TAVOLA CRONOLOGICA DEL TOMO XIII.

CAPITOLO XCIX. _Negoziazioni di Lodovico XII

in Italia. — Continuazione della guerra di Pisa;

questa città abbandonata dai Veneziani continua a

difendersi. — I Francesi conquistano il ducato di

Milano. — Lodovico Sforza vi rientra dopo cinque mesi,

ma per tradimento degli Svizzeri è fatto prigioniere

a Novara._ 1498-1500 _pag._ 3

1498 7 aprile. Morte di Carlo VIII nello stesso

giorno destinato alla prova del fuoco del

Savonarola 3

Successione di Lodovico d'Orleans sotto il

nome di Lodovico XII 4

Pretese di Lodovico XII sul ducato di Milano 6

Cerca e facilmente trova in Italia alleati per

farle valere 7

I Veneziani irritati contro Lodovico il Moro

per la guerra di Pisa 8

Il papa vuole ingrandire suo figlio, Cesare

Borgia, coll'ajuto della Francia 9

Lodovico XII consuma il primo anno in

apparecchi e negoziazioni 10

Ottiene la sanzione del papa pel suo divorzio,

e ricompensa Cesare Borgia col ducato del

Valentinese 11

Maggio. Varj vantaggi ottenuti dai Pisani sui

Fiorentini 11

1498 6 giugno. I Fiorentini affidano il comando

della loro armata a Paolo Vitelli di Città

di Castello 14

Il duca di Milano chiude il passaggio ai

soccorsi mandati dai Veneziani a Pisa 15

I Veneziani tentano di penetrare in Toscana

dalla banda della Romagna 15

I Medici si uniscono all'armata veneziana

comandata da Carlo Orsini e da Bartolommeo

d'Alviano 17

Ottobre. Bartolommeo d'Alviano si apre la

strada nel Casentino, ed occupa Bibbiena 18

Viene trattenuto sotto Poppi da Antonio Giacomini 20

Paolo Vitelli mandato nel Casentino per fargli

testa 21

L'armata veneziana è assediata in Bibbiena 22

1499 Niccolò, conte di Pitigliano, conduce fino

ad Elci un'altr'armata veneta 23

Le due repubbliche affrettano invano i loro

generali a venire a battaglia 24

Lodovico XII ed il duca di Milano cercano

ambidue di riconciliarli 25

Chiamano arbitro il duca Ercole di Ferrara 27

6 aprile. Sentenza del duca tra i Veneziani

ed i Fiorentini sul conto di Pisa 27

I Veneziani ritirano le loro truppe senza

accettare l'arbitramento; ed i Pisani

ricusano di assoggettarvisi 29

I Fiorentini mandano di nuovo sotto Pisa

Paolo Vitelli 31

1499 25 giugno. Il Vitelli attacca e prende Cascina 31

1.º agosto. Si accampa sotto le mura di Pisa

alla sinistra dell'Arno 31

Apre larghe brecce nelle mura che i Pisani

valorosamente difendono 32

10 agosto. Prende d'assalto la torre di

Stampace, ma non approfitta del suo vantaggio

quando poteva prendere la città 34

I Fiorentini sospettano il Vitelli di protrarre

la guerra per i suoi fini 36

23 agosto. Un assalto ordinato viene differito

a cagione delle malattie dell'armata fiorentina 37

15 settembre. Il Vitelli abbandona l'assedio

di Pisa e si ritira a Cascina 37

Cade in sospetto di tradimento e d'intelligenza

coi Medici 38

Fine di settembre. È arrestato a Cascina e

condotto a Firenze 40

1.º ottobre. È condannato alla morte e viene

decapitato 41

Risentimento de' suoi fratelli e del re di

Francia per la morte di Paolo Vitelli 42

15 aprile. Trattato di Blois tra Lodovico XII

e la repubblica Veneta per dividere il

Milanese 42

Lodovico il Moro cerca di assicurarsi i

soccorsi di Massimiliano re de' Romani 44

Massimiliano, entrato in guerra cogli Svizzeri,

abbandona il Moro 45

Negoziazioni del Moro con Bajazette II perchè

faccia una diversione attaccando i Veneziani 46

1499 Ottobre. Scander Bassà di Bosnia saccheggia

il Friuli 47

I re di Spagna abbandonano Lodovico il Moro 47

Negoziazione di Lodovico il Moro col papa che

non ha verun effetto 48

Lodovico il Moro non può ottenere soccorso da

Federico di Napoli e dal duca di Ferrara 49

Dà il comando delle sue armate ai Fratelli

Sanseverino 49

Agosto. L'armata francese passa le Alpi 51

13 agosto. Attacca Arezzo poscia Annone 52

Tutto il paese d'oltre Po si assoggetta

ai Francesi 52

Il popolo di Milano fermenta. Lodovico il Moro

aduna i principali cittadini per giustificare

la sua condotta 53

Agosto. I Veneziani attaccano il Milanese

nello stesso tempo che i Francesi, ed

occupano Caravaggio 55

20 agosto. Galeazzo di San Severino abbandona

la sua armata che si disperde 55

Lo Sforza fa partire i suoi figli ed i suoi

tesori per la Germania 57

2 settembre. Parte egli stesso da Milano

lasciando guarnigione nel Castello 58

I Francesi sono ricevuti a Milano ed in tutte

le città del Milanese 59

Lodovico XII fa il suo ingresso in Milano, e

viene ricevuto con grande entusiasmo 60

1499 Trattato di Lodovico XII col marchese di

Mantova, col duca di Ferrara, col signore

di Bologna 61

Trattato di alleanza e di protezione

coi Fiorentini 62

Lodovico XII sceglie Gian Giacomo Trivulzio

per suo luogotenente nel ducato di Milano 63

I Milanesi sono scontenti di lui e della Francia 64

Lodovico il Moro chiede soccorsi a Massimiliano

re de' Romani 65

Leva a proprie spese un'armata per rientrare

ne' suoi stati 65

1500 Febbrajo. Lodovico il Moro è ricevuto a Como

con trasporti di giubilo 66

5 febbrajo. I Francesi evacuano Milano e vi

rientra il Moro 67

Gli si sottomettono Parma e Pavia 68

Aduna un'armata colla quale prende Vigevano

ed assedia Novara 70

I soli Svizzeri formano l'infanteria della

sua armata e di quella de' Francesi 71

Un corpo di Svizzeri abbandona l'armata francese

e passa a quella dello Sforza 72

Aprile. La Tremouille conduce l'armata

francese tra Novara e Milano 73

Gli Svizzeri di Lodovico il Moro si sollevano

sotto pretesto di chiedere il loro soldo 74

10 aprile. Gli Svizzeri schierati in battaglia

ricusano di combattere, e rimangono in Novara 75

1500 Danno in mano ai Francesi il Moro, che si era

nascosto nelle loro file 76

Occupano Bellinzona 76

Il cardinale Ascanio Sforza arrestato

dai Veneziani 77

Viene consegnato a Lodovico XII, che condanna

a perpetua prigionia il duca di Milano, e

tutti i discendenti del grande Sforza che

tiene in suo potere 78

CAPITOLO C. _Conquista della Romagna ed

invasione della Toscana fatta da Cesare

Borgia. — Alleanza di Lodovico XII con Ferdinando

il Cattolico contro don Federico di Arragona.

