TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XV.

CAPITOLO CXIV. _Elezione e papato d'Adriano VI;

sconfitta dei Francesi alla Bicocca; convenzione

di Cremona, in forza della quale sgombrano

l'Italia; i Veneziani si staccano dalla Francia;

ingresso di Bonnivet in Lombardia; morte di

Adriano VI._ 1521-1523 _pag._ 3

I destini d'Italia si decidevano in forza

di una guerra tra gli stranieri 3

Debolezza de' potentati italiani in confronto

alle quattro monarchie che in allora

disponevano dell'Europa 4

Ingrandimento della potenza territoriale dei papi 5

Leon X mantenendosi neutrale avrebbe accresciuta

la sua possanza e protetti i suoi compatriotti 6

La sua inconsideratezza compromette la potenza

temporale e spirituale della Chiesa 6

1517-1521 Principj della riforma cui presta poca attenzione 7

La riforma risveglia in Italia inquietudine,

non curiosità 8

La fede religiosa era somma; ma la religione

non occupava gli animi 9

Prodigalità di Leon X che l'avrebbe posto in

grande imbarazzo, se fosse vissuto più

a lungo 10

1517-1521 L'armata di Lombardia, abbandonata dalla Chiesa,

si discioglie 10

Il signore di Lautrec non sa, o non può

approfittare della debolezza de' suoi avversarj 11

Sollevazione negli stati della Chiesa. Francesco

Maria della Rovere ricupera il ducato d'Urbino 12

1522 5 gennajo. I Baglioni sono di bel nuovo ricevuti

in Perugia 12

Rivoluzioni a Camerino, a Todi, e tentativo

sopra Siena 13

Il duca di Ferrara ricupera tutto ciò che

aveva perduto 14

1521 26 di dicembre. Apertura del conclave; credito

del cardinale Giulio de' Medici 16

Rivalità di Prospero Colonna, che impedisce

che sia eletto 16

1522 9 gennajo. Inaspettata elezione d'Adriano

Florent, che si fa chiamare Adriano VI 17

Governo della Chiesa durante la lontananza

del papa 18

21 gennajo. Il card. de' Medici torna a Firenze 19

Lusinga la società de' giardini Rucellai colla

speranza di rendere la libertà alla sua patria 20

Non avendo più che temere per parte de'

