«Gli equipaggi dei volontari che rimasero fino ad oggi a bordo della
flottiglia italiana nel lago di Garda, hanno ben meritato della patria.
Coraggio nello sfidare il nemico superiore nel naviglio, in macchine da
guerra, superiore in uomini. Virtù ed abnegazione negli ufficiali che
servirono come semplici militi. Ordine, nettezza nelle Piro-Cannoniere,
che il generale Garibaldi affidò alle loro cure.
«Fino al 12 luglio esse furono tre dinanzi al nemico, poi quattro ed in
ultimo cinque. Lo affrontarono arditamente nelle sue acque sotto il
fuoco delle batterie di terra e gli procacciarono uccisioni e danni.
Qui, dove erano i pochi ma valorosi uomini, il nemico non osò mai
venire. Unico vanto lo avere bombardato la inoffensiva città di Gargnano
e rubato il «_Benaco_» a quindici miglia dalla flottiglia, che non
poteva difendere l'inerme piroscafo mercantile.
«Io ricorderò sempre con militare orgoglio lo avere avuto ai miei ordini
il personale degli equipaggi volontari in questa guerra del 1866, forse
l'ultima della mia vita.
«S'abbiano tutti gli ufficiali e militi le mie sentite azioni di grazia.
Salò, 21 settembre 1866.