I giovani si alzarono vivamente, e corsero ai loro fucili.

Questa volta una piccola truppa si avanzava, composta di venti o

venticinque uomini; ma non era più composta di operai, erano puramente

soldati della guernigione.

— Se noi ritornassimo al campo? disse Porthos, mi sembra che la partita

non sia uguale.

— Impossibile per tre ragioni, rispose Athos: la prima è, che non

abbiamo ancora finito di far colezione; la seconda è, che abbiamo a

dirci ancora alcune cose d'importanza; la terza è, che mancava ancora

dieci minuti all'ora della libertà.

— Vediamo, disse Aramis; bisogna almeno stabilire un piano di battaglia.

— È cosa semplicissima, disse Athos; tosto che lo inimico è a portata

del nostro moschetto, noi faremo fuoco, se continua di farsi avanti,

faremo nuovamente fuoco, fino a tanto che avremo dei fucili carichi;

se quel che rimane della truppa vuol tentare un assalto, noi lasceremo

allora gli assedianti discendere nella fossa e loro lasceremo cadere

sulla testa questo gran masso di muro, che non si regge che per uno

straordinario sforzo di equilibrio.

— Bravo disse Porthos; precisamente, Athos, tu eri nato per essere

generale, e il ministro, che si crede un grand'uomo di guerra, è ben

poca cosa al tuo confronto.

— Signori, disse Athos, non prendiamo oggetti doppii, vi prego:

pigliate la mira bene; ciascuno sopra un uomo.

— Ho già la mira sul mio, disse d'Artagnan.

— Ed io sul mio, disse Porthos.

— Ed io pure idem, disse Aramis.

— Allora fuoco! esclamò Athos.

I quattro colpi partirono, e non fecero che una detonazione, quattro

uomini caddero morti.

Tosto il tamburo battè, e la piccola truppa avanzò al passo di carica.

Allora i colpi di fucile si succederono senza ordine, ma sempre inviati

colla stessa aggiustatezza, però, come avessero conosciuto la debolezza

numerica dei nemici, i Roccellesi continuarono ad inoltrarsi al passo

di corsa.

Con altri tre colpi di fucile due uomini caddero; ciò non ostante la

marcia di quelli che erano rimasti in piedi non si rallentò.

Giunti ai piedi del bastione, i nemici erano ancora dodici o quindici;

un'ottima scarica li accolse, ma non li arrestò punto; essi saltarono

nel fosso, e si affrettarono a scalare la breccia.

— Andiamo, amici miei, disse Athos, finiamola con un colpo, alla

muraglia!

E i quattro amici, secondati in ciò da Grimaud, si misero a spingere

colle canne delle carabine ritrovate un enorme masso di muro, che

s'inclinava come se il vento lo spingesse, e, staccandosi dalla sua

base, cadde con un rumore orribile nel fosso; quindi s'intese un gran

grido, una nube di polvere salì verso il cielo, e tutto fu terminato.

— Li avremmo noi schiacciati dal primo all'ultimo? disse Athos.

— In fede mia mi sembra di sì, disse d'Artagnan.

— No, disse Porthos, eccone là due o tre che si salvano a gambe.

In fatti, tre o quattro di questi disgraziati coperti di fango e di

sangue, fuggivano sul sentiero coperto e rientravano in città; questo

era quanto rimaneva della piccola truppa.

Athos guardò il suo orologio.

— Signori, diss'egli, è compiuta un'ora che noi siamo qui, e adesso

la partita è guadagnata, ma bisogna essere bei giuocatori; d'altronde

d'Artagnan ci aveva detto di avere un'idea.

E il moschettiere col suo sangue freddo abituale andò a sedersi davanti

a' residui della colezione.

— Voi volete conoscere il mio piano? disse d'Artagnan ai suoi tre

campioni, allorchè, a cagione dell'allarme che era stato dato, e che

aveva un sì funesto scioglimento per la piccola truppa roccellese, essi

ebbero ripreso il loro posto davanti ai residui della colezione.

— Sì, replicò Athos, voi dicevate avere un'idea.

