[1] Ediz. G. Ricordi.
[2] — Questo si riferisce ad alcuni curiosi dettagli della Storia
musicale. Ne’ secoli undici, dodici e tredici, non si studiava
la musica fuorchè col soccorso della voce. Gli allievi destinati
specialmente al canto, erano, in questo studio, diretti dallo stesso
maestro, che loro avea appreso il solfeggio.
Talvolta, e per isfuggire alle difficoltà che nella nomenclatura delle
note presentava il sistema delle _Mutazioni_, allora in vigore, al
nome delle note si sostituiva una vocale. Da questo modo impiegato
per caso, nacque l’uso, ora sì comune, d’insegnare indistintamente
col mezzo del vocalizzo, e la musica e il canto speciale. L’odierno
sistema non sembra a prima vista che la continuazione dell’antico;
eppure l’applicazione ne è essenzialmente diversa. Allora
nell’insegnamento del solfeggio il maestro con attente precauzioni
preveniva tutte le viziose abitudini che avrebbero potuto nuocere
ai futuri studj del cantante. Egli lo invigilava nella emissione
della voce, nell’articolazione del nome delle note, nel modo di
respirare; lo rendeva famigliare ad un sentimento puro e corretto
della musica, ecc. In seguito si applicava, col mezzo di esercizj
speciali e vocalizzati, allo sviluppo completo di tutte le qualità
della voce; e si avea ricorso alla _messa di voce_, al _portamento_,
al _trillo_, al _gruppetto_, alle _smorzature_, ecc. Adesso lo studio
della musica e quello del canto non sono più affidati ad uno stesso
maestro, e il primo è spesso il preparamento incompleto o vizioso del
secondo. Inoltre, scomparse ora interamente le difficoltà dell’antica
nomenclatura, nulla avvi che ci costringa a sopprimere i nomi delle
note ed a privarsi per tal modo del mezzo il più efficace di istruirsi
nella lettura musicale. Finalmente il vocalizzo, usato come unico
esercizio per lo studio delle difficoltà materiali del canto, presenta
degli inconvenienti che ci poniamo a sviluppare. — (_Prefazione al
metodo di Emanuele Garcia_).
Anche il maestro Carelli, nel recente suo metodo, segue in gran parte
le osservazioni del Garcia, sugli inconvenienti da lui suaccennati
quando, avendo posto esso Carelli per base della educazione vocale il
_colpo di glottide_, mostra la fallacia dell’insegnamento che comincia
dalla _scala tenuta_ e dalla messa di voce. Mostra dannoso lo studio,
che si fa col _solfeggio cantato_, e col _vocalizzo_. Egli separa,
con sistema logico, lo studio di un processo da quello di un altro,
prescrivendo esercizj speciali per l’intonazione per posar la voce,
svilupparla, unire i registri, variare il timbro (colore). Quando poi
l’allievo si è reso padrone del suo organo, lo consiglia a studiare il
solfeggio _vocalizzato_, per passare al _sillabato_, come istradamento
alla unificazione della parola col canto.
[3] Vedi _Dizion. Mus._ di Rousseau. — _Voix._
[4] Metodo pubblicato intorno al 1840 col nome di Lablache, ritenuto
non suo. — _Douze leçons de Chant moderne_ di Rubini.
[5] Cattaneo Eustachio, _Frusta musicale_, 1856.
[6] P. Parisini, Bologna. R. Stabilimento Felsineo L. Trebbi, 1870.
_Principj elementari di Musica_.
[7] Tradotto in Venezia da Luigi Rossi e Pietro Tonassi.
[8] Pregiate sono le 6 cantate e 18 ariette a voce sola di Gerol.
Crescentini.
[9] Vedi anche _Discorso sulla Musica nel sistema educativo_, di Poli
Giacinto, 1872.
[10] _Folkesane og Melodier Samlede og udigione._ Copenhague.
[11] Io noterò in proposito la libertà degli antichi, riscontrata
nei varj usi dei cantori secondo che loro dettava la natura, libertà
confermataci dalle rappresentazioni delle antiche imagini, quali,
i cori d’angeli delle pitture Belliniane, ed il famoso bassorilievo
dell’imitator di natura Della Robbia, che lascia distinguere il tenore
dal basso, dall’atteggiamento differente delle labbra. Vedi anche
retro, nelle osservazioni fisiologiche degli antichi, ed ivi a pag. 45
(Parte 1.a), sul dipinto di Robert; e a pag. 296.
E quivi ripeterò un precetto del maestro Albanese, scritto ad una sua
allieva nel 1773: «Specialmente nei passaggi la bocca non deve fare
movimento alcuno, tocca alla gola d’agire e null’altro. Sopratutto fate
bene attenzione che una volta emesso il suono della voce, esso resti lo
stesso fino alla fine del passaggio... Cantate senza stento, e secondo
naturalezza... tutto ciò che dà nell’esagerato spiace, ed è contrario
alla dolcezza del contegno... siate modestamente ardita nel cantare,
evitate le smorfie, e rammentatevi che un viso sorridente fa sempre
piacere.»