Si dividono il regno di Napoli._ 1499-1501 82

1499 Profonda immoralità di Papa Alessandro VI 82

Depravazione dei popoli subordinati alla

sede di Roma 83

Anarchia cagionata nel patrimonio di san Pietro

e nella campagna di Roma dalla discordia

degli Orsini e dei Colonna 84

Tutti i signori delle rocche erano condottieri 84

Desolazione del territorio da loro dipendente 85

La mina di una terra murata forzava ad

abbandonare la coltura del suo distretto 85

Alessandro VI perseguita a vicenda ora i

Colonna ora gli Orsini 87

Ancona, Assisi, Spoleto ed alcune altre città

conservavano un'amministrazione repubblicana 88

1499 Vicarj pontificj; i Varani a Camerino, Fogliani

a Fermo, Rovere a Sinigaglia e Montefeltro ad

Urbino 89

In Toscana; i Baglioni a Perugia, ed i Vitelli

a Città di Castello 89

In Romagna; gli Sforza a Pesaro, i Malatesta

a Rimini, i Riario a Forlì ed Imola, i

Manfredi a Faenza 90

Ravenna e Cervia ai Veneziani; i Bentivoglio

signoreggiano Bologna, i duchi d'Este Ferrara 91

Oppressivo governo di tutti questi piccoli

principi 93

Frequenti esempi di atroci delitti dati dalle

famiglie sovrane 94

Carattere comunicato al popolo da un tale governo 95

Cesare Borgia progetta di occupare tutti gli

stati de' vicarj pontificj 96

Lodovico XII gli accorda Ivone d'Allegre per

servirlo in tale intrapresa 97

9 dicembre. Presa d'Imola 97

Presa di Forlì. Cattarina Sforza rimane

prigioniera 98

1500 Si rende più intima l'alleanza tra Cesare

Borgia e Lodovico XII 99

I Veneziani, il duca di Ferrara ed i Fiorentini

abbandonano i principi della Romagna 100

I Malatesta e Sforza fuggono. Astorre III

Manfredi resiste in Faenza 101

1501 22 aprile. Faenza si arrende per capitolazione 103

Cesare Borgia viola la capitolazione e fa

perire Astorre Manfredi 104

1501 Il papa accorda l'investitura del ducato di

Romagna a suo figlio Cesare Borgia 105

Crudele governo in Romagna di Ramiro d'Orco,

luogotenente dei Borgia 105

1502 23 dicembre. Supplicio di Ramiro d'Orco 106

Cesare Borgia rivolge gli ambiziosi suoi

pensieri verso la Toscana; stato di quella

provincia 107

1500 19 luglio. Pandolfo Petrucci fa uccidere suo

suocero per innalzarsi alla tirannide 108

Apparente moderazione di Petrucci giunto al

supremo potere 109

Spossamento delle due repubbliche di Firenze

e di Pisa 110

Trattato di sussidj di Firenze colla Francia,

che promette di ajutarla a ricuperare Pisa 111

I Fiorentini domandano che Ugo di Belmonte

comandi l'armata ausiliaria francese 112

I Francesi al soldo de' Fiorentini fanno la

guerra per conto loro in Lombardia 113

29 giugno. L'armata francese giugne sotto Pisa,

ed apre la trincea 114

Si abbandona all'antica sua parzialità pei Pisani 115

I Pisani invocano la generosità de' cavalieri

francesi 116

Indisciplina nel campo de' Francesi che più

non vogliono combattere 118

18 di luglio. Ugo di Belmonte leva l'assedio

di Pisa e si ritira in Lombardia 119

Debolezza de' Fiorentini dopo la ritirata

dell'armata francese 119

1501 25 febbrajo. Sollevazione e guerra civile

a Pistoja 121

Deplorabile stato in cui si trova la repubblica

fiorentina 121

Cesare Borgia cerca di farle carico a cagione

di un condottiere dalla medesima rimandato 123

Il Borgia sforza Giovanni Bentivoglio ad

essergli tributario 123

Cesare Borgia si concerta con Giuliano de'

Medici per attaccare Firenze 125

Maggio. Entra in Toscana, e vuole dettar leggi

alla repubblica fiorentina 126

Guasta le campagne, sempre protestando di

volersi conservare amico della repubblica 128

Fomenta una congiura in favore de' Medici 129

Tratta coi Fiorentini e da loro ottiene un

sussidio 129

4 giugno. Entra colla sua armata nel

territorio di Piombino 130

28 giugno. Lascia che i suoi luogotenenti

continuino l'assedio di Piombino 131

5 settembre. Piombino si arrende ai suoi

luogotenenti, mentre ch'egli segue la

spedizione di Napoli 131

Ambizione di Lodovico XII, e suoi progetti

sopra Napoli 132

Lodovico teme di essere attraversato dal re

di Spagna 133

1501 Rifiuta le offerte di Federico, ed accetta

quelle di Ferdinando 134

Progetto di divisione della monarchia di

Napoli tra Lodovico XII e Ferdinando 135

1500 11 di novembre. Trattato di Granata che regola

questa divisione 135

Ferdinando aduna un'armata in Sicilia sotto

pretesto di muovere guerra ai Turchi 136

1501 Giugno. Lodovico XII fa innoltrare la sua

armata sotto gli ordini di d'Aubignì 137

Apparecchi di difesa di don Federico, e sua

fiducia in Gonsalvo di Cordova 138

6 giugno. Gli ambasciatori di Francia e di

Spagna annunciano al papa il trattato di

divisione 139

26 giugno. Alessandro VI pronuncia una

sentenza contro don Federico per privarlo

del regno di Napoli 139

Gonsalvo di Cordova, durante il suo cammino,

continua ad ingannare Federico 140

Cattivo stato di Federico ridotto a chiudere

ne' forti le sue truppe 141

24 luglio. Presa e sacco di Capoa fatto

dall'armata di d'Aubignì 142

Crudeltà de' Francesi e di Cesare Borgia

a Capoa 143

19 agosto. I Francesi entrano in Napoli e

Gaeta senza trovare opposizione 144

25 agosto. Don Ferdinando consegna le fortezze

di Napoli al d'Aubignì, e si ritira ad Ischia 145

1501 Passa in Francia e riceve dal re il ducato

d'Angiò 146

Gonsalvo di Cordova s'impadronisce lentamente

della Puglia e della Calabria 147

Assedio e lunga resistenza di Taranto,

dov'erasi ritirato don Ferdinando, duca di

Calabria, primogenito di Federico 148

Il duca di Calabria, ingannato da falsi

giuramenti, viene mandato prigioniere

in Ispagna 149

1504 9 settembre. Morte di don Federico in Angiò

ed estinzione della casa arragonese di Napoli 150

CAPITOLO CI. _Guerra nel regno di Napoli

tra Lodovico XII e Ferdinando il cattolico;