Francesi, si leva la maschera 22

7 di luglio. Fa perire due repubblicani

fiorentini per avere cospirato contro di

lui, ed altri ne bandisce 22

Dissipazioni di Francesco I, che fanno mancare

le imprese sulla Lombardia 23

1522 Funeste conseguenze di ciò ch'egli soleva

chiamare, _aveva liberati i re dalla

tutela de' loro famigliari_ 24

Funeste conseguenze della sua diffidenza dei

comuni, che priva la Francia d'una infanteria

nazionale 24

1.º di marzo. Il Lautrec passa l'Adda e si

avvicina a Milano 26

Attività di Prospero Colonna e de' generali

imper. nel difendere Milano 26

Morte di M. A. Colonna e di Camillo Trivulzio 28

Il Lautrec prende Novara, ed è respinto

sotto Pavia 28

Gli Svizzeri della sua armata chiedono che

si avvicini ad Arona 29

Le due armate soffrono egualmente pel ritardo

del loro soldo 29

Gli Svizzeri domandano ad alta voce il congedo

o la battaglia 30

Crequì, signore di Pondormì, si avanza per

riconoscere Prospero Colonna alla Bicocca 31

Gli Svizzeri, malgrado il suo rapporto, sforzano

il Lautrec a venire a battaglia 32

29 aprile. Disposizioni del Lautrec per la

battaglia della Bicocca 33

Gli Svizzeri attaccano prima che gli altri

corpi giungano sulla linea 34

Gli Svizzeri che attaccano di fronte le batterie

vengono respinti, dopo avere perduti tre mila

uomini 35

1522 Sono pure respinti il maresciallo di Foix ed

il Lautrec 36

Gli Svizzeri si ritirano ne' loro paesi, e

Lautrec passa alla corte 37

Giustificazione di Lautrec, cui Luigia di

Savoja aveva intercettati i sussidj

destinatigli dal re 38

Sorpresa di Lodi e dedizione di Pizzighettone

agl'imperiali 39

26 di maggio. Convenzione di Cremona, in forza

della quale Lescuns promette di evacuare la

Lombardia 40

6 di luglio. La convenzione si eseguisce, ed

i Francesi si ritirano 40

Prospero Colonna si avanza verso Genova per

iscacciarne Ottaviano Fregoso 41

30 maggio. Genova viene sorpresa e saccheggiata

dagli Spagnuoli 42

Il duca di Lungavilla, giunto essendo fino a

Villanuova d'Asti, si ritira 43

L'Italia oppressa dall'armata imperiale 43

Gli stati indipendenti assoggettati ad

arbitrarie contribuzioni 44

Gl'Italiani aspettano con impazienza l'arrivo

del papa 45

29 agosto. Adriano VI giugne a Roma dopo

essersi sottratto ad un abboccamento con

Carlo V 46

Scienza e virtù monastiche di Adriano VI 46

I Romani ravvisano in esso un barbaro, nemico

delle arti e delle lettere 47

1522 Progetti di riforma di Adriano VI, tutti

dannosi ai Romani 47

Peste in Roma ed in Firenze disseminatasi per

la negligenza d'Adriano VI 48

25 dicembre. Solimano il _magnifico_

occupa Rodi 48

1523 Adriano VI riconcilia alla Chiesa i duchi

d'Urbino e di Ferrara 49

Il card. Soderini, ministro del papa, propende

a favore della Francia 50

Disgrazia del Soderini, per cui il papa entra

nel partito imperiale 52

14 aprile. Il castello di Milano si arrende

a Prospero Colonna 52

La repubblica di Venezia ufficiata ad

abbandonare l'alleanza francese 53

I Veneziani non vogliono esporsi ad una guerra

coi Turchi 54

Fine di luglio. Loro alleanza coll'imperatore,

con suo fratello, e con Francesco Sforza 55

Condizioni di questa nuova alleanza 55

3 di agosto. Confederazione del papa,

dell'imperatore, del re d'Inghilterra,

dell'arciduca d'Austria, di Milano,

Firenze, Genova, Siena e Lucca 57

25 agosto. Tentativo di Bonifacio Visconti

per assassinare il duca di Milano 58

Rivoluzione di Valenza che viene compressa

da Antonio di Leyva 59

Possente armata adunata da Francesco I per

attaccare l'Italia 60

1523 Segreto malcontento del Borbone contro di lui 61

Cospirazione del Borbone contro la stessa

esistenza della Francia 62

Il Borbone inganna il re, e fugge da Moulins

a Besanzone 64

Moltissimi gentiluomini implicati nella

congiura del Borbone 65

Francesco I rinuncia al comando della sua

armata, e lo trasferisce all'ammiraglio

Bonnivet 65

Prospero Colonna, cui era affidata la difesa

dell'Italia, trovavasi infermo d'animo e

di corpo 66

Timidità ed affettati indugj del duca d'Urbino 67

Debolezza dell'armata imperiale, che vuole

difendere il Ticino 68

14 di settembre. L'armata francese passa il

Ticino per portarsi verso Milano 69

Papa Adriano VI muore lo stesso giorno dopo

breve malattia 69

I Romani risguardano la di lui morte come

una liberazione 70

CAPITOLO CXV. _Elezione di Clemente VII.