[12] Vedi retro, pag. 46 e seg., sulle osservazioni fisiche degli
antichi.
[13] Autore delle Opere: _Saul_, _Francesca da Rimini_, _la Duchessa di
Bracciano_. Di molti Oratorj, Messe e Cantici sacri di classico stile
in cui specialmente emerse; e di un recente _Metodo di contrappunto_.
[14] Al r. Conservatorio di Milano si insegna: Lingua italiana —
Storia universale — Letteratura poetica — Strumenti di corda, da fiato
— Pianoforte, organo ed arpa — Canto — Armonia, contrappunto, fuga e
composizione — Declamazione — Storia della Musica, corso inferiore e
superiore.
[15] Anche la Grisi e l’Antonietta Brambilla sono allieve del Lamperti;
e da quella scuola, la Fabbrica, la Strepponi, ed altre valenti. Di
Lamperti padre, è pure allievo il tenore palermitano cav. Vincenzo
Andreoli-Stagno, La Rosen-Babet, Ida Corani e Carola Jury. Isabella
Alba allieva emerita di Francesco Lamperti, aprì testè in Milano
una scuola collettiva di canto e di declamazione, e ci diè tosto la
Dos-Reis ben riuscita.
[16] Lichtenthal. _Diz. della Musica_.
[17] _Encicloped. Music._
[18] _Pensieri e riflessioni pratiche sul canto figurato._ Milano 1777.
[19] Prof. Salvatore De Castrone — Marchesi. Vienna 25 luglio 1870, al
giornale _La Scena_.
[20] G. Rossini, alla signora Matilde de Marchesi, Passy de Paris, 3
luglio 1863.
[21] Lettere sulla _Imitazione teatrale francese_, e sulla _Musica
francese_.
[22] Lettera a D’Alembert, tom. II, pag. 449.
[23] Nota finale alla lettera sulla _Mus. franc._ Tomo 15, pag. 406.
[24] Bologna. Marsigli e Rocchi editori, 1864. Tale operetta fu
tradotta dall’italiano in lingua spagnuola da D. José Maria de
Goizueta, e pubblicata a Madrid, 1869, dove l’autore la dedicava
alla scuola nazionale di Musica. Allievo del suo metodo è il tenore
Aramburo.
[25] _De la fatigue de la voix dans ses rapports avec le mode de
respiration._
[26] Rubini venduto all’impresario Barbaia in Napoli come secondo
tenore, fu levato di scena come incapace di sostenere una parte
secondaria.
[27] In pochi mesi morirono i Direttori di tre fra i più importanti
Conservatorj musicali d’Europa. Mercadante e Auber autori d’opere
teatrali applauditissime, lasciarono in poco floride condizioni
gl’Istituti rispettivi. Il Conservatorio di Bruxelles governato
dal Fètis, illustre per storici libri e didascalici, più che per
componimenti, è considerato come uno dei migliori Istituti musicali
dei nostri giorni, e dà ottimi fruiti, malgrado alcuni difetti, che
lo stesso Fètis avea avvertiti, ed ai quali il Governo belga recherà
rimedio. Debole sovra tutto vi è la scuola del canto.
[28] Da Genova, 5 gennajo 1871, al cav. F. Florimo archivista del
Conserv. di Napoli.
[29] Vedremo appresso altre assennate proposte di provvedimenti pel
riordino de’ Conservatorj, di G. A. Biagi.
[30] Nato nel 1797, allievo e successore di Zingarelli, maestro a
Novara dal 1832 al 40, morì direttore del Conservatorio nel 17 dicembre
1870.
[31] Vedi sua _Relazione ed offerta_, 1.º maggio 1868.
[32] _L’Opinione_ di Firenze, 16 gennajo 1874, n. 16, in Append.
D’Arcais.
[33] Questo giovane maestro della banda del 76.º regg. d’infanteria
diede in questi giorni a Napoli con bel successo l’opera _Camoens_.
[34] Trieste 1870.
[35] Relazione di F. Filippi, Genn. 1871. _Sull’esperimento annuale
delle Scuole popolari._
[36] Il cav. Alb. Mazzucato, Udinese di nascita, 1813, Milanese per
dimora e vita artistica, eletto quivi direttore nel 1872.
[37] _Progetto di Riforma dei Teatri musicali italiani_, di A. Ferrary
Rodigino. Venezia, Tipi Passari-Bragadin 1844, pag. 66.
