«Il quartiere generale è a Caserta; i nostri fratelli dell'Esercito
italiano, comandati dal bravo generale Cialdini, combattono i nemici
d'Italia e vincono.
«L'esercito di Lamoricière è stato disfatto da quei prodi. Tutte le
provincie serve del Papa sono libere. Ancona è nostra: i valorosi
soldati dell'esercito del settentrione hanno passata la frontiera e sono
sul territorio napolitano. Fra poco avremo la fortuna di stringere
quelle destre vittoriose.
_G. Garibaldi_»
Il 7 ottobre indirizzava a Vittorio Emanuele la lettera seguente:
Sire!
«Mi congratulo colla Maestà Vostra per le brillanti vittorie riportate
dal vostro bravo generale Cialdini e per le felici loro conseguenze. Una
battaglia guadagnata sul Volturno ed un combattimento alle due Caserte,
pongono i soldati di Francesco II nell'impossibilità di più resisterci.
Spero dunque poter passare il Volturno domani. Non sarebbe male, che la
M. V. ordinasse a parte delle truppe, che si trovano vicino alla
frontiera abruzzese, di passare quella frontiera e fare abbassare le
armi a certi gendarmi che parteggiano ancora pel Borbone.
«So che V. M. sta per mandare quattromila uomini a Napoli, e sarebbe
bene. Pensi V. M. che io le sono amico di cuore e merito un poco di
essere creduto. È molto meglio accogliere tutti gli italiani onesti a
qualunque colore essi abbiano appartenuto per il passato, anzichè
inasprire fazioni, che potrebbero essere pericolose nell'avvenire.
«Essendo ad Ancona, dovrebbe V. M. fare una passeggiata a Napoli per
terra o per mare. Se per terra, e ciò sarebbe meglio, V. M. deve
marciare almeno con una divisione. Avvertito in tempo, io vi
congiungerei la mia destra e mi recherei in persona a presentarle i miei
omaggi e ricevere ordini per le ulteriori operazioni.
«La M. V. promulghi un decreto, che riconosca i gradi de' miei
Ufficiali. Io mi adoprerò ad eliminare coloro che debbono essere
eliminati.