Disastrosa campagna de' Francesi in Italia sotto

Bonnivet; campagna ancora più infelice di

Francesco I, che è fatto prigioniero nella

battaglia di Pavia._ 1523-1525 72

1523 Lealtà di Adriano VI 72

Questa lo rende intollerante in materia di

religione; sua condotta verso Lutero 73

1523 Sua severità verso i _Marrani_, Giudei

e Mori convertiti 74

Lasciava ai cardinali gli affari secolari,

senz'avere fidanza in loro 75

1.º ottobre. Entrano in conclave trentasei

cardinali 75

Molti aspirano alla tiara 76

Il sacro collegio diviso tra Giulio de' Medici

e Pompeo Colonna 76

Pompeo Colonna, per timore del cardinale

Orsini, si unisce al Medici 78

18 novembre. Elezione di Giulio dei Medici

sotto il nome di Clemente VII 78

Fede dei Romani e dei letterati in Clemente VII 79

29 di settembre. Alfonso d'Este occupa Reggio,

ma depone le armi dopo l'elezione di

Clemente VII 80

Clemente manda a Firenze i bastardi Ippolito

ed Alessandro col card. di Cortona per

governare la repubblica 82

14 settembre. L'ammiraglio Bonnivet passa il

Ticino, e comincia la campagna in Lombardia 83

Bonnivet perde tre giorni in riva al Ticino

e dà tempo al Colonna di fortificare Milano 85

20 settembre. Il Bonnivet si avanza sotto

Milano, e fa occupare Lodi, Monza e

Caravaggio 85

Molte piccole perdite costringono Bonnivet

a riunire le sue truppe 87

27 novembre. È forzato di ritirarsi ad

Abbiategrasso 89

Maravigliosi talenti di Prospero Colonna per

la guerra difensiva 89

1523 30 dicembre. Questi muore dopo otto mesi

di malattia 90

1524 Bonnivet licenzia una parte della sua fanteria 91

Il contestabile di Borbone giugne a Milano

con sei mila landsknecht 91

Febbrajo. Bajardo si lascia sorprendere a Robecco 93

2 marzo. Il Pescara fa passare il Ticino

all'armata imperiale per tener dietro ai

Francesi 94

Bonnivet si chiude in Novara, e gli imperiali

tentano di circondarlo 95

Rinforzi che arrivano a Bonnivet dalla Francia,

dalla Svizzera e dai Grigioni 95

Gio. de' Medici sforza i Grigioni a tornare

ne' loro paesi 96

I Milanesi prendono Abbiategrasso, ma vi

contraggono la peste 97

Bonnivet risolve di unirsi agli Svizzeri che

erano venuti fino a Gattinara per liberarlo 98

Principio di maggio. Bonnivet conduce di notte

la sua armata da Novara a Romagnano sulla Sesia 98

Passa la Sesia, ma resta ferito, e Vandenesse

ucciso 99

Affida il comando a Bajardo, che rimane ucciso 100

Eseguisce la sua ritirata per Ivrea, Val

d'Aosta e san Bernardo 102

I Francesi abbandonano Alessandria e Lodi, ed

evacuano l'Italia 103

Voti degli Italiani dopo la vittoria, e loro

malcontento dei ministri dell'imperatore 103

1524 Il Borbone sollecita Carlo V ed Enrico VIII

ad attaccare la Francia 105

Luglio. Il Borbone ed il Pescara entrano in

Provenza con sedici mila uomini 106

Assedio di Marsiglia in parte difesa dagli

Italiani 107

Settembre. Il Borbone ed il Pescara levano

l'assedio di Marsiglia e si ritirano

precipitosamente 109

Invece d'inseguire i fuggiaschi Francesco I

vuole precederli in Lombardia 110

Francesco I, come Bonnivet, non conosceva

l'arte della guerra 112

26 ottobre. I Francesi entrano in Milano

nell'atto che escono gli imperiali 113

Disordine dell'armata imperiale che ritirasi

a Lodi 114

Francesco I non l'insegue a cagione di certe

bizzarre sue opinioni dell'onore della corona 115

28 ottobre. Francesco I comincia l'assedio

di Pavia 117

Tenta di deviare le acque del Ticino, ma le

piogge guastano il suo lavoro 118

Gli alleati dell'imperatore cominciano a

staccarsi da lui 119

Clemente VII manda il suo datario a Francesco

I per trattare con lui 119

Il papa ed il senato veneto si obbligano a

mantenersi neutrali 121

Francesco I manda il duca d'Albanì con

un'armata contro Napoli 122

1524 Il Pescara si oppone al progetto di mandar

gente in difesa di Napoli 123

L'Albanì richiama all'alleanza francese il

duca di Ferrara, Lucca e Siena 124

4 dicembre. Giovanni de' Medici colla banda

nera passa al partito francese 125

1525 gennajo. Il Borbone riconduce dalla Germania

12,000 landsknecht 126

Angustie degli imperiali per mancanza di

danaro; provvedimento del Leyva in Pavia 127

L'armata del Pescara non ha sufficiente danaro

per mettersi in campagna 128

Pescara ottiene dai soldati la promessa di

servire ancora un mese senza soldo 129

25 di gennajo. L'armata imperiale si incammina

alla volta di Pavia 130

Tutti i generali consigliano il re a levare

l'assedio 131

Il Bonnivet lo persuade a rimanere nelle

sue linee 132

Francesco I ristringe i suoi alloggiamenti

e li fortifica 133

Posizione de' Francesi tra il parco di

Mirabello ed il Ticino 133

30 gennajo. Il Pescara prende d'assalto la

rocca di sant'Angelo 135

Disfatta del marchese di Saluzzo e di Gian

Luigi Palavicino 135

Gian Jacopo Medici, attaccando Chiavenna,

sforza le linee a richiamare 6,000 Grigioni

dell'armata del re 136

3 febbrajo. L'armata imperiale si alloggia

un miglio lontano dai Francesi 137

1525 Il Pescara cerca, scaramucciando, di tirare

i Francesi in un fatto generale 137

20 febbrajo. Giovanni de' Medici ferito si fa

trasportare a Piacenza 138

Il Pescara si propone d'entrare nel parco, e

di avanzarsi sopra Mirabello 139

25 febbrajo. La sua armata entra nel parco

due ore prima di giorno 140

Il re, vedendo passare gl'imperiali avanti

di lui, entra in battaglia 141

I Francesi in principio della battaglia hanno

il vantaggio 142

Gli uomini d'armi vengono disordinati dagli

archibugieri spagnuoli 143

Gli Svizzeri fuggono, ed i landsknecht sono

uccisi 144

Il re vien fatto prigioniere; i suoi principali

signori si fanno uccidere 145

Perdita de' Francesi tra morti e prigionieri 146

Il rimanente dell'armata francese si ritira

dal Milanese 147

CAPITOLO CXVI. _Inquietudine e pericoli

delle potenze d'Italia; progetto d'una lega

fra di loro per difendere la propria indipendenza;

vi si associa il Pescara, in appresso li tradisce

e spoglia de' suoi stati il duca di Milano.

Francesco I ricupera la libertà in forza del

trattato di Madrid._ 1525-1526 149

1525 Le potenze d'Italia conoscono d'essere in

balìa del vincitore di Pavia 149

1525 Armata de' Veneziani sotto il duca d'Urbino 150

Indebolimento della repubblica di Venezia 151

Conformità e differenze tra il governo della

Chiesa e quello di Venezia 152

I preti incapaci d'amministrare 153

Rapida ruina di tutti gli stati soggetti

alla Chiesa 154

Difficoltà in cui trovavasi Clemente VII

a cagione delle prodigalità di Leon X 154

Sordida e mal intesa economia di Clemente VII 155

Odio del popolo romano verso Clemente VII 156

Malcontento de' Fiorentini, e rammarico

d'avere perduta la libertà 157

Pentimento del papa e de' Veneziani d'aver

fatto dipendere la loro sorte da un uomo,

non da una nazione 158

La battaglia di Pavia costava alla Francia

poco più della prigionia del re 158

Un re cessa di essere sovrano nell'istante

che è fatto prigioniere 159

L'armata imperiale non è in istato di

approfittare de' suoi vantaggi 160

Costante penuria dell'imperatore; conseguenza

dei disordini della di lui amministrazione 161

Francesco I risguarda la causa della Francia

come perduta, perchè egli è prigioniere 163

Il duca d'Albanì si ritira ne' feudi degli

Orsini 164

I Veneziani propongono una lega a Clemente VII

per difesa della indipendenza italiana 165

Ascolta di preferenza le proposizioni de'