[38] Vi stabilì cattedre di: 1 Grammatica, 2 Letteratura italiana, 3
Storia, 4 Geografia, 5 Letteratura poetica e drammatica, 6 Storia della
Musica, 7 Elementi di lingua e prosodia latina, 8 Lingua francese, 9
Calligrafia, 10 Aritmetica.
[39] Pel 1872 è proposto un _Mottetto_ per sole voci, fuga a sei parti
e tre soggetti.
[40] Francesco D’Arcais, _Rassegna musicale_. Dalla _N. Antologia_,
settembre 1870.
[41] Dei tanti suoi allievi in quello strumento divenne professore
distinto Antonio Rota, organista in san Marco, 1820.
[42] _Solfeggi per voce di soprano col suo basso, ad uso della nobil
donna Maria Venier._ Nella Bibliot. Marciana, raccolta Contarini.
[43] Vedi _Biografia del Colonnello Giacomo cav. Zanellato_,
dell’Autore. Venezia 1871.
[44] Francesco Fapanni, _Venezia nelle canzoni e nella musica sacra_.
Monografie Veneziane, IV (1871).
[45] _Storia della Musica sacra nella già Cappella Ducale di san
Marco dal 1318 al 1797_, di Francesco Caffi veneziano, presidente
dell’Istituto Filarm. che fu in Venezia. Tip. Antonelli 1854.
[46] Vedemmo per gli antichi veneti compositori già formata, fra le
prime, un’orchestra alla cappella di san Marco. Gli antichissimi
strumenti musicali di chiesa, avanti l’organo, si chiamavano il
rigabello, il torsello, il ninfale. Usavansi anche l’arpa e la tiorba.
Era l’incumbenza d’un Donaducci, e poscia d’un Fedeli sonar sul violino
un melodioso a solo all’elevazione della messa; e durò quest’uso fino
all’anno 1692.
L’ultimo sonator di tiorba in san Marco fu un Bartolomeo Brigadi, morto
nel 1748. Il maestro Baldassare Galuppi riordinò poi l’orchestra, che
era composta di 35 strumenti. Costavano ducati annui 1150. Erano:
12 violini, 6 viole, 4 violoncelli, 5 violoni, 4 oboe e flauti, ed
altrettanti corni e trombe. Il famoso concertista Nazari, allievo di
Tartini era capo orchestra; questa riuscì allora la migliore d’Italia e
servì poscia a modello per le orchestre teatrali.
L’istesso Tartini vi suonò per buon tempo.
Ritiensi che v’abbia cantato Alessandro Stradella (benchè non se ne
trovi memorie), famoso cantore di chiesa, la cui storia pietosa il
Carrer immortalò in una _ballata_, ch’è certamente fra le più belle del
lirico veneziano.
[47] In Vicenza sono frequenti le voci di tenore, e come tali
s’acquistarono bella fama teatrale, Gennaro, Confortini, Castellani,
Fantoni, Viani, e in oggi il Piccioli, Vanzan.
[48] Anche Antonio Spadina fu maestro di canto a Como, che, divenuto
pazzo, s’uccise nel 1869.
[49] L’_Adelinda_, 1.ª Opera posta in scena a S. Marino. Settembre 1872.
[50] Non sarebbe nuovissima la stranezza di un tal
concerto-pirotecnico, da un altro italiano essendo stata già tentata
fin dallo scorso secolo e in più opportuno teatro. Fu il celebre Sarti
che, essendo maestro della imp. cappella a Pietroburgo, in occasione
della festa ivi celebrata nel 1788 per la presa di Okzakow, compose
un _Tedeum_ che fu eseguito nel Castello Imperiale da numerosi cori e
grandi orchestre, a cui talvolta formavano base i colpi di cannone di
differente calibro, collocati nella corte del Castello e tirati a tempo
e assegnati ad intervalli.
La tradizione del Sarti, anche in questo, non è stata perduta in quel
paese. In un gran trattenimento campale tenuto nel 1836 a Krasnoë-Selo,
nei dintorni di Pietroburgo, una gran parata alla fine delle manovre
fu chiusa con un guerresco canto, la cui introduzione era formata dai
colpi simultanei di 120 cannoni, che poscia a intervalli battevano
il tempo a una massa innumerevole di cantori di tutti i reggimenti,
sostenuti dalle bande, da due corpi di trombe e 600 tamburi.
Lo stravagante esperimento del Sarti, fu ritentato da Carlo Stamitz,
violinista a Norimberga.
Poi anche a Reims nella circostanza dell’incoronazione di Carlo X, il
celebre Le Seur collocò il cannone nel suo ammirabile coro _Per vicos
ejus cantabitur alleluja_.
[51] Vedi: _Ragguagli sulla Cappella musicale di S. Petronio_, e
ricerche e documenti e memorie sulla storia dell’arte musicale in
Bologna, dal secolo 14.º a mezzo 16.º, del cav. Gaspari, socio della
Deputazione di Storia patria per le provincie di Romagna, 1870.