rivoluzione d'Arezzo; conquiste di Cesare Borgia;

carnificina di Sinigaglia; battaglia di Cerignole;

i Francesi scacciati dal regno di Napoli._ 1501-1503 152

1501 Pregiudizj degli oltramontani sul conto della

finezza e della furberia italiana 152

Mala fede di Massimiliano 153

Degli Svizzeri, de' Francesi, dei Borgia

Spagnuoli, di Ferdinando, e di Gonsalvo

di Cordova 154

Perfidia del trattato di Granata, e guerra

che ne risulta 156

La Capitanata e la Basilicata rivendicate

dalle due potenze condividenti 157

Cominciamento delle ostilità ad Atripalda 157

Sono sospese, e la controversia viene rimessa

ai due re 158

1502 19 giugno. Il duca di Nemours intima la guerra

a Gonsalvo di Cordova, che si ritira a

Barletta 159

Rinnovazione dei partiti d'Angiò e d'Arragona 159

I Francesi pendono dubbiosi tra l'assedio di

Bari e di Barletta 160

Il duca di Nemours si ristringe a bloccare

Barletta 162

Il d'Aubignì con un terzo dell'armata scaccia

gli Spagnuoli dalla Calabria 162

Il Nemours attacca le città vicine a Barletta 163

Duello in campo chiuso tra undici Francesi ed

undici Spagnuoli 163

Duello in campo chiuso di Bajardo e di Sotomayor 165

Miseria di Gonsalvo e della sua armata in

Barletta 166

I Francesi offrono battaglia a Gonsalvo, che

non l'accetta; ma mentre si ritirano, la loro

retroguardia viene da lui disfatta 168

Disprezzo manifestato da un prigioniere

francese per gli uomini d'armi italiani 169

Duello in campo chiuso, presso Barletta,

fra tredici Francesi ed altrettanti Italiani 170

1503 13 febbrajo. Vittoria dei 13 Italiani 170

1501 Negoziazioni di Lodovico XII con Massimiliano

per l'investitura del ducato di Milano 173

30 ottobre. Conferenza di Trento tra il card.

d'Amboise e Massimiliano 174

1501 Non possono sottoscrivere un trattato di pace,

ma la tregua viene prolungata 175

1502 21 febbrajo. Due ambasciatori, spediti da

Massimiliano agli stati d'Italia, giungono

a Firenze 175

16 aprile. Nuovo trattato di protezione de'

Fiorentini con Lodovico XII 176

1501 4 settembre. Matrimonio di Lucrezia Borgia

con Alfonso, figlio primogenito del duca

di Ferrara 177

Sorte dei tre precedenti sposi di Lucrezia

Borgia; uccisione dell'ultimo, ordinata

da Cesare Borgia 178

1502 13 giugno. Cesare Borgia parte da Roma,

minacciando la Toscana e le Marche 180

Occupa per tradimento il ducato di Urbino 181

La repubblica di S. Marino si pone sotto la

sua protezione 182

4 giugno. Vitellozzo Vitelli fa ribellare

Arezzo contro i Fiorentini 183

18 giugno. La rocca d'Arezzo si arrende ai

Vitelli, Orsini e Medici 184

Il re di Francia vieta a Cesare Borgia di

attaccare Firenze 184

Cesare Borgia prende Camerino, e fa strozzare

il principe e due suoi figliuoli 185

Conquiste di Vitellozzo in Val di Chiana e

nel Casentino prima che gli giungano i

soccorsi di Francia 185

1 agosto. Vitellozzo, vedendosi abbandonato

da Cesare Borgia, rende le sue conquiste al

generale francese mandato da Lodovico XII

ai Fiorentini 187

1502 Querele di tutti i nemici del Borgia presso

Lodovico XII, venuto ad Asti per regolare

le cose d'Italia 188

Il cardinale d'Amboise favorisce i Borgia 189

3 agosto. Cesare Borgia parte da Roma per

recarsi a Milano presso Lodovico XII, che

lo accoglie favorevolmente 190

Agosto. Lodovico XII sovviene trecento lance

a Cesare Borgia per proseguire le conquiste

a danno degli amici della Francia 190

Terrore de' Fiorentini, vedendo Cesare Borgia

apertamente secondato dal re 191

Inquietudine che loro cagiona l'instabilità

del proprio governo a cagione del troppo

frequente rinnovamento della magistratura 193

16 agosto. Legge che dà un gonfaloniere a vita

alla repubblica 194

22 settembre. Piero Soderini nominato

gonfaloniere a vita 195

Tutti i vicarj pontificj, che avevano servito

nelle armate di Cesare Borgia, si credono da

lui minacciati 197

Dieta alla Magione, e confederazione degli

Orsini, Vitelli, Baglioni, Petrucci e

Bentivoglio per muovere guerra a Cesare Borgia 198

Perfidia d'Oliverotto da Fermo, uno de'

confederati della Magione 199

I confederati non possono persuadere i

Fiorentini ad entrare nella loro lega 200

1502 I Veneziani affrettano Lodovico XII ad

abbandonare il Borgia, e questo re loro

risponde colle minacce 200

Ottobre. Il duca d'Urbino ristabilito ne'