generali imperiali 167

1.º aprile. Sottoscrive in Roma un trattato

tra l'imperatore, il duca di Milano, i

Fiorentini e la Chiesa 167

Spaventose contribuzioni levate dai generali

imperiali sugli stati d'Italia 168

Dopo avere ricevuto il danaro del papa, i

generali imperiali ricusano di eseguire il

trattato fatto con lui 169

Umiltà ipocrita di Carlo V nell'istante della

vittoria 170

Esorbitanti proposizioni che fa a Francesco I 171

Disgusta il cardinale Wolsey, e con lui il re

d'Inghilterra 171

Il duca d'Albanì s'imbarca a Cività Vecchia

cogli avanzi dell'armata 172

7 giugno. Il Lannoy persuade Francesco I ad

imbarcarsi per la Spagna, senza saputa del

Pescara e del duca di Borbone 173

Francesco, impaziente di riavere la libertà,

offre di sagrificare l'Italia all'imperatore 174

Gl'Italiani invitano la Francia ad una lega

per obbligar Carlo a mettere Francesco

in libertà 176

Oppressione di Francesco Sforza sotto i

ministri imperiali 177

Francesco Sforza ed il suo cancelliere Moroni

entrano nella lega d'Italia 178

1525 Il Moroni cerca di trarre nella stessa lega

il marchese di Pescara 179

Gli offre a nome della lega la corona di Napoli 180

Progetto del Moroni comunicato al Pescara per

sorprendere l'armata imperiale 181

Il Pescara fa consultare alcuni teologi

intorno a' suoi scrupoli 182

Negoziazioni della corte di Roma con Enrico

VIII d'Inghilterra 183

1.º luglio. Negoziazioni del vescovo di

Veruli cogli Svizzeri 184

24 giugno. Promessa della reggente di Francia

di secondare gli sforzi degl'Italiani per

difendere la loro indipendenza 185

La duchessa d'Alenson compromette i disegni

degl'Italiani, da lei conosciuti 187

Il Pescara risolve di tradire gli alleati

che volevano farlo re di Napoli 189

Agosto. Francesco Sforza riceve l'investitura

del ducato di Milano ad onerosissime

condizioni 190

Malattia dello Sforza che ritarda le misure

degli alleati 191

Malattia di Francesco I a Madrid, che ravviva

le di lui negoziazioni coll'imperatore 192

14 ottobre. Il Pescara cava la maschera e fa

arrestare il Moroni nel castello di Novara 193

Il Pescara si fa consegnare tutte le fortezze

del ducato di Milano 195

1525 Circonda di trincee il castello di Milano e

ne comincia l'assedio 196

Il senato di Venezia ricusa di trattare

coll'imperatore finchè il ducato di Milano

è occupato dalle di lui truppe 196

14 novembre. Disprezzo manifestato dai

Castigliani verso il contestabile di Borbone 198

Gl'Italiani hanno in orrore il marchese

di Pescara 198

30 nov. Il Pescara muore in Milano 199

Condizioni della lega progettata tra la

Francia, l'Inghilterra ed i principi italiani 200

Irrisoluzione di Clemente VII nel sottoscriverla 201

Opposizione tra Niccolò di Schomberg ed il

datario Ghiberti 202

Nuove proposizioni dell'imperatore al papa,

che protraggono la conclusione della lega 203

Acconsente ad una dilazione di due mesi prima

di obbligarsi 204

Smisurata ambizione di Carlo V nel trattare

colla Francia 206

1526 14 gennajo. Trattato di Madrid, sagrificj

imposti a Francesco I 206

18 marzo. Francesco viene posto in libertà

e cambiato co' suoi figli 208

CAPITOLO CXVII. _Lega degl'Italiani

per difendere la loro indipendenza.

Sono abbandonati dalla Francia e mal

serviti dal duca d'Urbino; crudeltà

degl'imperiali in Lombardia. Clemente VII,

sorpreso nel Vaticano dai Colonna, è

forzato ad acconsentire ad una tregua

che poi viene da lui violata._ 1526 210

1526 Tutti gl'Italiani bramano ardentemente

l'espulsione dei Barbari 210

Crudeltà degli oltremontani in tutte le

province d'Italia 211

Gl'Italiani, non isperando la pace,

desideravano almeno una guerra nazionale 213

Frequenti insurrezioni nel Milanese 213

Spossamento di Carlo V, disordine delle sue

finanze 214

I re di Francia e d'Inghilterra disposti a

secondare gl'Italiani 215

Alla nazione italiana mancava lo spirito

militare 215

Ed ai governi italiani mancava il coraggio

morale 217

Il papa ed i Veneziani mandano ambasciatori

a Francesco I 218

Francesco I loro dichiara, che non credesi

legato dal trattato di Madrid 218

Ma il suo coraggio ed ambizione erano compressi

dalla disgrazia 219

22 maggio. Francesco I si unisce a Clemente VII,

ai Veneziani ed a Francesco Sforza per la

libertà d'Italia 221

Insurrezione a Milano, e convenzione tra gli

Spagnuoli ed il popolo 222

Giugno. Le truppe di Venezia e della Chiesa

si avanzano verso l'Adda ed il Po, nel mentre

che gli alleati ordinano leve di Svizzeri 223

1526 Lentezza e sutterfugj di Francesco I, che

negozia coll'imperatore 225

Ugo di Moncade cerca invano di staccare

Clemente VII dalla Francia 226

Il duca d'Urbino capo dell'armata della lega,

suo carattere e suo timido sistema di guerra 227

Tardanza degli Svizzeri aspettati all'armata

del papa 228

17 di giugno. I generali spagnuoli eccitano

avvertitamente una sollevazione in Milano

per aver motivo di punire il popolo 229

Intollerabili vessazioni degl'imperiali a Lodi 230

Luigi Vistarini, per liberarsene, apre la città

all'armata alleata 230

26 giugno. L'armata della Chiesa si unisce

a quella del duca d'Urbino, ed i generali

di lei lo affrettano ad avanzarsi verso Milano 232

7 luglio. Scaramuccia del duca d'Urbino alle

porte di Milano 234

8 luglio. Si ritira a precipizio in tempo

di notte 235

Nello stesso giorno si pubblica la lega in

Francia, a Roma, a Venezia 235

Principio delle diffidenze, e de' malcontenti

fra gli alleati 236

Miseria de' Milanesi, e loro spaventosa

oppressione sotto gli Spagnuoli 237

I Milanesi implorano la protezione del duca

di Borbone che giugneva allora dalla Spagna 239

1526 Il Borbone gl'inganna, e prende il loro danaro

sulla parola che non attiene 239

17 luglio. Il duca di Milano fa uscire dal

castello 300 bocche inutili 240

22 luglio. Il duca d'Urbino si accampa a due

miglia da Milano 241

24 luglio. Francesco Sforza è forzato a

capitolare per assoluta mancanza di

vittovaglie 242

Il duca di Milano raggiugne gli alleati che

gli danno il possesso di Lodi 243

Il papa vuole mutare il governo di Siena

devoto all'imperatore 243

17 di giugno. Armata pontificia e fiorentina

sotto Siena 244

25 luglio. Quest'armata è posta in fuga da

quattrocento soldati 244

Cattiva politica di temporeggiare del

duca d'Urbino 246

Gl'Italiani diffidano del re di Francia;