[52] Vedi retro, _Principj elementari di Musica_ del Parisini.
Anche un Marchesi e un Zucchelli furono in passato riputati maestri
cantori, col celebre Tadolini. (Vedi Vol. I, pag. 298).
[53] Leonardo De Carlo, direttore del Teatro Bellini, morì nel febbrajo
1872. Adesso compongono nuovamente in Palermo i maestri, Gaetano
Impallomeni, e Giovanni Avolio.
[54] Fra questi: l’Oliva-Pavani, il Petrovich, il Navary.
[55] Morto (1870).
[56] Angelo Cestari, autore del _Cleto_, avea istituita una scuola
sociale, 1863, ma immatura morte lo tolse, e la scuola si spense, 2
agosto 1869.
Andrea Galli, veneziano, autore dell’opere _Varbeck_, e _Il Duca di
Foix_.
A. Aloysio pubblicò un suo _Nuovo sistema di Notazione musicale_, 1872.
Francesco Malipiero autore delle opere: _Alberigo da Romano, Linda
d’Ispahan_.
[57] Una celebre messa di _requiem_ compose per l’Accademia di santa
Cecilia in Roma, altre ne avea apprestate per le solenni esequie a
Rossini, in cui tutti i grandi compositori concorsero.
Di spartiti teatrali scrisse ed eseguì a Venezia, il _Ferramondo_ sua
1.ª opera: _Mastino_, pel baritono Superchi (1841); Gli _Avventurieri_
(1842); _Amleto_ (1847); _Elisabetta di Valois_; la _Puta onorata_, e
quella in dialetto d’ultima sua invenzione. I suoi manoscritti furono
per coletta acquistati a decoro del Museo Civico. Anche a Napoli
scrisse Canzoni, essendo ivi allievo di Donizzetti.
[58] Vedi _Principj Anagogici_ dell’Autore. Cap. V. Venezia, tipi
Naratovich, 1865.
[59] Vedi Gamba, sul Veneziano dialetto.
[60] Un di questi veneti trovatori che s’accompagnava col mandolino, e
che per trent’anni fu acclamato, è disegnato da Eugenio Bosa nell’album
di Ernesta Viezzoli sorella a Daniele Manin.
[61] Felice Venosta, nel racconto _Salvator Rosa_.
[62] G. A. Biaggi, _Sul riordinamento de’ Conservatorj_. Nella _N.
Antologia_, Aprile 1871, Fasc. IV.
[63] Il primo morto nel 1870 d’anni 57, il secondo nel 1871, d’anni
60. Anche un Carlo Plantada vecchio ed amabile compositor di canzonette
morì a Parigi nel 1871, d’anni 84.
[64] La Olimpia Bertrand è allieva di Ronzi Stanislao; la De Filatoff,
di Luigi.
[65] Ivi morì nel 27 luglio 1872, d’anni 85.
[66] Vedi _Mondo Artistico_, n. 35, settembre 1870.
[67] È istituita in Pest anche una nuova _Società musicale Ungherese_,
che ha per organi speciali i Giornali: _Zenészeti_, e _Capok_.
[68] Ebio Suleiman, schiavo persiano affrancato, scrisse un libro sulle
_Cantatrici schiave_ (755-775, e. v.).
[69] Vedi Ariosto, _Orlando Furioso_. Can. XVI, 71, 72.
[70] Il primo era pagato a monete d’oro per ogni nota: e leggesi di
Kalem, che costò al califfo Waisik 10,000 pezze d’oro, poichè fu inteso
a cantare una sua composizione.
[71] Vedi Tharik-el Khamiecy, _Biogr. de Mahometh_.
[72] _Storia del Califfato._ Anno 840.
[73] Oggi il Foschini, e l’Antonietti, già maestro in Russia, si fanno
onore a Messico.
[74] Recenti dati indicano la esistenza attuale de’ seguenti teatri:
Italia, 358. Francia, 337. Germania, 191. Spagna, 168. Austria, 152.
Inghilterra, 150. Russia, 44. Belgio, 54. Olanda, 23. Svizzera, 20.
Portogallo, 16. Svezia, 10. Danimarca, 10. Grecia, 4. Turchia, 4.
Rumenia, 3. Egitto, 3. Serbia, 1. In America, soltanto a New-Jork
v’hanno già 18 teatri. Nell’Indie 6, e 4 nell’Australia.
[75] Vedi in principio di quest’Opera, e in seguito, colla scorta
dell’Indice, alla parola _India_; e per _la rivelazione istintiva
dei canto all’umanità, spontanea come quella del linguaggio_, vedi
specialmente a pag. 19 e seg. 55, 169, 283, Vol. I.