— Ah! son deciso, gridò d'Artagnan; io passerò in Inghilterra una

seconda volta, andrò a ringraziare il signor de Buckingham, e lo

avvertirò dell'insidia tramata contro la sua vita.

— Voi non farete questo, d'Artagnan, disse freddamente Athos.

— E perchè? non l'ho io già fatto altra volta?

— Sì, ma in quell'epoca il signor de Buckingham era alleato e non

nemico; ciò che voi volete fare sarebbe giustamente dichiarato

tradimento.

D'Artagnan capì la forza del ragionamento, e si tacque.

— Ma disse Porthos, mi sembra di avere io pure un idea.

— Silenzio per l'idea del signor Porthos, disse Aramis.

— Domanderò un congedo al sig. de Tréville, sotto un pretesto qualunque

che voi troverete, io non sono molto forte sul ritrovare dei pretesti.

Milady non mi conosce, mi avvicinerò a lei senza che mi tema, e quando

troverò la mia bella, la strangolerò.

— Eh! disse Athos, sarei lontanissimo dall'adottare l'idea di Porthos.

— Vergogna! disse Aramis, uccidere una donna, no! sentite, io ho la

vera idea.

— Sentiamo la vostra idea, Aramis, disse Athos che aveva molta

deferenza pel giovane moschettiere.

— Bisognerebbe avvertire la regina.

— Ah! in fede mia, sì! dissero assieme Porthos e d'Artagnan, io credo

che noi tocchiamo il mezzo.

— Prevenire la regina? disse Athos, ed in che modo? abbiamo noi forse

delle relazioni alla corte? possiamo noi inviare qualcuno a Parigi

senza che si sappia al campo? di qui a Parigi vi sono cento quaranta

leghe, la nostra lettera non sarà ad Angers che noi saremo tutti e

quattro in prigione.

— In quanto al far rimettere con mezzo sicuro una lettera a Sua Maestà,

disse Aramis arrossendo, io me n'incarico; io conosco a Tours una

persona adattata...

Aramis si fermò, vedendo sorridere Athos.

— Ebbene! voi non approvate questo mezzo, Athos? disse d'Artagnan.

— Io non lo rigetto del tutto, ma vorrei soltanto fare osservare ad

Aramis che egli non può lasciare il campo, che nessuno fuori che uno

di noi può dirsi veramente sicuro, che due ore dopo che il messaggiere

sarà partito, tutti i pellegrini, tutti gli alguazilis, tutte le

facce nere del ministro sapranno la vostra lettera a memoria, e sarete

arrestato voi e la vostra adattata persona.

— Senza calcolare, disse Porthos, che la regina salverà il signore de

Buckingham, ma non penserà affatto a salvare noi.

— Signori, disse d'Artagnan, l'obbiezione di Porthos è piena di buon

senso.

— Ah! ah! che accadde nella città! disse Athos.

— Battono la generale.

I quattro amici ascoltarono, e il rumore del tamburo giunse

effettivamente sino a loro.

— Vedrete che ora ci manderanno un reggimento intero, disse Athos.

— Voi non farete conto di tener testa contro un reggimento intero?

disse Porthos.

— E perchè no? disse il moschettiere; io mi sento in vena, e tenerei

forte davanti un'armata, se avessimo avuto soltanto la precauzione di

prendere una dozzina di bottiglie di più.

— Sulla mia parola, il rumore del tamburo si avvicina, disse d'Artagnan.

— Lasciatelo avvicinarsi, disse Athos; vi è un quarto d'ora di cammino

da qui alla città, e per conseguenza dalla città, a qui; è un tempo

maggiore di quello che ci abbisogna per stabilire il nostro piano; se

noi ce ne andiamo di qui non ritroveremo mai un luogo più convenevole.

Ascoltate, signori, ecco la vera idea che mi viene.

— Allora, dite.

— Permettete che io dia a Grimaud alcuni ordini indispensabili.

Athos fece segno al suo cameriere di avvicinarsi.

— Grimaud, disse Athos mostrando i morti che giacevano sul bastione,

voi prenderete questi signori, li metterete dritti contro il muro,

porrete loro i cappelli in testa e i fucili i mano.

