Che in qualunque cittadi e paesi si potrá conteggiare d'oro e
d'argento coniato, secondo il loro parlare.
Avengaché in diversi paesi le monete d'oro siano diversamente
nominate, come «ducati», «corone», «zechini», «scudi», «rainessi»,
«bisilachi» o simili, e parimente le monete d'argento, come «reali»,
«quarti», «mozenighi», «bianchi», «pavoli», «giuli», «baiochi»,
«marchetti», «quattrini» o simili, il che non vuol significar altro
che i diversi pesi d'oro puro e d'argento fino che veramente nelle
monete esser dovrebbono; nondimeno ciò poco importa. Imperoché tali
nominazioni potranno restar ferme alle monete, purché i loro valori
siano ridotti a moneta imperiale, cosí di quelle che di nuovo si
faranno, come di quelle che saran tassate; cioè le lire a ragion di
soldi 20 l'una, i soldi a ragion di denari 12, ed i denari a ragion di
due bagattini. E tutto ciò si dovrá osservare, accioché nel fare i
conti dei pagamenti essi si trovino sempre giusti e confronti, e che
non vi nascano differenze per le diversitá delli nominati valori che
si sogliono alle monete dare, quali valori sono differenti
dagl'imperiali.