[76] Vedi: _Viaggi nell’Indie_.
De la Loubère, _Description du royaume de Siam_. In cui avvi una
raccolta di Canzoni indiane. Amsterdam, 1700.
William Bird, _Ricerche Asiatiche_, 1770.
G. W. Johonsom, _Il Canto nell’Indie_.
Carlo Edward Horn, _Melodie Indiane_ etc. Londra, 1813.
Sòma, _Tratt. de Sangita Narayana, Ragavibodka, e Sriraga_, modi di
canto.
Willard, _Tratt. di Mus. dell’Indostan_. Calcutta, 1834.
[77] Relazione di viaggio del signor Marras, autore dell’_Edenland_,
nelle Indie. Novembre 1871.
[78] Giuseppe Sarti, fratello al tenore di questo nome.
[79] Lauro Rossi nel Messico sposava Isabella Obermayer prima donna di
que’ teatri, da lui perfezionata nel canto.
[80] «In Inghilterra sono innumerevoli le scuole e le istituzioni
dirette allo scopo educativo musicale. La pubblicazione di opere
didattiche vi è incessante; la fabbricazione degli strumenti è portata
a un grado di sviluppo e perfezionamento straordinarj, e sulla
via dell’arte vi è una moltitudine di cultori numerosa e fitta da
sorpassare di molto il bisogno. I cantanti si moltiplicano a vista
d’occhio, i compositori crescono a dismisura; le opere teatrali
pullulano. Ma non sì tosto lasciamo i bassi fondi dell’arte, e
dalla cifra, dalla nota, dal meccanismo noi saliamo sulle regioni
dell’estetica, e volgiamo alla manifestazione di concetti e di
sentimenti, alla esplicazione di tipi ideali, noi ci troviamo quasi
nel vuoto. Nessun segno di vita, nessuna potenza.... Qui non vi fu mai
un compositore insigne dal quale i giovani maestri possano prendere le
mosse. O questi si appoggiano alle astruserie tedesche, o rimangono
fermi in quelle composizioni slavate che si appagano d’inezie e son
poste al servizio di frivoli intendimenti. La fantasia di questi
maestri inglesi si trova impedita dalla forma... la loro melodia è una
cantilena continua di vieta forma, di vieto effetto, che non tocca,
non esilara, non commuove, non infonde nella sua esecuzione quel fluido
affascinante che viene dalla ispirazione, dall’estro.»
_Corrispondenze da Londra alla Scena_, 23 settembre 1872, del Prof. G.
M. Sersanti.
(Simili impressioni ebb’io a provare in Inghilterra).
[81] Lo Schira, autor della _Lia_, ebbe l’incarico di compor la Cantata
pel _Festival Birmingham_, 1872, da eseguirsi con 2000 voci.
[82] L’illustre musicista Carlo Maria barone di Weber morto a Londra in
età d’anni 40, il 5 giugno 1826.
[83] Figlio di Antonio Gordigiani cantante d’opera, esordì di soli
anni otto, a Monza nel 1803, in una _Cantata_ composta dall’Asioli pel
vicerè Eugenio Beauharnais. Studiò a Milano. Organizzò un istituto
per l’insegnamento del canto a Ratisbona. Passò professore a Praga,
dove potè vantare fra i molti allievi: i tenori, Lukes, Duban, Vecko,
Bachmann; i bassi, Scitky, Vogel (questo ora maestro di canto corale
allo stesso istituto); le donne Beranek, Meitl, Hlava, Gevviner,
Dubsky de Wittenau (poi vedova Taux che fu direttore del Motzarteo
di Salisburgo), baronessa Riese, Engst, Richter, D’Ilsenau-Röder; la
Zavertal, le Stolz, la Boema, la Soukup, la Wagner (morta a Lipsia.)
Compose alcune Operette, e Canti sacri, e da camera. Imitò Ricci perfin
nell’abbigliamento e nel cappello a larghe falde da questi usato. Ebbe
un fratello minore, Luigi Gordigiani, pure abile compositore di canti
per camera, onde fu chiamato lo Schubert italiano, e che morì a Firenze
nel maggio 1860.
Anche uno Smetana, compose il _Dalibor_, per quel teatro boemo, alla
cui direzione fu preposto, e fu in Praga insegnante.
[84] Famosa a Berlino la _Cantata_ del Buzzola scritta per
l’anniversario del Re (1843), delle nipoti del quale era maestro di
canto.
[85] Colui che scrisse a Vienna nel 1788 la famosa _Tarare_.
[86] A Berlino, maggio 1870, avvenne il fatto di questo fra i più
riputati direttori d’orchestra della Germania.
[87] L’_Italie_, 22 settembre 1870, ammirando le melodie di _Giannina e
Bernardone_ riprodotte a Firenze.