— Oh! grand'uomo, disse d'Artagnan, io ti capisco!

— Voi capite? disse Porthos.

— E tu capisci Grimaud? disse Athos.

Grimaud fece segno con la testa di sì.

— È tutto ciò che abbisogna, disse Athos.

— Ritorniamo alla nostra idea.

— Io però vorrei comprendere... disse Porthos.

— È inutile.

— Sì, sì, l'idea di Athos! dissero ad un tempo Aramis e d'Artagnan:

— Questa milady, questa donna, questa creatura, questo demonio, ha un

cognato, per quanto mi avete detto, io credo? d'Artagnan.

— Sì, ed anche lo conosco molto bene, e credo pure non abbia gran

simpatia per sua cognata.

— Non c'è male, rispose Athos, ed egli la detesterà, cosa che varrà

ancor meglio.

— In questo caso noi siamo serviti a seconda dei nostri desiderii.

— Però, disse Porthos io vorrei capir bene che cosa fa Grimaud.

— Silenzio, Porthos, disse Aramis.

— Come si chiama questo cognato?

— Lord da Winter.

— Ove si trova presentemente?

— È ritornato a Londra al primo rumore della guerra.

— Ebbene ecco l'uomo che precisamente ci abbisogna, disse Athos. È lui

che ci conviene di prevenire; noi gli faremo sapere che sua sorella è

sul punto di fare assassinare qualcuno e lo pregheremo di non perderla

di vista. Vi è a Londra, spero, qualche stabilimento del genere delle

convertite o delle _madelonnette_; egli vi farà mettere sua cognata, e

noi saremo tranquilli.

— Sì, disse d'Artagnan, fino a tanto che ella ne esca.

— Ah! in fede mia, disse Athos, voi vorreste troppo, d'Artagnan; io

vi ho detto ciò che aveva, e vi prevengo che questo è il fondo del mio

sacco.

— Ma io ritrovo che sarebbe meglio, disse Aramis, avvertire ad un tempo

lord de Winter e la regina.

— Si, ma da chi faremo noi portare la lettera a Tours e a Londra?

— Io rispondo di Bazin, disse Aramis.

— Ed io di Planchet, disse d'Artagnan.

— In fatti, disse Porthos, se noi non possiamo lasciare il campo, lo

possono però ben lasciare i nostri lacchè.

— Senza dubbio, disse Aramis, e fin d'oggi scriveremo le lettere,

daremo loro il denaro necessario, e che partano.

— Noi daremo loro del danaro? riprese Athos; voi dunque ne avete danaro?

I quattro amici si guardarono in viso, una nube passò davanti alla loro

fronte che si era per un momento rischiarata.

— In fede mia, sì, disse Athos; eccoli. Vedete i furbi che vengono

senza tamburi e senza trombette. Ah! ah! hai tu finito, Grimaud?

Grimaud fece segno di sì, e mostrò una dozzina di morti che aveva posti

nell'attitudine le più grottesche, gli uni portavano l'arme gli altri

montavano il fucile, altri prendevano la mira, finalmente alcuni altri

erano colla sciabola alla mano.

— Bravo? disse Athos; ecco ciò che fa onore alla tua immaginazione.

— È lo stesso, disse Porthos, io vorrei però capir bene.

— Andiamocene per prima cosa, disse d'Artagnan, tu capirai in seguito.

— Un momento, signori, un momento, diamo il tempo a Grimaud di

sparecchiare.

— Ah! disse Aramis ecco i punti neri e i punti rossi che ingrandiscono

molto visibilmente, ed io sono del parare di d'Artagnan; credo che non

avremo tempo da perdere se vogliamo ritornare al campo.

— In fede mia, disse Athos, non ho più niente in contrario alla

ritirata; noi abbiamo scommesso per un'ora, e siamo rimasti un'ora e

mezzo; non vi è niente da dire; partiamo, signori partiamo.

Grimaud aveva già presa la strada col paniere.

I tre moschettieri, vol. III · 第 39 / 48 题