SENATORE DEL REGNO.

_Caro amico,_

A te, che mi precedi negli anni, nell'autorità e nel sapere, dirigo

questo mio volume, che vorrebbe richiamare i vecchi alle vigorose

emozioni della loro giovinezza e radicare nei giovani il rispetto per

le antiche operosità e pei patriotismi antichi.

Apparteniamo entrambi ad un'epoca, in cui la foga del vivere consuma e

getta molto pasto all'oblìo. Auguriamoci che non consumi almeno più di

quanto produce, e che dall'oblìo si salvi, dov'è possibile, il bene.

Dimentichiamo pure il male, o piuttosto perdoniamolo. Il perdono è più

virile dell'oblìo.

M'è accaduto più volte, scrivendo questo volume, di pensare alle rapide

evoluzioni che possono compiere, sotto la pressura degli interessi, le

amicizie politiche.

Noi siamo stati per mezzo secolo accaniti avversari di un Impero, al

quale ci legano ora vincoli d'alleanza, che credo leali e che spero

durevoli.

Ciò non mi ha impedito di evocare, come le abbiamo sentite, le

impressioni di quel cinquantennio e di tradurle col linguaggio e colla

logica di quegli anni. La storia, a parer mio, non si può scrivere

che così. Giacchè i fatti perderebbero la metà dei loro veri e dei

loro insegnamenti, se si volessero costringere alle stesse metamorfosi

che possono subire, e sono libere di subire, le idee. Il rispetto

per gli uni non turba l'adesione alle altre. Molto più che fra popoli

intelligenti nessuna lotta politica dura mai oltre la scomparsa della

causa giusta che la rendeva necessaria. E gli Italiani sono un popolo

intelligente. Sanno lottare al bisogno; ma lottano, secondo i consigli

del Vangelo, perchè il peccatore si converta, non perchè muoja.

In questi pensieri e in questi desiderj so di averti compagno; e ciò

mi lascia sperare che se il mio povero libro avrà censori severi, non

gli mancherà l'indulgenza del tuo giudizio. In ogni caso, lo scriverlo

e lo stamparlo non mi sarà stato inutile; poichè mi avrà permesso di

esprimerti pubblicamente, malgrado la tua fiera modestia, il molto bene

che penso di te.

_Sondrio, 8 marzo 1886._

_Tuo aff._

Mezzo secolo di patriotismo: Saggi storici · 第 4 / 33 题