DUE LETTERE DI GIOVANNI VERNACCI ALLO ZIO NICCOLÒ MACHIAVELLI.

1

_Da Pera, 31 ottobre 1517._[575]

† Iesus. Addì xxxi d'ottobre 1517

Honorando in luogo di carissimo padre, doppo le debite rachomandazioni

salute infinite etc. Al pasato abastanza; e dipoi non tengho vostra,

chè per la ghrazia d'Iddio e de' mia buon portamenti, e' fa più d'uno

anno che di vostro non n'ò auto uno verso, che veramente mi dispiace,

perchè posso giudichare di me più non avete richordo chome di charo

nipote, di che ne sto di mala voglia. Ma da altra banda la fede

assai che tengho in voi, più ch'un buon figlio al padre, quella mi fa

isperare che se voi avete perso la penna e 'l foglio allo ischrivermi,

non abiate perso l'amore che tanto tenpo m'avete portato, non da vostro

nipote anzi da charo e buon figliuolo: che a Dio piaccia di chosì

sia, e dipoi mi chonceda ghrazia che voi mi visitiate con dua versi

per darmi alquanto di chonsolazione, e' quali atendo con ghrandissimo

disiderio, per intendere di vostro buono essere e di tutta vostra

brighata, che Iddio ne facia degni.

E' s'è mandato a questi giorni un pocho di chaviale chostì a Alberto

Chanigiani, solo per richonoscere e' parenti e li amici, che mi paiano

avere persi. Del quale chaviale vi se ne fa parte, che s'è ordinato

al detto Alberto ve ne mandi libre venti; el quale accetterete e

vi ghoderete per mio amore, in questa chuaresima. E non ghuardate a

la qualità del debole presente, anzi l'acettate per atto di magiore

volontà e generosità che io vorei mostrare verso di voi. Per aviso vi

sia.

Al presente la fo a l'usato, e sono di qua con pocho utile; e bramo in

brevità di tenpo venire sin costì, di che istimo sarà presto, che Iddio

me ne chonceda ghrazia.

Io non so che altro mi vi dire, salvo che a voi per infinite volte mi

rachomando, e dipoi a la vostra m.ª Manetta, a la quale non ischrivo,

perchè le faciate parte di questa chol darle per mia parte infinite

salute, e alsì al Brena[576] e Lodovico e Ghuido e alli altri che

per nome non so; e' quali tutti insieme chon voi Iddio sempre di mal

ghuardi.

_Per vostro_

GIOVANNI VERNACCIA _proprio in Pera._

Tenuta sino addì jº di novembre, nè altro achade, salvo richordarvi e

pregharvi di nuovo che mi faciate 4 versi, che n'arò piacere. _Valete_.

_Spectabili viro domino Nicholo_

_Machiavelli, in Firenze._

2

_Da Pera, 8 maggio 1521._[577]

† Yhs. Addì viij di maggo 1521

Honorando in luogho di padre, rachomandazione e salute infinite, etc.

Addì iiij di febraio 1520 fu mia ultima. Dipoi ò la vostra de' dì xv di

febraio vista chon piacere. Apresso risposta.

E' s'è inteso ricevesti la prochura, ma dite non à servito a e'

denari del Monte, e la forma in che modo bisognia detta prochura, s'è

ricevuta in detta vostra; e s'è fatto detta prochura formalmente chome

n'ordinate, e per mano di nostro chancelliere; e vi si manda in questa,

acò posiate promutare detti denari di Montte in chi a voi piacerà,

a chagone s'abia lo intero de le paghe: sì che fatene chome di chosa

vostra, che Iddio di ben mandi.

De' lascio di mona Vaga dite mi tocha fiorini 266. 13. 4, denari 7

per cento larghi, e fiorini 632-1/2, che sono dipositati in Badia a

mia istanzia. E chosì dite si resta avere certti denari da' Tenpi,

e non dite chuantti. E chosì intendo che certa mia partte è in mano

de l'iseghutori del testamentto: di che vorei che a l'auta di chesta

faciate d'aver tutto, e chosi li denari che sono in Badia, chome li

altri, e ne fate chome se vostri fusino; che tutto terò per benisimo

fatto. Chuanto a Piero Venturi, s'è inteso lo tenete contentto chol

darlli l'entrata del podere; e dite à auto tutto, salvo le venciglie,

che bene avete fatto: e anderete chosì facendo sino al mio ritorno. E a

quell'ora ò speranza del tutto valermi.

El chaviale s'intese lo ricevesti, eseghuitene chuanto vi s'è ordinato,

che sta benisimo. Per chuesta non achade dirvi altro, salvo che fra XV

gorni arò sentenzia fra 'l Biliotto e me, e de prima ne verò al fermo,

che Iddio me ne chonceda ghrazia. E basta. A voi di chontinovo mi

rachomando. Abiatemi per ischusato se so' brieve per chuesta, che n'è

chausa ò preso ieri una medicina che m'à sturbato. Iddio voi e noi di

male sempre ghuardi.

_Per vostro_

GIOVANNI DI FRº VERNACI

_in Pera._

_Spectabili viro domino Nicholo_

_Machiavelli, in Firenzze._

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. III · 第 36 / 77 题