G. B. Sanga viene spedito presso di lui

in qualità di nunzio apostolico 247

La lentezza del re di Francia era cagionata

dalla sua non curanza, e dal suo gusto

pei piaceri 248

Flotta spagnuola armata a Cartagena per

portare truppe in Italia 250

Il duca d'Urbino eccitato ad attaccare Genova

per terra, mentre la flotta della lega

l'attaccava dalla banda del mare 251

6 agosto, 23 settembre. Assedia e prende Cremona 251

29 agosto. Pietro Navarro comincia l'assedio

di Genova colla flotta della lega 252

1526 22 agosto. Il papa si rappatuma coi Colonna,

soscrive con loro un trattato di pace, e

licenzia le sue truppe 253

Pompeo Colonna non aveva firmato il trattato

che per sorprendere il papa 254

20 settembre. Pompeo Colonna con otto mila

uomini entra in Roma per la porta di san

Giovanni Laterano 254

I Romani ricusano d'armarsi per difendere

il papa 255

Il Vaticano ed il tempio di san Pietro

saccheggiati dai Colonna 256

Clemente VII rifugiato in Castel sant'Angelo

tratta con Ugo di Moncade 257

Il papa si obbliga ad una tregua di quattro mesi 257

7 ottobre. Il Guicciardini colle truppe del

papa abbandona l'armata della lega, e si

ritira sull'opposta riva del Po 258

31 ottobre. Il duca d'Urbino lascia il suo

campo di Cremona per avvicinarsi a Milano 259

Giorgio Frundsberg mette i Tedeschi in

movimento per soccorrere l'armata imperiale

a Milano 260

Novembre. Entra in Italia con 13,000 landsknecht 261

24 novemb. Gio. de' Medici ferito mortalmente

presso Borgoforte 263

Progetto del Macchiavelli di far combattere

Gio. dei Medici per l'indipendenza d'Italia

con una compagnia di ventura 264

1526 28 novembre. Frundsberg passa il Po, e lo

rimonta sulla riva destra 265

Il Borbone vende la libertà al Moroni e lo

crea suo consigliere 266

Tutti i villaggi dei Colonna saccheggiati

dall'armata del papa 267

La flotta del vicerè passa avanti Genova,

e combatte quella del Navarro 269

Il Lannoy sbarca le sue truppe a Gaeta, e

tratta col papa 270

Negoziazioni delusorie colle quali

finisce l'anno 271

CAPITOLO CXVIII. _Il contestabile di Borbone

conduce l'armata imperiale verso la Toscana:

Clemente VII, dopo avere ottenuti alcuni

vantaggi nel regno di Napoli, tratta col vicerè;

