SAMAELE. _Non posso._

Non c’è ancora che un mezzo minuto per l’ora fatale e conviene che

venga Dio stesso in persona per strappare _con un bacio_ al corpo

del suo Giusto l’anima che pregava anch’essa: _Signore! lasciami qui

dentro: lasciami al mio posto_.

Ma questo sentimento così sublime d’un indefinito terrore della

morte e del nulla, il rabbino lo riduce quasi artifiziale a furia di

distinzioni, di argomentazioni, di sottigliezze, e ne diminuisce la

grandiosa solennità. Perchè? Perchè lui non ha la potente energia della

forma; perchè il sentimento non è così caldo in lui che si trasformi,

si condensi, si riduca cosa vivente, un organismo esistente per sè

stesso, libero da impacci morali e teologici.

Da questo volume si potrebbero trarre altri esempi ed altri raffronti:

mi manca lo spazio per farlo. Ma quello che ho potuto accennare è

sufficiente. È una prova di più, che nell’arte, in qualunque grado di

forme, la sola cosa importante, la sola cosa assolutamente necessaria,

è l’organismo, è la vita. Il resto c’è naturalmente, per sottinteso, e

potrebbe anche non esserci: la vita giustifica tutto.

Studii sulla letteratura contemporanea · 第 33 / 48 题