suoi stati dai confederati 201

Cesare Borgia richiama ad Imola i suoi

capitani che sono battuti 202

Pericolo cui trovasi esposto in Imola Cesare

Borgia. Tratta per guadagnare tempo 203

Apparente lealtà di Cesare Borgia, sue

negoziazioni col Macchiavelli, segretario

della Repubblica fiorentina 204

Cospirazioni negli stati del Borgia, che

intanto va sordamente ragunando un'armata 206

Conferenze del Borgia con Paolo Orsini 207

28 ottobre. Trattato di pace coll'Orsini,

Vitelli ed Oliverotto 208

2 dicembre. Altro trattato di pace del

Borgia col Bentivoglio 210

8 dicembre. Il duca d'Urbino si ritira dai

suoi stati, che di nuovo si assoggettono

al Borgia 210

19 dicembre. Il Borgia attraversa la Romagna

colla sua armata 211

22 dicembre. Licenzia le truppe francesi che

aveva seco condotte 213

Cesare Borgia, volendo attaccare Sinigaglia,

il comandante dichiara di non voler

consegnare che a lui solo la rocca 213

31 dicembre. Il Borgia entra in Sinigaglia dove

i confederati della Magione lo stavano

aspettando 214

1502 Fa arrestare e strozzare Vitellozzo Vitelli,

Oliverotto di Fermo, Paolo Orsini ed il

duca di Gravina 214

1503 4 gennajo. Accoglie la sommissione di Città

di Castello 217

5 gennajo. Riceve la sommissione di Perugia

evacuata da G. P. Baglioni 218

Vuole egualmente scacciare Pandolfo Petrucci

da Siena 219

28 gennajo. Pandolfo Petrucci consente di

evacuare Siena, ma senza che si faccia

mutazione di governo 220

1.º febbraio. Il papa fa arrestare il

cardinale e tutti i prelati della casa Orsini 221

22 febbrajo. Fa perire di veleno il cardinale

Orsini 222

Il re di Francia ed i Veneziani si fanno a

proteggere Gian Girolamo Orsini ed il conte

di Pitigliano 223

29 marzo. Il re di Francia ristabilisce a

Siena Pandolfo Petrucci 224

Continuazione della guerra tra Firenze e Pisa,

che impedisce la proposta lega dei comuni

di Toscana 225

16 e 18 giugno. I Fiorentini occupano Vico

Pisano e Verrucola 226

Il Valentino cessa di deferire agli ordini

della Francia dopo le sconfitte avute da

questa nel regno di Napoli 228

Gonsalvo di Cordova rifattosi a Barletta per

effetto dell'avarizia de' generali francesi 228

1505 Conquiste del duca di Nemours nella terra di

Bari ed in quella d'Otranto 230

Ribellione di Castellaneta, sorpresa e

prigionia di La Palisse a Robio 231

Arrivo e primi successi di Ugo di Cardona

in Calabria 232

Ugo di Cardona battuto a Terranuova dal

d'Aubignì 233

Arrivo in Calabria di una nuova armata

spagnuola sotto gli ordini di Porto Carrero 234

11 aprile. Trattato di Locarno tra Lodovico

XII ed i cantoni Svizzeri, col quale loro

cede Bellinzona in piena sovranità 235

5 aprile. Trattato di Lione negoziato

dall'arciduca Filippo d'Austria per

assicurare il regno di Napoli a suo

figlio Carlo 236

Ferdinando e Gonsalvo ricusano di ratificarlo 238

21 aprile. Seconda battaglia di Seminara;