presa e sacco di Roma. Firenze si dichiara

libera._ 1527 272

1527 I progressi degl'Italiani nella civiltà

ingrandivano i loro patimenti sotto il

giogo degli oppressori 272

La guerra si rende più crudele in ragione

della lunga sua durata 273

Ferocia dei soldati comandati dal Borbone 274

La domanda del soldo arretrato autorizzava

ogni loro eccesso 275

Difficoltà incontrate dal Borbone nel trarre

fuori di Milano le sue truppe, e far loro

passare il Po 276

30 gennajo. La guarnigione di Milano passa il

Po e si riunisce a Frundsberg 277

1527 Dimora dell'armata di Borbone sotto Piacenza,

e consiglj del duca di Ferrara 278

20 febbrajo. Borbone s'incammina di bel nuovo

alla volta di Bologna 278

Progetto del duca d'Urbino di tenere il Borbone

tra due armate 279

3 gennajo, 18 marzo. Il duca d'Urbino si

allontana dalla sua armata sotto pretesto

di malattia 281

Renzo di Ceri ed il conte di Vaudemont

persuadono il papa ad attaccare il

regno di Napoli 282

31 gennajo. Lannoy è sorpreso e sgominato

a Frusolone dall'armata del papa 284

15 febbrajo. Successi dell'armata e della

flotta della lega nel regno di Napoli 284

Indisciplina dell'armata della Chiesa 285

Avarizia ed imbarazzo delle finanze di

Clemente VII 286

15 marzo. Viene abbandonata la spedizione

contro Napoli 286

17 febbrajo. Ammutinamento nell'armata del

Borbone, ch'egli riconduce all'ubbidienza 287

5 marzo. L'armata veneziana passa il Po per

seguire il Borbone 288

14 marzo. Nuovo ammutinamento dell'armata

imperiale calmato col danaro del duca di

Ferrara 288

Francesco I manca a tutte le promesse fatte

al papa 289

1527 Angustie cui trovasi ridotto il papa 290

15 marzo. Clemente VII soscrive una tregua di

otto mesi col vicerè 291

Clemente VII non conosce il pericolo ond'è

minacciato dal Borbone 292

Sua estrema imprudenza nel licenziare le sue

truppe mentre si avvicina il Borbone 294

31 marzo. Il Borbone dichiara che non accetta

la tregua, e muove l'esercito alla volta

di Roma 295

Incertezza del Borbone prima di passare

l'Appennino 296

Il vicerè viene fino a Firenze per trattenere

il Borbone 297

15, 25 aprile. Il Borbone attraversa

l'Appennino, ed entra in Val d'Arno

di sopra 298

26 aprile. I Fiorentini chiedono armi al loro

governo 300

Sollevazione de' Fiorentini 301

Gl'insorgenti non s'impadroniscono a tempo

delle porte 302

I Medici rientrano in città col duca d'Urbino

e col marchese di Saluzzo 303

Gl'insorgenti si sottomettono, ed ottengono

un'amnistia 303

Il duca d'Urbino esige che i Fiorentini

prendano parte in proprio nome nella lega,

e che gli restituiscano Montefeltro 304

20 aprile. Il duca di Borbone parte a grandi

giornate dai contorni d'Arezzo alla volta

di Roma 306

1527 5 maggio. Giugne colla sua armata sotto Roma 306

Renzo di Ceri e Martino di Bellay incaricati

della difesa di Roma 307

5 maggio. Fidanza di Clemente VII nel ricevere

l'intima del Borbone 309

6 maggio. Il Borbone viene ucciso nell'atto

di montare all'assalto presso il Gianicolo 310

Il borgo di Roma preso d'assalto dai Tedeschi

e dagli Spagnuoli 311

Clemente VII fugge dal Vaticano in castel

sant'Angelo 312

Saccheggio del Borgo di Roma, del Vaticano

e di Transtevere 315

L'armata imperiale passa il Tevere, e comincia

il saccheggio di Roma 315

Atrocità commesse dall'armata vittoriosa 316

3 maggio. Arrivo di Pompeo Colonna co' suoi

vassalli 318

6 maggio. Arrivo del Rangoni al Ponte Salario

per soccorrere Roma 319

16 maggio. Il duca d'Urbino giunge ad Orvieto

coll'armata veneziana 320

Ricusa d'attaccare gl'imperiali a meno che

non riceva potenti rinforzi di truppe svizzere 321

Si avvicina a Roma, poi subito si ritira 322

6 giugno. Capitolazione del papa che resta

prigioniere degl'imperiali 323

Le province e le città lontane ricusano

d'eseguire la capitolazione del papa 324

5 giugno. Modena presa dal duca di Ferrara,

Ravenna e Cervia dai Veneziani 325

1527 Clemente VII più attaccato alla sua sovranità

di Firenze che a quella dello stato della

Chiesa 326

Prodigiose spese cui Clemente VII sforzava

i Fiorentini 326

12 di maggio. La nuova della presa di Roma

giugne a Firenze 328

16 maggio. I grandi cittadini di Firenze

intimano al cardinale di Cortona di rendere

la libertà alla repubblica 328

Filippo Strozzi e sua moglie, Clarice dei

Medici, si associano al partito della libertà 329

Il cardinale di Cortona capitola col partito

repubblicano 331

17 di maggio. I Medici escono da Firenze 331

La balìa ristabilisce la costituzione popolare,

ed abdica i suoi poteri 332

21 maggio. S'aduna di nuovo il gran consiglio,

ed elegge magistrati popolari 334

Morte di Niccolò Macchiavelli 335

CAPITOLO CXIX. _Il Lautrec conduce un'armata

francese sotto Napoli, e blocca quella città;

vittoria della sua flotta sopra quella degli

Spagnuoli; malattia nel suo campo; sua

morte e capitolazione della sua armata.

Andrea Doria passa al partito imperiale,

e muta il governo di Genova._ 1527-1528 337

1527 Nel sedicesimo secolo i re non vedevano meglio

le guerre in cui s'impegnavano di quello che

i papi le vedessero nel quattordicesimo 337

Carlo V non conosceva la desolazione da lui

cagionata nelle province ed in Italia 338

Enrico VIII non prendeva parte nelle guerre,

che somministrando contribuzioni 340

Francesco I, fino alla battaglia di Pavia,

aveva egualmente chiuse le orecchie alle

lagnanze dei popoli 340

La disgrazia aveva cambiato il suo carattere

senza riformarlo 341

La pace egualmente desiderabile per

l'imperatore e per gli alleati 342

2 agosto. Carlo V cerca di giustificarsi del

sacco di Roma e della cattività del papa 343

18 agosto. Trattato d'Amiens tra Francesco I

ed Enrico VIII per costringere l'imperatore

a mettere in libertà il papa ed i figli di

Francia 345

I cardinali, rimasti liberi, si adunano a

Parma per trattare intorno al modo di

liberare il loro capo 346

La peste scoppia in Italia, e soprattutto

affligge Roma 346

Fine di settembre. Morte di Carlo di Lannoy;