[88] Hérold, parigino, dopo la sua opera _Zampa_ di stile rossiniano,
promettea molto; quando nel 1833 lo colse immatura morte a 42 anni.
[89] «Questo colosso ebbe un battesimo puramente italiano, e lo
confermano, il _Crociato_, _Romildo_, _Costanza_, e le più belle pagine
dei suoi capolavori quali, il _Roberto_ e il _Profeta_...
Se Meyerbeer avesse avuto tutta la spontaneità e tutta la ispirazione
del genio di Rossini, se avesse saputo fare in 28 giorni un _Guglielmo
Tell_, non si sarebbe affaticato certamente a rintracciare nelle
combinazioni strumentali, negli artificj complicatissimi del
contrappunto, nei nuovi e sorprendenti effetti acustici e nei rovesci
armonici, la maggior parte delle sue glorie; dissi la maggior parte,
perchè altra e non piccola la deve alla melodia, al canto ed alla
ispirazione.»
O. Camps y Soler, _Lettera trascendentale_. Bilbao 1870.
[90] Editore De Giorgi, 1870.
[91] _Lettera_ 30 agosto 1870, pubblicata nel _Mondo Artistico_,
4 settembre n. 35, in risposta ad altra ivi inserita il 28 agosto
precedente.
[92] _Lettera_ da Norbamby a Luigi Ferrucci.
[93] Fra queste, quella di Napoli in precedenza al Congresso Pedagogico
del 1871, di cui fu relatore il m.º Caputo col lavoro surriferito.
[94] _Discorsi_ relativi, in occasione del primo esperimento di Canto
corale tra soldati nel quartiere di S.t Eustorgio in Milano, il 20
marzo 1870. _Florilegio di Conferenze popolari._ Serie 2ª vol. 5.
Milano.
[95] Vedi _Bollettino Consolare_ da Stockolm del Conte Zannini.
Settembre 1870, sull’Istruzione primaria ecc.
[96] Lettera 7 settembre 1870 da Milano, al prof. Varisco, inserita nel
_Mondo Artistico_ N.º 56.
[97] Salvatore Sarmiento, maestro della cappella napoletana, morto nel
1869, coi colleghi Luigi Graziani e Luigi Siri, mancati pure intorno a
quel tempo, seguirono pei sacri cantici l’orme del Mercadante.
[98] Come il prete Tomadini da Cividale al concorso di Francia, così
il cav. Stefano Tempia di Torino fu premiato nel 1870 a Firenze per un
religioso _mottetto_.
[99] Antonio Cagnoni, allievo del conservatorio di Milano, e maestro di
cappella a Vigevano, il compositore di tanti pregiati spartiti teatrali
ben noti.
[100] Fra gli _Albo musicali_ pregiati pei valenti scrittori, e la
copia elegante di siffatte composizioni, distinguesi quello che da
parecchi anni pubblica il simpatico giornale milanese _Il Trovatore_.
Più recente e che diffonde musica da camera, è _Il Pacini_, giornaletto
di Napoli.
[101] Questo serto di canti, edito a Milano, contiene: l’_Onomastico_,
cantata di Bazzanella; il _Ritorno dalla Scuola_ e la _Ricreazione_,
cori di Dolzan; _Fuggite la menzogna_ e _Amore ai poveri_, canzoni di
Pincherle; _Il Mattino_ e i _Tre Amori_, di Mazza; _La madre_ e _Festa
giovanile_, duetto e coro, di Sinico; _Canto degli Operaj e degli
Amici_, cori di Wiesselberg; _Viole_ e _Tripudio campestre_, canzoni di
Zescevich; _La Gioventù_ e _Misericordia pei vecchi_, di Zingarle.
[102] _L’Augurio, Laude, la Scuola, Preghiera pei genitori, ai
Benefattori_, cantate.
[103] Milano, Edit. Canti, 1871.
[104] O. Morandini, ed E. Paoletti; Firenze 1871.
[105] G. A. Biaggi, _I Conservatorj ed i loro ordinamenti. N.
Antologia_, aprile 1871.
[106] _Discorso_ alla Accademia Olimpica, 1871.
[107] Alla _Scena_ 1. settembre 1870, N. 14.
[108] Vedi specialmente a pag. 46, vol. I; 23 e seg. di questo.
[109] Nel 1812, Rossini scrisse le prime sei Opere: _L’Inganno felice,
Ciro in Babilonia, La Scala di seta, Demetrio e Polibio, La Pietra
del Paragone, L’Occasione fa il ladro_, le quali tutte gli fruttarono
franchi 1800.
[110] L’avv. Filippo Cicconetti pubblicò a Prato nel 1859 la biografia
del Bellini, di cui poi si valse il cav. Florimo ne’ suoi cenni sulla
Scuola musicale di Napoli.
