Si suole da non puochi dir volgarmente che, conosciuta la causa del
male, sia facile il remedio. Cosí lo dice l'istesso De Santis nel
principio del suo _Discorso_. Ma non ritrovo questa commune di
volgari, o poco meno, opinione esser vera, non solo generalmente in
tutte le cose, ma in nissuna. Ché, quantunque un medico sappia
benissimo la causa d'una febre putrida e acuta, non li sará facile il
remedio, e piú volte con qualsivoglia difficultá non ve lo ritrova; e
cosí saprá la causa d'una epilepsia e apoplesia e altre spezie d'una
indisposizione di fegato e di stomaco, e cosí d'una ferita mortale, e
non ve saprá ritrovare né facile né difficile remedio. E, per lasciar
di discorrere sopra diverse facoltá e arti, trattando sopra la materia
propria, de pochi disordini che succedono nelli Stati non si ha la
causa cosí facile, ma della maggior parte è manifesta; nientedimeno
non solo non è cosí facile di remediare alli disordini predetti a chi
governa, ma il piú delle volte si rende tanto difficile, che con
esorbitante provisione meno vi si arriva; che, per essere cosa nota,
non occorre diffondersi in questo. E, per constituire questa
proposizione vera, si dirá che, sapendosi la causa del male, sia piú
facile e possibile ritrovar remedio che non sapendosi; e che,
sapendosi la causa, se sará potente o per qualitá propria o
accidentale, il remedio sia difficile e non sempre possibile. Perciò,
essendo la causa del male di non far venire per l'estrazione de la
robba denari in Regno l'entrate che tengono forastieri in quello e
ancora l'industrie che vi fanno per la negligenza degli abitatori,
come si è detto--ed è tanto vero, che il detto De Santis, non
considerando forse a quel che avea detto prima, trattando perché li
forastieri non convertano le terze in capitale, dice che non vi resta
piú che vendere, avendosi li forastieri sorbito il sangue de tutti
particolari del Regno, in tanto che a nisciuno resta quasi piú vita né
robba per obligarla; e segue dicendo: «È tanto vero, che mi obliga a
dir cosa che non conveneria dire: che converria che Sua Maestá facesse
sospendere li pagamenti di terze a forastieri per mesi sei» (queste
sono le sue proprie parole, e parla a rispetto dell'entrate sole,
senza considerar l'industrie che vi fanno, e dopo con queste si ha da
unire il retratto delle mercanzie che vengono da fuora per il Regno,
de quali ha necessitá, e ascendono alla quantitá detta nella prima
parte),--sí che è potentissima: quanto dunque sará difficile il
remedio? E, essendo tanto potente la causa del male e per propria
qualitá e accidentale, che per il remedio della sola causa
dell'entrate, quale è minore dell'altre due, non sa ritrovare altro
remedio, fuorché tale che confessa non convenire di dirlo; or che
sará, congiungendo con l'entrate la causa dell'industrie e il ritratto
di mercanzie, che, per la difficultá grandissima (come ho detto nella
seconda parte), si è fuggito dall'intelletto apprendere la certezza di
questo? Perciò, dovendo trattare di questo remedio, quale è
difficilissimo, e per esso si sono fatte piú provisioni e non sono
riuscite, essendo la causa del male tanto potente, prima si discorrerá
delli remedi tentati o d'altri si potessero proponere per tentarsi, se
giovano o possono giovare al detto male e doveano essere potenti di
fare abbondare d'oro e argento il Regno o, per dir meglio,
soccorrernelo che non fusse in tanto bisogno; e dopo si trattará delli
veri, secondo la qualitá che la materia ricerca, con la cautela
necessaria. E cosí si sará complito a quanto si è promesso.