il d'Aubignì totalmente disfatto da

Ferdinando d'Andrades 239

Gonsalvo di Cordova riceve un rinforzo di

due mila tedeschi, e risolve di entrare

in campagna 240

Andrea Matteo Acquaviva fatto prigioniero

da Pietro Navarro 241

28 aprile. Gonsalvo di Cordova si reca da

Barletta alla Cerignole 242

Il duca di Nemours giugne ancor egli alla

Cerignole 243

28 aprile. Il Nemours contro il proprio

parere attacca gli Spagnuoli a Cerignole

mezz'ora prima di sera 243

1503 Il Nemours è ucciso, sconfitta dell'armata

francese 245

Ivone d'Allegre inseguito da don Pietro de

Paz fin dietro il Garigliano 246

Gli Abruzzi, la Puglia e la Calabria si

assoggettano agli Spagnuoli, ed il d'Aubignì

loro si dà prigioniere ad Angitula 248

14 maggio. Gonsalvo di Cordova entra in Napoli 249

11 giugno. Castel Nuovo preso da don Pietro

di Navarra dopo lo scoppio di una mina 249

2 luglio. Castel dell'Uovo preso nella stessa

maniera, ed i Francesi scacciati da tutto

il regno di Napoli 250

CAPITOLO CII. _Guerra dei Veneziani coi

Turchi. — Morte di Alessandro VI. — Elezione di

Pio III e di Giulio II. — Disastri del Valentino,

sconfitta dei Francesi al Garigliano. — Tregua

tra la Francia e la Spagna._ 1499-1504 252

La repubblica di Venezia non aveva preso

parte nelle guerre di Lombardia e di

Napoli 252

1499-1505 Trovavasi in allora in guerra coi Turchi 253

Pacifico regno di Bajazette II, che per altro

non dissipa il terrore impresso all'Europa

dalle armi dei Turchi 254

1449 Motivi della guerra, incursioni de' Turchi

ai confini 255

Trama dei Turchi per sorprendere Corfù 257

1499 Niccolò Pesaro cola a fondo una galera turca 258

Bajazette sottoscrive un trattato in latino

con intenzione di violarlo 258

Attacca improvvisamente Zara, e così comincia

la guerra 259

Il comando della flotta veneziana dato ad

Antonio Grimani; inaudita prosperità di

quest'uomo 259

Agosto. La flotta del Grimani incontra quella

dei Turchi presso Modone 261

12 agosto. Battaglia di due galere veneziane

con un vascello turco; tutti e tre periscono

incendiati 262

Il Grimani schiva la battaglia, e disgusta

colla sua timidità i Francesi che si erano

a lui uniti 264

Il Grimani arrestato e tradotto in giudizio

a Venezia 265

Viene relegato nelle Isole del Quarnero 266

29 settembre. I Turchi passano l'Isonzo e

guastano il Friuli 267

1500 Gennajo. Proposizioni di pace dei Veneziani

rigettate dai Turchi 268

I Turchi assediano Modone 269

9 agosto. Girolamo Contarini tenta di

soccorrere Modone 269

Modone viene preso e bruciato dai Turchi 270

Pilos e Corone si arrendono ai Turchi; Napoli

di Malvasia fa resistenza 271

Prosperi successi di Benedetto Pesaro nuovo

ammiraglio Veneziano 273

1.º novembre. Presa di Cefalonia fatta da

Pesaro e da Gonsalvo di Cordova 273

1501 Vantaggi ottenuti dal Pesaro alla Prevesa e

ad Alessio 274

Soccorsi mandati ai Veneziani dal Papa, dai

Francesi e dai Portoghesi 275

Diversione fatta da Uladislao re d'Ungheria

e di Boemia 276

1502 Bajazette II attaccato da Ismaele Sofì, re

di Persia 277

Proposizioni di pace fatte ai Veneziani 278

1503 Trattato di pace tra la Porta e Venezia

sottoscritto da Andrea Gritti 279

Il trattato di pace permette ai Veneziani

di riprendere una parte attiva negli

affari d'Italia 279

Lodovico XII si apparecchia ad attaccare

Ferdinando il Cattolico in Ispagna ed in

Italia 280

Potente armata condotta in Italia da

La Tremouille 281

Negoziazioni di La Tremouille con Alessandro

VI e con Cesare Borgia 282

18 agosto. Subita morte di Alessandro VI

e malattia di Cesare 283

Vantaggi pecuniarj che trovava il papa in

occasione della morte dei cardinali 284

Comune opinione intorno alla morte di

Alessandro VI, cagionata dal veleno

ch'egli aveva apparecchiato per il

cardinale di Corneto 285

Dubbj insorti intorno a tale diceria, e

mezzo di conciliare le due narrazioni 286

Le disposizioni di Alessandro VI in materia

ecclesiastica sono sempre in vigore 287

1503 La censura de' libri fu da lui istituita 288

La malattia di Cesare Borgia, nel momento

in cui morì suo padre, guastò tutti i

suoi divisamenti 288

Si mantiene in Vaticano e tratta coi Colonna 290

I nemici del Borgia rientrano armati in Roma 290

Rivoluzioni contro il Borgia negli stati

della Chiesa 291

La Romagna soddisfatta del suo governo si

conserva fedele 292

Il marchese di Mantova succede a La Tremouille

nel comando dell'armata francese 293

Quest'armata è ritenuta vicino a Roma per

favoreggiare le pretensioni del cardinale

d'Amboise al papato 294

1.º settembre. Nuovo trattato tra il Borgia

e la Francia 294

I cardinali vogliono essere indipendenti da

Borgia e dai Francesi 295

22 settembre. Elezione di Francesco

Piccolomini, che prende il nome di Pio III 297

Dopo l'elezione del papa i soldati di ogni

partito rientrano in Roma 297

Gli Orsini, lasciando il servigio della

Francia, passano a quello della Spagna 298

Riconciliazione degli Orsini coi Colonna 299

Mettono in fuga l'armata del Borgia, e

costringono lui medesimo a salvarsi in

Castel sant'Angelo 299

18 ottobre. Morte di Pio III 300

1503 I suffragj si riuniscono in favore di

Giuliano della Rovere. Amboise gli dà

quelli del partito francese 301

Ascanio Sforza gli dà quelli degl'Italiani,

e Cesare Borgia quelli degli Spagnuoli 302

31 ottobre. Egli viene eletto sotto nome

di Giulio II 303

Insurrezione delle città di Romagna contro

il Valentino 303

Le rocche di quelle città si mantengono

fedeli al Borgia 304

I Veneziani portano la loro ambizione sulla

Romagna 305

Essi attaccano Cesena e Faenza, e si fanno

cedere Forlimpopoli e Rimini 305

Giulio II tenta colle rimostranze di stornare

i Veneziani dalla loro intrapresa sulla

Romagna 307

I Veneziani offrono per le città di Romagna

lo stesso censo che avevano pagato i

precedenti vicarj alla camera apostolica 308

19 novembre. Faenza loro si arrende per

capitolazione. Quadro del regno di Manfredi 309

3 novembre. Cesare Borgia viene dal papa

alloggiato in Vaticano 311

Vasti progetti di Cesare Borgia sproporzionati

alla sua fortuna 311

Dopo aver date tante prove di mala fede, non

insospettisce della fede degli altri 312

Giulio II vede con piacere il Borgia

abbandonato dagli antichi suoi amici 313

1503 19 novembre. Il Borgia parte alla volta di

Ostia con intenzione d'imbarcarsi per la Spezia 313

22 novembre. Giulio II gli fa domandare le

rocche della Romagna, e perchè le rifiuta

lo fa arrestare 314

L'armata del Valentino viene attaccata e

dispersa dai Perugini e dai Fiorentini 315

2 dicembre. Il Valentino, ricondotto al

Vaticano, sottoscrive un ordine per

consegnare al papa le sue fortezze 316

La guerra tra la Francia e la Spagna, fuori

d'Italia, viene illustrata da pochi

avvenimenti 317

Dopo l'elezione di Giulio II, l'armata

francese, sotto gli ordini del marchese

di Mantova, si avanza verso Napoli 318

Indisciplina dell'armata, e fatali conseguenze

della sua lunga dimora presso Roma 319

I Francesi, avanzandosi dalla banda di Ponte

Corvo, non possono forzare il passaggio

di S. Germano 320

Prendono la via di Fondi, e si trattengono al

passaggio del Garigliano 320

5 novembre. Gettano un ponte sul Garigliano

in onta a Gonsalvo di Cordova 321

6 novembre. Gli Spagnuoli attaccano il ponte

de' Francesi, e gli forzano a coprirsi con

una testa di ponte 322

Patimenti delle due armate in tempo delle

continue piogge 323

1503 Motivi ch'ebbe il marchese di Mantova di

aspettare senza fare verun movimento il

fine delle piogge 324

I Francesi incolpano il loro generale di

tutti i mali che soffrono 325

1.º dicembre. Il marchese di Mantova lascia

il comando dell'armata e si ritira ne'

suoi stati 326

Scemano le forze dei Francesi mentre

ingrossano quelle di Gonsalvo 326

27 dicembre. Gonsalvo fa passare il Garigliano

alla sua armata, ed attacca il campo francese 327

Il marchese di Saluzzo taglia il ponte del

Garigliano ed abbandona i suoi quartieri

per ritirarsi a Gaeta 328

I Francesi si ritirano in buon ordine fino

a Molo di Gaeta 329

Si danno poi alla fuga e vengono rotti del

tutto 329

Piero de' Medici si annega nel Garigliano 330

1504 1.º gennajo. I Francesi chiusi in Gaeta

capitolano e consegnano quella città

al Gonsalvo 331

Prodigiosa mortalità tra coloro che si erano

salvati dalla sconfitta del Garigliano 332

Il Gonsalvo, trattenuto dalla mancanza del

danaro, si accontenta di forzare Lodovico

d'Ars ad uscire dal regno 333

Giulio II schiva di compromettersi cogli

Spagnuoli 334

Affida Cesare Borgia al cardinale Carvajale

con ordine di lasciarlo libero, fatta la

consegna delle fortezze della Romagna 335

1504 19 aprile. Cesare Borgia, posto in libertà,

passa a Napoli, dov'è ben accolto 336

26 maggio. Gonsalvo lo fa arrestare, lo manda

prigioniero in spagna nella fortezza di

Medina del Campo 337

11 febbrajo, 31 marzo. Tregua di tre anni

tra la Spagna e la Francia 337

CAPITOLO CIII. _Riposo e servitù dell'Italia;

piccole guerre in Romagna ed in Toscana.