[111] Vedi _Backismo in Germania e Palestrinismo in Italia_, di Filippo
Saraceno, 1872.
[112] D’altri valenti maestri e autori di canti di quel tempo mi
vien fatto in corso d’opera di accennare: qui però non trascuro di
ricordare: Francesco Gnecco autor dell’_Arsace e Zamira_; il Mellara,
_dei Gauri_; il cav. Morlacchi, di _Tebaldo e Isolina_; Carlo Coccia,
di _Catterina di Guisa_; Ottone Nicolai, _del Templario_; Antonio Ronzi
tenore e autor della _Luisa Strozzi_; Mario Aspa speciale autor de’
Buffi napoletani, fra cui _I due Forzati_, il _Muratore_; ed Enrico
Sarria, suo seguace, autor della _Carmosina_ e del _Babbeo_; Andrea
Galli, Ruggero Manna, Gualtiero Sanelli, Angelo Villania, Graffigna,
Vincenzo Mela, Nini, Achille Peri, Vaccaj.
[113] _Revue de deux Mondes_, 1848.
[114] Vedi _Biografia di Giovanni Pacini_, dell’avvocato Filippo
Cicconetti.
[115] Soter II. (Tolomeo) 85 anni av. Cr. ordinò un coro di 600 persone.
Vedi retro a pag. 86-90 (Cairo ed Asia).
[116] In questo primo e clamoroso avvenimento musicale in Egitto,
tutto fu in mano agl’italiani artisti: dopo il maestro Verdi colmato
d’oro, fu Bottesini direttore alla orchestra; Devasini maestro ai
cori; Mongini tenore, la Pozzoni prima donna, la Contarini, Medini
basso. Trionfo dell’arte italiana nel Cairo. Riprodotta tosto a Milano
(Carnevale 1872) col maestro Faccio, Zarini dei cori, Fancelli tenore,
la Stolz e Waldmann prime donne.
Dopo l’_Aida_ di Verdi, diedesi al Cairo nella medesima stagione altra
nuova opera dell’italiano maestro Pasini, _Ivanhoe_, coronata essa pur
di successo.
[117] Di Luigi Ricci, vedi _Biografia_, Trieste 1860; e Vincenzo
Ermenegildo Dal Torso, _Scena_, Venezia 1869.
[118] Federico Ricci, ora stanziato a Parigi, vien collocato, con
Cagnoni e Pedrotti, nella triade vigente, che mantiene l’onore della
vera _opera buffa_ italiana.
Vincenzo, il terzo de’ fratelli, datosi all’arte del canto, corse,
paesi molti con romantiche avventure, e da ultimo trovate fortune ed
alte protezioni, forse fatali, nel Brasile, colà si ammogliò, nè altro
si seppe di lui.»
[119] Cagnoni che a 19 anni si diè la fama col Don Bucefalo.
[120] De Ferrari autore del _Pipelet_, del _Menestrello_, e d’altri
spartiti.
[121] Torino, tip. Bianchi, 1872.
[122] Questi e tutti i nostri migliori compositori viventi fanno a gara
di produrre al teatro nuovi lavori.
Enrico Petrella napoletano, noto autor del _Marco Visconti_, _Giovanna
II_, _Duchessa d’Amalfi_, _Assedio di Leida_, _Promessi Sposi_, sta
scrivendo per le scene di Roma.
Apoloni dà in oggi a Trieste il nuovo _Gustavo Wasa_; mentre dicesi
inteso a musicare il medesimo soggetto anche il Marchetti.
Odoardo Perelli appresta pel teatro La Scala la nuova opera _Viola_.
Braga un’altra. Nuovi giovani compositori pure s’attentano. Onde anche
il prossimo anno 1873 non s’appresenta scarso di frutta.
[123] Milano 1870.
[124] Scrittore di cose musicali, pubblicò recentemente: _Apuntes
Filologico-Musicales_.
[125] _Corriere d’America._ Genn. 1871. Venne insignito dell’ordine
della Rosa col grado d’Ufficiale, e le insegne in brillanti.
Nell’anno stesso il Rossi fu trasferito al massimo collegio di Napoli
(pag. 54).
Ora il Gomez dà la nuov’opera _Fosca_ pel gran teatro di Milano.
[126] Distinguansi gli esimj musicisti, come questo, e Feliciano David,
Maubuè, e Paladilhe in Francia, e tanti altri stranieri pure influenti
al musicale progresso, quali, Moscheles, Chapin, Heller, Rubinstein,
Kaus di Francfúrt, dai genj atti a trovare le vere e più felici
espressioni del canto. E vogliasi ricordare, che noi veniamo accennando
anche fra i compositori moderni, come facemmo pei passati, quelli che
meglio riuscirono al canto.
