PARTE PRIMA

_Generalità._

Scelta di un corpo produttore di energia.

Fin ora, gli agenti impiegati praticamente nell'automobilismo, sono la

benzina (petrolio e derivati), l'alcool, il vapore e l'elettricità.

La scelta di un corpo produttore di energia per automobili dipende dalle

seguenti considerazioni:

1º Il corpo deve avere una potenza specifica la più grande possibile,

vale a dire un chilogrammo di questo corpo deve contenere il più grande

numero di calorie (motore termico) o produrre il più grande numero

possibile di _watts_ (motore elettrico);

2º Il corpo deve essere di facile rifornimento, scevro di pericoli, poco

costoso e poco voluminoso. Un corpo, anche ottimo dal punto di vista

dell'energia che tiene immagazzinata, ma di difficile rifornimento,

sarebbe da scartarsi; anche un esplosivo per i pericoli che presenta non

è da impiegarsi; il carbone pure è da scartarsi perchè occupa molto

posto;

3º Se il corpo non è produttore di energia, ma ne è solo un accumulatore

deve avere un grande rendimento.

Quindi non sarà conveniente ricorrere a molle per il movimento degli

automobili, perchè il lavoro fornito nella distensione è di molto

inferiore a quello fornito per porle in tensione.

Nè l'aria liquida si potrebbe impiegare praticamente, perchè il lavoro

che può dare è piccolissimo rispetto a quello fornito per la

compressione.

Finalmente potremo anche dire che un corpo, sia pure ricco in energia,

sarà da scartarsi quando la sua utilizzazione richieda complicazioni.

Così l'acetilene, che dà circa 4000 calorie per chilogrammo, non è

impiegato perchè le miscele prodotte da questo gas sono esplosive e

dilaniatrici. Non mancano tuttavia i tentativi d'impiego di questo

composto carburato negli automobili.

Il corpo impiegato di preferenza nei motori a scoppio applicati agli

automobili è la benzina, più di rado s'impiega il petrolio e l'alcool.

Con essa si forma un gas tonante, cioè un miscuglio di corpi gassosi

suscettibili di scomporsi in elementi capaci di combinarsi e aventi in

determinate condizioni una grande affinità. La trasformazione è

accompagnata da grande quantità di calore utilizzata industrialmente nei

motori a scoppio.

Nel commercio si hanno due qualità di benzina, l'una derivata dal

catrame ottenuto nella fabbricazione del gas illuminante, l'altra

ottenuta distillando i petroli naturali a temperatura fra i 70° e i

150°.

Entrambe le qualità sono adoperate nell'automobilismo. Il potere

calorifico della benzina è di 11.500 calorie circa.

Il petrolio del commercio, che proviene dalla distillazione del petrolio

naturale fatta alla temperatura da 150° ai 300°, comincia ad essere

usato, sebbene presenti qualche inconveniente, per il suo prezzo

relativamente moderato e per la facilità di ritrovarlo ovunque. Anche

gli oli pesanti, ottenuti nella distillazione del petrolio, tendono a

sostituire il petrolio nei motori per impianti fissi.

L'alcool è pure adoperato nell'automobilismo, il più delle volte e con

maggior vantaggio mescolato in parti eguali con la benzina; richiede

però l'avviamento del motore con benzina.

Il gas di benzina, mescolato coll'aria in proporzione conveniente, forma

un miscuglio tonante; il detto miscuglio deve essere tale da contenere

l'ossigeno necessario alla completa combustione degli idrocarburi.

Lo scoppio può avvenire, sia per la presenza di un corpo scaldato ad

alta temperatura, sia per effetto di scintilla elettrica, sia per

effetto dell'elevata temperatura prodotta per compressione molto spinta

della miscela.

Nella combustione si produce vapore acqueo e anche acido carbonico, i

quali si dilatano bruscamente per la elevata temperatura, producendosi

ciò che comunemente si dice lo scoppio.

Il maggior effetto del miscuglio tonante si ottiene colla proporzione di

una parte in volume di gas di benzina e 14 parti d'aria.

Nei motori a scoppio, onde avere un andamento economico, è conveniente

avere esuberanza d'aria, non deficienza, a ciò non avvenga che parte del

combustibile non trovi ossigeno sufficente alla combustione e vada in

pura perdita con tutti gli inconvenienti che ne derivano, quali deposito

di carbonio sulle pareti del motore, sulle sedi delle valvole, sulla

candela di accensione, scoppi nel silenziatore, ecc.

D'altra parte un eccesso d'aria esporta parte delle calorie di

combustione e talvolta la miscela resta povera di combustibile a tal

punto che non si accende e va in pura perdita per lo scappamento.

Dunque in entrambi i casi si ha una perdita nel rendimento; conviene

quindi cercare di ottenere un dosamento esatto costante della miscela,

ciò che è sommamente difficile alle varie velocità.

In alcuni automobili si ha la libertà di variare la miscela; per dosarla

però, occorre molta pratica. Si può, col modificare la sua composizione,

variare il numero dei giri in limiti molto estesi, però sempre a scapito

del rendimento.

Le combustioni incomplete danno luogo ad inconvenienti più gravi nei

motori ad alcool causa ai prodotti acidi che deteriorano le valvole e le

loro sedi.

La Vettura Automobile: sue parti - suo funzionamento · 第 18 / 68 题