l'armata imperiale resta in Roma senza capo 347

Quest'armata si disperde nella campagna di

Roma e nell'Ombria 348

1527 La peste penetra in castel sant'Angelo tra

le guardie del papa 349

Gli ostaggi del papa maltrattati e minacciati

riescono a fuggire 349

31 ottobre. Nuova convenzione col papa, che

gli accorda qualche respiro per pagare la

sua taglia 351

30 giugno. Il Lautrec parte dalla corte di

Francia per porsi alla testa della nuova

armata in Italia 352

Agosto. Il Lautrec prende la rocca di Bosco

nell'Alessandrino 353

Andrea Doria riprende colla sua flotta il

blocco di Genova 353

Principio d'agosto. Genova si assoggetta al

re di Francia 355

Il Lautrec prende Alessandria, e la rimette

al duca di Milano 355

28 settembre. Il Lautrec inganna Antonio di

Leyva, ed attacca Pavia 357

1º ottobre. I Francesi prendono e saccheggiano

Pavia 358

Il Lautrec rifiuta di terminare la conquista

della Lombardia, e s'incammina verso il

mezzogiorno dell'Italia 358

Riconciliazione del duca di Ferrara colla

Francia; suo figlio sposa Renata, figlia

di Lodovico XII 359

La repubblica di Firenze rende più intima la

sua alleanza colla Francia 360

7 dicembre. Rinnovazione della lega a Mantova 361

9 dicembre. Il papa fugge dal castel sant'Angelo

la vigilia del giorno in cui doveva essere

posto in libertà 362

1528 Gennajo. Clemente VII riceve ad Orvieto gli

ambasciatori di Francia e d'Inghilterra, e

dà speranze a tutti i partiti 363

21 gennajo. Gli ambasciatori di Francia e

d'Inghilterra dichiarano a Burgos la guerra

a Carlo V, e vengono arrestati 364

28 marzo, 24 giugno. Vicendevoli sfide fra il

re di Francia e l'imperatore 365

10 febbrajo. Il Lautrec passa il Tronto, ed

entra negli Abruzzi 366

Prosperi successi di Lautrec ajutato negli

Abruzzi dai Veneziani e dai Fiorentini 367

L'armata di Lautrec resta incompleta, ed il

re non le rimette il promesso danaro 368

17 di febbrajo. Il principe d'Orange trae fuori

di Roma l'armata imperiale col danaro

mandatogli dal papa 369

Metà di marzo. Le due armate in presenza fra

Troja e Luceria 371

21 marzo. Il principe d'Orange si ritira da

Troja a Napoli 372

Pietro Navarro si oppone a chi consigliava

d'inseguire gl'imperiali prima di prendere

Melfi 372

23 marzo. Melfi preso e saccheggiato dai

Francesi 373

Conquiste di Lautrec e de' Veneziani nella

Puglia 374

Metà d'aprile. Il Lautrec entra nella Terra

di Lavoro e prende molte città 375

1528 1.º maggio. Si accampa presso Napoli al

Poggio reale 376

Il Lautrec risolve di bloccare Napoli 377

Molti Napolitani si dichiarano pel partito

francese 378

Gli assediati mancano di vini e di farine 379

22 maggio. Orazio Baglioni, colonnello delle

bande nere, è ucciso, ed è rimpiazzato da

Ugo di Pepoli 379

Ugo di Moncade vuole sorprendere la flotta

genovese che stava avanti Napoli 380

28 maggio. Battaglia navale in faccia a Capo

d'Orco nel golfo di Salerno 381

La flotta imperiale distrutta da Filippino Doria 383

10 giugno. L'ammiraglio veneziano, Pietro Lando,

giugne avanti Napoli 385

Malattie tra gli assedianti e gli assediati 386

15 giugno. Morte del nunzio del papa e del

provveditore veneziano 387

Il re di Francia e l'imperatore apparecchiano

soccorsi per le loro armate d'Italia 388

10 di maggio. Il duca di Brunswick parte da

Trento ed entra in Lombardia con dieci mila

landsknecht 388

Luglio. Dopo avere commesse spaventose

crudeltà la sua armata si disperde e torna

in Germania 390

Intollerabile oppressione dei Milanesi sotto

Antonio di Leyva 391

1528 Agosto. San Paolo entra in Lombardia con circa

dieci mila uomini 392

Settembre. Riprende d'assalto Pavia, che i

Francesi avevano lasciato sorprendere 393

Malcontento d'Andrea Doria rispetto a' suoi

rapporti colla Francia 393

Disprezzo di Francesco I pei privilegj dei

Genovesi 395

30 giugno. Andrea Doria termina il servigio

convenuto colla Francia, e più non vuole

rinnovarlo 396

Luglio. Andrea Doria si ritira a Lerici colle

sue galere, mentre Barbesieux prende il

comando di quelle della Francia 397

20 luglio. Il Doria offre i suoi servigj

all'imperatore a condizione che sarebbe

assicurata la libertà della sua patria 398

Opinione del Doria intorno alla propria

_defezione_ 399

18 luglio. Il Barbesieux giugne in faccia

a Napoli colla flotta francese 401

Il Lautrec cade infermo: spedisce Renzo di

Ceri a far levare per lui soldati negli

Abruzzi 402

2 agosto. Estrema debolezza cui l'armata

francese viene ridotta dalla malattia 403

16 agosto. Morte di Lautrec; il marchese di

Saluzzo prende il comando dell'armata 405

29 agosto. Il marchese di Saluzzo vuole

ritirarsi sopra Aversa 406

1528 La metà dell'armata è sgominata dalla

cavalleria imperiale 407

30 agosto. Il principe d'Orange attacca i

Francesi ritirati in Aversa 408

Capoa apre le sue porte a Fabrizio Maramaldo

ed ai Calabresi 409

Il marchese di Saluzzo capitola in Aversa

pei resti dell'armata 409

Gli Spagnuoli lasciano perire i prigionieri

francesi nelle stalle della Maddalena 410

Le bande nere distrutte dall'assedio di Napoli

e dalla capitolazione d'Aversa 410

Morte del marchese di Saluzzo e di

Pietro Navarro 411

Supplicj ordinati dal principe d'Orange a

Napoli e nelle province 412

La guerra si continua per qualche tempo in

Puglia ed in Calabria 413

Andrea Doria colla sua flotta fa vela alla

volta di Genova per liberare la sua patria 414

12 settembre. Le truppe del Doria sono ricevute

in Genova, e si eseguisce la rivoluzione

senza spargimento di sangue 415

21 ottobre. Il Castelletto e Savona si

arrendono ai Genovesi, che spianano il

primo, ed empiono il porto della seconda 416

CAPITOLO CXX. _Nuove costituzioni delle

repubbliche di Genova e di Firenze.

