra il fatto dell'argento giá coniato, e
che cosa importa la concordanza tra
l'oro e l'argento » 66
» XXXV. Breve discorso sopra le monete, e che si
potrebbe anco tôrre l'argento non coniato » 70
» XXXVI. Che per l'alterazione delli prezzi dell'oro
e dell'argento ne vengono rifatte le
monete » ivi
» XXXVII. Sommario delli conti delle dette sei sorti
di monete, date per essempio » 71
» XXXVIII.Breve discorso sopra il detto essempio » 72
» XXXIX. Tavola per la quale si conosce quanto
argento fino e quanto rame separati
entravano nelle dette sei sorti di monete » ivi
» XL. Che non si dispenserá piú alcuna quantitá
di rame in far danari, anzi che si estraerá
di quello ch'è in opera » 73
» XLI. Tassa delle suddette sei sorti di monete, in
essempio del modo che si averebbe a tenere
nel tassare tutte le altre giá fatte » 74
» XLII. Come dal cavare le fatture dal dosso delle
monete ne sono nati gran disordini, e che
ne occorreranno de' maggiori se non vi si
provede » 82
» XLIII. Breve discorso sopra le zeche in universale » 91
» XLIV. Sette capi principali e fondamenti stabili, che
riducono il _Discorso_ a perfezione » 92
» XLV. Avvertimenti a' prencipi dell'onore ed utile,
che tanto a loro come ai loro popoli ne
seguirá, s'essequir faranno le presenti cose » 93
» XLVI. Conclusione del _Discorso_, nella quale si mostra
l'ordine che in tutte le zeche tener si
dovrebbe per coniare l'argento e l'oro » 97
» XLVII. Dodici utilitadi che ne seguiranno dall'osservazione
degli ordini che nel _Discorso_ si
contengono » 99