Giulio II sottomette alla Chiesa Perugia

e Bologna._ 1504-1506 339

1504 La pace, sebbene umiliante, accolta con

gioja in Italia 339

Rinascono lentamente gli abusi che fanno

nuovamente desiderare la guerra 340

Malcontento che eccitano in Milano ed in

Napoli il giogo francese e spagnuolo 341

Gelosia degli altri stati d'Italia contro

la repubblica di Venezia, che non avea

partecipato alle comuni calamità 342

Progressi di Giulio II nel suo disegno di

sottomettere la Romagna 343

10 di maggio. Obbliga l'ultimo dei Montefeltro

ad adottare Guidubaldo della Rovere, cui

assicura il ducato d'Urbino 344

Sommissione di Forlì al papa. Si spegne la

famiglia degli Ordelaffi di Forlì: prospetto

cronologico del loro regno 345

Il papa minaccia i Veneziani per forzarli a

rendergli Faenza e Rimini 349

1504 Si continua la guerra tra Firenze e Pisa, non

avvi guerra fuori d'Italia 350

I Fiorentini cercano d'assicurarsi la

neutralità di Gonsalvo di Cordova 351

25 maggio. Essi saccheggiano la pianura di

Pisa, e prendono Librafratta 352

Agosto. Ricominciano i loro guasti col

distruggere il grano turco 352

Vogliono divertire l'Arno di Pisa, ma non

possono riuscirvi 353

I Pisani vogliono darsi ai Genovesi ed a

Lodovico XII, che non gli accettano 354

Negoziazioni per la pace tra Lodovico XII

e Ferdinando 355

Esse vengono interrotte d'altre negoziazioni

con Massimiliano 357

22 settembre. Tre trattati, sottoscritti a

Blois, tra Lodovico XII, Massimiliano e

Filippo 357

9 settembre. Morte di Federico d'Arragona,

re destituito di Napoli 358

26 novembre. Morte d'Elisabetta di Castiglia 358

1505 25 gennajo. Morte d'Ercole d'Este, duca di

Ferrara; successione d'Alfonso I 359

Riavvicinamento di Ferdinando il Cattolico

e di Luigi XII 360

4 aprile. Ratifica de' trattati di Blois

a Haguenau 361

12 ottobre. Trattato di Blois tra Lodovico

XII e Ferdinando 362

25 marzo. Continuazione della guerra di Pisa;

sconfitta di Lucca Savelli al ponte Capellese 363

1505 8 aprile. I Fiorentini nel momento di bisogno

abbandonati da Giovan Paolo Baglioni 365

Congiura de' piccoli tiranni vicini di Firenze,

per ristabilire i Medici in questa città 366

Progetti di Gonsalvo di Cordova d'approfittare

d'una malattia di Lodovico XII per iscacciare

i Francesi dalla Lombardia 366

Le truppe, riunite per quest'oggetto da

Gonsalvo, e condotte da Bartolomeo d'Alviano,

attaccano il partito ghibellino negli stati

della Chiesa 367

Dopo la guarigione di Lodovico XII, Bartolomeo

d'Alviano le conduce in Toscana 368

L'Alviano perde i suoi vantaggi per

l'irrisoluzione o la dissimulazione de'

suoi alleati 369

17 agosto. Egli viene attaccato alla torre

di san Vincenzo dall'armata fiorentina 371

Egli è completamente battuto 372

I Fiorentini esitano fra l'attacco di Siena

e quello di Pisa 373

La loro armata vittoriosa si determina

d'attaccar Pisa 373

8 settembre. Le milizie fiorentine non osano

dar l'assalto a breccia aperta 374

13 settembre. Esse rifiutano di nuovo di

montare all'assalto, quantunque la breccia

sia molto più allargata 375

14 settembre. Alcune truppe spagnuole entrano

in Pisa, ed i Fiorentini levano l'assedio 376

1505 Il cardinal Ippolito d'Este fa cavar gli occhi

a suo fratello naturale don Giulio 377

Congiura di don Giulio e don Ferdinando d'Este

contro i loro fratelli, il duca Alfonso ed

il cardinal Ippolito 378

1506 Luglio. La congiura è scoperta, i due principi

rinchiusi per sempre, ed i loro complici

condannati a morte 379

Questi avvenimenti, dissimulati dagli storici

e dai poeti cortigiani 380

Tutta l'attenzione dell'Italia era diretta

sopra i principi forestieri che se la

dividevano 381

27 giugno. Trattato di Filippo, re di Castiglia,

arrivato nella Spagna, con Ferdinando, che

gli rimette l'amministrazione del suo regno 383

4 settembre. Ferdinando s'imbarca a Barcellona

per passare a Napoli, dov'egli paventava

forte il nome di Gonsalvo di Cordova 383

Massimiliano annunzia agli stati d'Italia il

suo viaggio a Roma, per prendervi la corona

imperiale 384

Lodovico XII cerca di sventare questo progetto,

a cui Massimiliano rinunzia per quest'anno 385

Giulio II si prepara coll'economia

all'esecuzione de' progetti ch'egli aveva

annunziati 386

Egli cerca di riunire i sovrani di Francia,

di Germania e della Spagna contro Venezia 387

Egli progetta un attacco contro Perugia e

Bologna ed obbliga la Francia e Venezia a

darvi mano 388

1506 Lodovico XII aveva preso l'impegno di

proteggere Giovanni Bentivoglio, e vedeva

di mal occhio la spedizione contro Bologna 389

Non pertanto egli aveva promesso al papa

d'assisterlo contro Bentivoglio 390

27 agosto. Giulio II parte per la sua

spedizione contro Perugia 390

8 settembre. Gio. Paolo Baglioni viene ad

Orvieto per sottomettersi al papa che

l'accoglie graziosamente 392

13 settembre. Il papa entra con tutta la sua

corte in Perugia, e si confida a Baglioni,

che non lo tradisce 393

Egli ristabilisce a Perugia un'amministrazione

repubblicana 394

La sua irritazione contro Bentivoglio, e

tirannia di questo 395

Bentivoglio abbandonato da tutti i suoi

vicini e suoi alleati 396

M. de Chaumont è spedito da Lodovico XII

contro Bentivoglio 396

10 ottobre. Giulio II pubblica una bolla di

scomunica contro Bentivoglio e suoi aderenti 397

20 ottobre. Giulio II si trova ad Imola alla

testa d'una considerabile armata 397

25 ottobre. M. de Chaumont fa intimare a

Bentivoglio d'abbandonare il supremo potere 398

2 novembre. Bentivoglio si rifugge al campo

francese per implorare la protezione di

M. de Chaumont 400

I Bolognesi obbligano i Francesi ad

allontanarsi, inondando il loro accampamento 401

11 novembre. Giulio II fa la sua entrata in

Bologna, e ne riforma il governo. Egli fonda

l'oligarchia de' Quaranta 402

I Fiorentini schivano qualunque ostilità coi

Pisani, e fanno una tregua di tre anni coi

Sanesi 403

Settembre. Arrivo di Ferdinando il Cattolico

in Italia 404

25 settembre. Morte di Filippo I a Burgos 404

1.º novembre. Entrata di Ferdinando il

Cattolico in Napoli 405

Egli ricolma d'onori Gonsalvo di Cordova,

ma gli fa lasciar Napoli per la Spagna 406

CAPITOLO CIV. _Sollevazione di Genova, ed

il suo gastigo da Lodovico XII; abboccamento

di questo monarca con Ferdinando il Cattolico;