L'indipendenza italiana viene sagrificata

da Clemente VII e da Francesco I ne' trattati

di Barcellona e di Cambrai. Coronazione di

Carlo V a Bologna, e schiavitù dell'Italia._ 1528-1530 418

Le nuove costituzioni di Genova e di Firenze

si dettarono in mezzo a crudeli calamità 418

I dodici riformatori di Genova incaricati di

pacificare la città e di conciliare i partiti 420

1528 Il senato loro commette di rifondere la

costituzione 420

Andrea Doria ricusa la sovranità di Genova

offertagli da Carlo V 421

Il punto d'onore genovese associato a' nomi

che perpetuavano gli odj 422

Adozione d'una in altra famiglia, praticata

in Genova sotto il nome d'Alberghi 423

I riformatori dichiarano tutti i cittadini

genovesi attivi gentiluomini ed uguali

in diritto 424

Li distribuiscono in 28 alberghi o famiglie

adottive 424

La divisione dei Genovesi in alberghi fu

soppressa dalla legge di mediazione del

17 di marzo 1576, dopo avere durato

quarantotto anni 425

Gran consiglio de' gentiluomini genovesi,

corpo elettorale 426

Formazione dell'annuale senato del doge e

della signoria 426

La costituzione di Genova puramente

aristocratica 428

Pure quest'aristocrazia era meno esclusiva di

quella di Venezia 429

1528 La costituzione fiorentina dal canto suo pende

verso l'aristocrazia 429

Il diritto di città ristretto a coloro che lo

avevano ricevuto per eredità dai loro antenati 430

Divisione degli abitanti dello stato in più

classi, una sola delle quali era sovrana 432

Due mila cinquecento cittadini governavano

un milione di sudditi, ma se non altro con

forme popolari 432

Niccola Capponi coi grandi vuole ristringere

l'oligarchia 433

Baldassare Carducci gli si oppone alla testa

del partito popolare 433

Dante di Castiglione rompe le statue e gli

stemmi dei Medici 434

Niccola Capponi riunisce la fazione Medici,

o de' _Palleschi_, ai discepoli di

Savonarola, ossia _Piagnoni_ 435

1522-1527 Peste a Firenze 436

1527 Agosto. Riesce impossibile il ragunare il

gran consiglio 438

1528 9 febbrajo. Niccola Capponi fa dichiarare

Gesù Cristo re perpetuo di Firenze 439

10 giugno. Il Capponi confermato gonfaloniere

per un altro anno 440

Formazione della quarantia per i giudizj politici 441

L'imposta diretta sul capitale mobiliare

regolata da venti commissarj 441

Formazione della guardia del palazzo di

trecento giovani 443

6 novembre. Formazione della guardia urbana

di quattro mila cittadini 444

1528 Attaccamento de' Fiorentini alla nazione

francese, il quale li fa persistere nella

santa lega 446

Negoziazioni di Andrea Doria con Luigi Alamanni

per riconciliare Firenze coll'imperatore 447

I Fiorentini rifiutano le sue proposizioni 449

Disordine dell'armata di Borbone, conte di

San Paolo in Lombardia 450

1529 San Paolo coi duchi d'Urbino e di Milano

s'avvicina a Milano, ma si trova troppo

debole per attaccarlo 451

21 giugno. San Paolo sorpreso a Landriano

è fatto prigioniere da Antonio di Leyva 453

7 luglio. Luigia di Savoja e Margarita

d'Austria si riuniscono a Cambrai per

negoziare la pace 453

Francesco I cerca di persuadere agli alleati

che difenderà i loro interessi 455

Anche Clemente VII tenta d'ingannare Francesco I 456

Irritamento di Clemente VII contro i Veneziani,

il duca di Ferrara ed i Fiorentini 456

I progressi de' Turchi, e quelli dei

protestanti in Germania, fanno desiderare

la pace a Carlo V 458

20 giugno. Trattato di pace e di alleanza

di Barcellona tra l'imperatore ed il papa 460

10 gennajo. Ippolito de' Medici creato

cardinale, ed Alessandro disegnato capo

della casa de' Medici 460

1529 5 agosto. Trattato di Cambrai, o delle dame,

tra Francesco I e Carlo V 461

Francesco I abbandona i Fiorentini ed i

Veneziani all'intera vendetta dell'imperatore 462

Sagrifica ugualmente i duchi di Milano e

Ferrara, gli Orsini e Fregosi, e tutti i

partigiani della casa Angioina nel regno

di Napoli 463

Carlo V in questo trattato guarentisce al

contrario gl'interessi di tutti i suoi alleati 464

Pel sagrificio de' suoi alleati Francesco I

ottiene condizioni più vantaggiose per

sè medesimo 465

Francesco I cerca fin all'ultimo d'ingannare

i Fiorentini 466

Carlo V manda a Barcellona Andrea Doria per

far passare le sue galere in Italia 467

29 luglio. Carlo V s'imbarca a Barcellona, e

sbarca a Genova il 12 di agosto 468

Grossa armata dell'imperatore destinata a

dare esecuzione al trattato di pace 468

Gli alleati si pongono in istato di trattare

con lui colle armi alla mano 470

La guerra d'Ungheria ed il suo proprio

spossamento persuadono Carlo V a trattare

con loro 470

Egli esclude i soli Fiorentini dalla

pacificazione 471

Gli alleati schivano ogni battaglia

coll'imperatore, e continuano a difendersi 472

1529 5 di novembre. Abboccamento del papa e

dell'imperatore a Bologna 473

22 novembre. Francesco Sforza si reca pure

a Bologna per trattare 474

23 di dicembre. Trattato di pace di Carlo

collo Sforza, ed onerose condizioni con

cui gli rende il ducato di Milano 474

1529-1535 Sgraziato regno di Francesco Sforza, che

muore senza figli 476

25 dicembre. Trattato di pace dell'imperatore

coi Veneziani 477

1530 2 marzo. Alfonso d'Este si reca pure a Bologna

per trattare 478

21 marzo. Il papa ed il duca di Ferrara si

assoggettano all'arbitramento della camera

imperiale 479

1531 21 aprile. Sentenza di Carlo V, che accorda

alla casa d'Este Ferrara, come feudo della

Chiesa, e Modena e Reggio come feudi

dell'impero 480

1530 25 marzo. Il marchesato di Mantova cambiato

in ducato a favore di Federico Gonzaga 482

Il duca Carlo III di Savoja si attacca

unicamente all'imperatore 482

Le repubbliche di Genova, Siena e Lucca si

assoggettano ad un'assoluta dipendenza

dall'imperatore 482

Tutte le armate di Carlo V, evacuando il

rimanente dell'Italia, riunisconsi intorno

a Firenze 484

22 di febbrajo, 24 marzo. Carlo riceve a

Bologna dalle mani del papa le due corone

di Lombardia e dell'impero 484

1530 Fin da quest'epoca la potenza di Carlo V fu

più assoluta in Italia che non era stata

quella di Carlo Magno e di Ottone 486

Gl'Italiani avevano cessato di esistere come

nazione indipendente 486

Aprile. Carlo V va in Germania, e lascia

l'Italia in ischiavitù 488

Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 15 (of 16) · 第 10 / 12 题