CAPITOLO XVI

Quattro eccessivi disordini, a' quali verrá proveduto.

Crederò bene che, quando saranno state tassate o corrette le monete

giá fatte, molte di quelle in progresso di tempo saranno poi guaste e

fose, parte per rifarne altre, come si dice nel capitolo XLII, e parte

nell'arte degli orefici, come si narra nel capitolo XL; e ciò per

cagione delli rotti vantaggiosi, che in esse saranno per le loro varie

finezze, pesi e valori. Essendoché il rotto di ciascuna moneta, qual

non arriverá al valore di un quattrino, non dovrá esser posto in tassa

per le cause allegate nel capitolo XLI; e tal fatto sará perché alcuni

hanno lavorato nei tempi passati, ed alcuni anco di presente lavorano

nelle zeche l'argento a finezza o lega di once 11 e denari 18 per

libra, a 11 e 12, a 11 e 10, a 11 e 8, a 11 e 4, a 11 e 3, a 11 e 2, a

10 e 17, a 10 e 10, a 9 e 20, a 8 e 20, a 7 e 4, a 5 e 22, a 3 e 22, a

2 e 22, a 1 e 4, a denari 22 e simili; facendo sotto una di dette

leghe, cosí rotte, monete di diverse sorti, nelli valori delle quali

sono comprese le loro fatture; onde nella maggior parte di esse

necessariamente vi sono intervenuti e v'interveniranno di molti rotti.

È ben vero che, osservando quanto in questo _Discorso_ si propone,

verranno levati via quattro capi molto dannosi. De' quali il primo è

che non si caverá mercede alcuna di fatture dal dosso o corpo degli

istessi oro ed argento coniati, come da molti anni in qua e sinora si

sono cavate. Il secondo, la diversitá e varietá delle leghe o finezze,

usata da un paese all'altro; percioché essi oro ed argento veniranno

giustamente con le debite proporzioni compartiti nel fare le monete,

cioè sopra la suddetta regola che una parte d'oro puro a peso vaglia

per dodici di fino argento, e sotto i valori giá detti, da esser

osservati per sempre giusti e fermi; e perciò non interveniranno mai

rotti alcuni in dette leghe, per essere fondamento reale e numeri

proporzionatissimi, come nelle tariffe si vede. Il terzo è il

disordine delli variati pesi ed instabili prezzi usati per essi

preciosi metalli da una provincia all'altra ed anco da una cittá

all'altra. Il quarto è il parlare diverso di diversi luoghi, come a

dire, chi a «moneta longa» e chi a «corta», o in altri modi. Per causa

de' quai disordini ne succede che non si può né si potrá giamai sopra

il fatto delle monete giustamente conteggiare; onde i contraenti molte

volte non sanno se paghino o ricevano il loro giusto dovere dell'oro e

dell'argento.

Economisti del cinque e seicento · 第 32 / 180 题