Massimiliano minaccia la Francia; egli attacca

i Veneziani, quindi fa la pace con loro;

miseria di Pisa, e la sua sommissione ai

Fiorentini._ 1506-1509 408

1506 Tranquillità di Genova durante l'ultimo periodo 408

Favore accordato dal governo francese alla

nobiltà di Genova contro il popolo 409

Insolenza de' nobili genovesi contro il popolo 410

1504 I nobili genovesi rifiutano Pisa che si rende

a loro, mentre che i cittadini volevano

accettarla 411

1504 Potenza di Giovanni Luigi de' Fieschi, capo

del partito de' nobili 411

1506 Gelosia e risentimento delle prime famiglie

dell'ordine popolare, che si credevano

eguali ai nobili per nascita 412

Il popolo domanda i due terzi degli onori

pubblici, lasciandone il terzo ai nobili 414

Visconti Doria ucciso in una contesa con un

uomo del popolo 414

Legge, emanata in seguito ad una sollevazione,

per accordare all'ordine del popolo i due

terzi degli onori pubblici 415

Nuova sommossa popolare, e fuga dei nobili

in Asti 416

Filippo de Ravenstein fa la sua entrata in

Genova; e vi permette la creazione de'

tribuni del popolo 417

Lodovico XII approva il decreto che riserva

al popolo i due terzi degli onori pubblici 418

Ma egli esige per condizione che G. L. de'

Fieschi sia ristabilito nella sua patria e

ne' suoi feudi 418

I tribuni non vogliono consentire alla

restituzione dei feudi di G. L. de' Fieschi 418

Settembre. Essi attaccano Monaco, fortezza de'

Grimaldi, che serviva d'asilo ai pirati 419

1506 25 ottobre. Ravenstein lascia Genova, che

riguarda come in istato di ribellione 422

1507 Il comandante del castello di Genova attacca

la città, ed abbrucia alcuni vascelli nel

porto senza dichiarazione di guerra 423

Intercessione di Giulio II a favore de'

Genovesi, e la sua irritazione contro

la Francia 424

Massimiliano dichiara ch'egli accorderà la

sua protezione ai Genovesi; ed offre la

sua mediazione 425

I Genovesi nominano Paolo de Novi per Doge 426

Primi successi de' Genovesi contro i Fieschi,

nella riviera di Levante 427

Aprile. Lodovico XII s'avanza verso Genova

con una fortissima armata 428

Le milizie genovesi, colpite da un panico

terrore, abbandonano le gole delle montagne 429

Terrore in Genova; vani sforzi di Paolo di

Novi, affin di provvedere alla sua difesa 429

I Genovesi scacciati dai Francesi da Belvedere 431

I Genovesi s'arrendono a Lodovico, a discrezione 432

29 aprile. Lodovico XII entra in Genova a

spada tratta 433

Punizione de' Genovesi, celebrata come una

prova della clemenza del re 434

14 maggio. Lodovico XII licenzia le sue truppe,

per calmare i timori delle altre potenze, e

viene a Milano 435

4 giugno. Ferdinando il cattolico abbandona

Napoli, che lascia disgustata 437

1507 Egli non può andar d'accordo con Giulio II

sopra le investiture 436

Ferdinando richiamato in Ispagna per la follia

della sua figlia Giovanna 437

Cesare Borgia era fuggito dalle prigioni di

Ferdinando 438

10 marzo. Cesare Borgia ucciso in una imboscata

presso Viana 439

28 giugno. Conferenza di Ferdinando e di

Lodovico XII a Savona 440

Onori compartiti a Gonsalvo di Cordova; suo

esiglio e sua disgrazia fino alla sua morte,

sopravvenuta il 2 dicembre 1515 440

Spavento che aveva cagionato a tutti gli stati

la spedizione di Lodovico XII in Italia 441

Odio di Giulio II contro Lodovico XII,

all'occasione d'un tentativo di Bentivoglio

sopra Bologna 442

Massimiliano viene a presedere una dieta

dell'Impero a Costanza 443

Egli domanda all'Impero un'armata per

vendicarsi della Francia, e per assicurare

le sue ragioni sopra l'Italia 444

Gli agenti francesi calmano l'irritazione de'

principi tedeschi 445

20 agosto. La dieta si separa senza aver prese

le misure bastanti per il successo della

guerra 446

Massimiliano forma tre armate dell'Impero,

lontane l'una dall'altra, perchè non si

possa indovinare il suo disegno 447

1507 Massimiliano domanda il passaggio ai Veneziani 448

Lodovico XII cerca d'assicurarsi l'alleanza

de' Veneziani 448

I Veneziani si decidono in favore della

Francia, ed offrono all'imperatore di

riceverlo senza armata 449

Sdegno di Massimiliano contro i Veneziani 450

Egli fa delle domande esorbitanti a tutti gli

stati d'Italia 451

Preparativi di difesa di Lodovico XII 452

Prime ostilità, senza risultato, di due

emigrati genovesi 453

1508 Severità di Lodovico XII verso i Bentivoglio,

che decide Giulio II a restar neutrale 455

5 febbrajo. Massimiliano denuncia il

cominciamento della guerra nella chiesa

di Trento 455

Inconseguenze, e movimenti retrogradi di

Massimiliano 456

2 marzo. Vittoria di Bartolomeo d'Alviano

sopra i Tedeschi nella Valle di Cadoro 458

Conquiste dell'Alviano sul golfo adriatico 459

L'armata dell'impero si dissipa interamente,

mentre che l'imperatore viaggia al nord della

Germania 460

7 giugno. Tregua di tre anni tra l'imperatore

e Venezia 461

Germi di malcontento lasciati da questa corta

guerra 462

1508 Perfidia del re di Francia ne' suoi rapporti

coi Veneziani 463

Cattiva fede del re di Francia ne' suoi

rapporti co' Fiorentini 463

1507 Miseria di Pisa, pronta a sottomettersi ai

Fiorentini 464

Lodovico XII e Ferdinando il Cattolico

convengono di farsi pagare la sommissione

di Pisa 465

Impiego della nuova milizia, ossia ordinanza

fiorentina contro Pisa 466

1508 Rimproveri che manda Lodovico XII ai Fiorentini

e loro giustificazione 467

Lodovico XII e Ferdinando offrono di nuovo

di vendere Pisa ai Fiorentini 469

Lodovico spedisce soccorsi a Pisa per difendere

la città fin che l'ebbe venduta 471

1509 13 marzo. Trattato di Lodovico e Ferdinando

coi Fiorentini per vender loro Pisa 472

11 gennajo. Trattato dei Lucchesi coi

Fiorentini, col quale s'impegnano ad

abbandonar Pisa 473

Febbrajo. Convoglio di grano, spedito da

Genova, che non può entrare in Pisa 474

Marzo. I Pisani domandano la mediazione del

signor di Piombino 475

14 marzo. Conferenza di Macchiavelli a

Piombino coi Pisani 476

Spaventevole miseria de' Pisani 476

20 maggio. Nuove proposizioni de' Pisani per

capitolare 477

1509 8 giugno. Le truppe fiorentine entrano

in Pisa 478

I Pisani trattati dai Fiorentini con una

grande generosità 479

Emigrazione della maggior parte delle

famiglie pisane 480

Il campo francese serve di ritirata a molte

di loro, che dopo la fine delle guerre

d'Italia si stabilirono in Francia 480

CAPITOLO CV. _Lega di Cambrai; battaglia

di Vailate o d'Agnadello, conquista di tutto

lo stato della terra ferma de' Veneziani._ 1508-1509 482

1508 La lega di Cambrai è la prima transazione

diplomatica dove tutta l'Europa sia

intervenuta 482

Con quella ebbe principio la scienza del

diritto pubblico 483

Tre basi differenti date al diritto pubblico,

e riclamate dai re, dai Veneziani e dal papa 484

Confusione del diritto pubblico, fondata sopra

principi contraddittorj 485

Pretensioni di Lodovico XII ad alcuni diritti

legittimi ed imperscrittibili su tutte le

Provincie del Milanese 486

Pretensioni di Massimiliano a diritti della

stessa natura sulle terre dell'Impero nel

veneziano 487

Falsità di questo sistema; qualunque diritto

ch'ebbe un principio può aver una fine 488

1508 La legittimità esiste per tutti i sovrani, o

non esiste per nessuno 489

Seconda base del diritto pubblico; i trattati,

sempre valevoli, ancorchè accettati per forza 490

Questo principio, spinto al rigore, distrugge

ogni nozione del giusto e dell'ingiusto 490

Terza base del diritto pubblico, l'interesse

nazionale 491

Giulio II, in nome dell'interesse nazionale

d'Italia, riclama contro una legittimità o

de' trattati che distruggerebbero la sua

indipendenza 492

Veri motivi dell'odio delle grandi potenze

contro Venezia 493

Risentimento di Massimiliano contro Venezia,

che gli fa desiderare di rinnovare il

trattato di Blois 494

Dicembre. Conferenze di Cambrai, sotto

pretesto di trattar la pace del duca di

Gueldria 495

Il cardinal d'Amboise e Margherita di Savoja

deliberano soli e senza assistenti 495

10 dicembre. Trattato pubblico di Cambrai per

riconciliare il duca di Gueldria, ed

assicurare una nuova investitura del Milanese 496

Trattato secreto, per conchiudere la lega di

tutte le potenze contro la repubblica

di Venezia 497

Divisione di tutti gli stati di Venezia fra

coloro che vi avevano qualche pretensione 498

1508 Il re di Francia s'impegna d'attaccare per il

primo giorno d'aprile, l'imperatore ed il

papa quaranta giorni dopo 499

Dissimulazione degli alleati, per sorprendere

la repubblica 500

Lodovico XII, Massimiliano e Ferdinando

ratificano il trattato di Cambrai 501

Esitazione di Giulio II nel ratificare questo

trattato 502

1509 Proposizioni fatte al senato da Giulio II per

una riconciliazione 503

Tentativi de' Veneziani per negoziare

coll'imperatore 504

Essi rifiutano le proposizioni del papa 504

I Francesi cercano de' motivi di contesa coi

Veneziani 505

Gennajo. Ambasciatori licenziati; dichiarazione

di guerra tra la Francia e Venezia 506

Sforzi de' Veneziani per mettere in piedi

una poderosa armata 507

Incendio dell'arsenale, degli archivj, della

fortezza di Brescia 508

I Veneziani abbandonati da alcuni condottieri,

feudatarj della Chiesa 509

Forza dell'armata veneziana riunita a Pontevico

sull'Olio 509

Il conte di Pitigliano e Bartolomeo d'Alviano

ne ricevono il comando 509

Piano di guerra offensivo dell'Alviano,

sollevando il milanese 510

Piano di guerra difensivo di Pitigliano,

dietro l'Olio 511

1509 Il senato sceglie un piano di mezzo, più

pericoloso dei due estremi 512

15 aprile. M. de Chaumont passa l'Adda, e

prende Treviglio 513

Egli ritorna a Milano per aspettar il re 514

27 aprile. Bolla di scomunica contro il doge

e la repubblica 514

Severità delle pene fulminate dalla bolla

contro i Veneziani, s'essi non si

sottomettono avanti ventiquattro giorni 516

8 maggio. I Veneziani riprendono Treviglio 517

9 maggio. Lodovico XII passa l'Adda a Cassano

senz'opposizione 518

Lodovico XII, marciando lungo il fiume, vuol

far sortire i Veneziani dalla loro posizione 519

I Veneziani, cambiando di posizione, si trovano

ravvicinati ai Francesi 520

14 maggio. L'Alviano attaccato fa domandar

soccorso al Pitigliano, che glielo nega 521

Disposizioni dell'Alviano presso la diga di

Vailate o d'Agnadello 521

Valore dell'Alviano e delle sue truppe, e la

loro disfatta 522

Le guerre cominciano a divenire più feroci e

più micidiali 523

Rapidità con cui Lodovico XII profitta della

sua vittoria 524

24 maggio. Brescia si dà volontariamente nelle

mani dei Francesi 526

Miseria de' Veneziani per rifare di nuovo il

tesoro, e formare una nuova armata 526

1509 Sommissione di Crema, Cremona, e Pizzighettone 527

Crudeltà di Lodovico XII verso i suoi

prigionieri 528

Tutti gli alleati, dopo la sconfina di Vailate,

attaccano le frontiere de' Veneziani 529

Entrata dell'armata pontificia in Romagna;

massacro di Brisighella 530

Tutte le città della Romagna capitolano per

sottomettersi al papa 531

19 maggio. Il duca di Ferrara comincia le

ostilità contro Venezia 531

Il marchese di Mantova attacca ancor egli

i Veneziani 532

Le truppe di Ferdinando attaccano i Veneziani

a Trani nella Puglia 532

Aggressione de' piccoli feudatarj imperiali

sulle frontiere veneziane 533

Stato deplorabile dell'armata veneziana a Mestre 535

I Veneziani offrono di consegnare le loro piazze

a Ferdinando, Giulio II, e Massimiliano, per

tentare di disarmarli 536

Massimiliano ricusa di trattare senza il re

di Francia 537

Il papa comincia a raddolcirsi con Venezia 538

I Veronesi vogliono arrendersi a Lodovico XII,

che non gli accetta 539

15 giugno. Conferenze del card. d'Amboise

con Massimiliano a Trento 539

Lodovico XII ritorna in Francia senza aver

potuto vedere Massimiliano 540

1509 Massimiliano dissipa tutti i suoi mezzi di

finanza, e si trova fuori di stato di

mettere in piedi un'armata 540

Egli non è più a portata di ricevere le

capitolazioni delle città che vogliono

arrendersi 542

4 giugno. Padova s'arrende a Leonardo Trissino,

emigrato vicentino, che ne prende possesso

in nome dell'imperatore 542

Treviso, dopo d'essersi sottomesso allo stesso

Trissino, lo scaccia dalle sue mura, e

s'abbandona alla sorte della repubblica 545

Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 13 (of 16) · 第 10 / 12 题