[127] C. Loewe mori a Kiél nel 1869; il figlio è marito alla cantatrice
M. Deslin.
[128] _Sulla Educazione degli Uomini_, Discorso dell’Autore, per un
Congresso di Donne. Tipi Naratovich, Venezia 1865.
[129] Articolo — _Speranze_ — del maestro Carlo Sessa, da Modugno 23
aprile 1870; Vedi _Scena_ n.º 49, anno stesso.
[130] _Lettera trascendentale sulla Petit Messe di Rossini_, 1870.
[131] _La musica dell’Avvenire_. Lettera di Mel Balbi al periodico di
Trieste il _Teatro_, 10 settembre 1870, Padova. Inserta al num. 140.
[132] Rassegna musicale, dalla _Nazione_. Firenze, 3 dicembre 1871,
num. 337.
[133] Rassegna musicale, dalla _Opinione_. Roma, 21 novembre 1871, num.
322.
[134] Rassegna musicale, dalla _Perseveranza_. Milano, 6 novembre 1871,
num. 4317.
[135] Lettera di Riccardo Wagner, al maestro Arrigo Boito, da Lucerna,
7 novembre 1871.
[136] _I miei Ricordi_, 1, c. 10.
[137] _Le cinque Piaghe_ di Sphor; come Mercadante musicò per grande
concerto le _Sette Ultime parole di Cristo_.
[138] _Sacred Harmonic Society_, in Londra.
[139] Schumann suggerisce inoltre di cantare in coro particolarmente
nelle parti di mezzo.
[140] Questo canto solenne fu presentato al nuovo imperatore Federico
Guglielmo di Prussia nel marzo 1871.
[141] Vedi sopra sul Metodo Galin-Paris-Chevè.
[142] Vedi Maineri, _Conferenze Popolari_.
[143] Vedi _Letteratura Turchesca_, dell’ab. Giov. Batt. Toderini,
vissuto a Costantinopoli, 1800. Ivi sui modi di canto Indo-Persi; da
cui appariscono derivati quelli dei Turchi, come la maggior parte de’
loro istrumenti musicali. Erano anche più riputati i persiani per le
belle voci, molto più rare fra i turchi; ed i Dervì oriondi di Persia
erano più abili, sia nei canti religiosi a coro, come nei danzanti ed
in quelli seducenti d’amore. Notisi anche che l’uso della castrazione
de’ cantori ebbe origine in Asia, e specialmente fra Medi e Persi.
Vedi retro, a pag. 86 e seg. dei canti turchi e loro esecutori.
E vedi dei _Castrati_ al Vol. I, pag. 47 e seg.
[144] «Cette capricieuse divinité eut des démelés avec le grand
Frédéric, dont le despotisme _éclairé_ s’appesantissait aussi bien
sur les cantatrices que sur les philosophes et les poètes. La Mara
fut obligée de se sauver de Berlin comme Voltaire, et faillit être
appréhendée au lit par un soldat aux gardes.» (Scudo).
[145] Dei principali cantanti, che oltre alle celebrità specialmente
accennate in questa opera, interpretarono le composizioni teatrali dei
maestri dello scorso secolo, e della prima metà del presente, daremo
in fine un elenco. — _Cantanti dal_ 1750 _al_ 1850. — Seguirà poscia
un’altro elenco — _Cantanti dal_ 1850 _a questi giorni_ (1872), — oltre
ai contemporanei che saranno nominati nel testo.
[146] Vedi Veluti a pag. 51, Vol. I; 60 e altrove di questo, come
all’Indice generale. Egli cantò ultimamente a Londra nel 1826. Si
ritirò al Dolo ove morì.
[147] Rossini del 1810 al 1813, compose meglio che dieci nuove opere
in Venezia; come per quel nuovo teatro la Fenice, giunse all’apogeo
scrivendo la _Semiramide_ (1823).
[148] Questa degna emula della Catalani, diva dell’epoca di Paisiello,
fu proava del vivente maestro e scrittore Beniamino Carelli.
[149] Questo epiteto _strano_ dato a Pio IX anche in altra nostra
opera storico-militare: _I Fasti della Guardia Nazionale del Veneto
negl’anni_ 1848-49 meritò una lunga lettera di N. Tommaseo che fu resa
nota colle stampe. (Tip. Grimaldo, Venezia 1868, volumi due).
[150] Parigi, ottobre 1849.
[151] _Gazzetta musicale_ di Lipsia, 21 agosto 1816.
[152] Nata a Roma nel 1818; abbandonò le scene nel 1850; morì
d’apoplessia a Neuilly ai primi maggio 1867.
[153] I tre nobili figli della Catalani eressero di recente un
magnifico monumento nel Cimitero famoso di Pisa, _alla gloria ed
alla virtù_ della lor madre. Lo scultore Costoli ideò sotto al Genio
della musica, raffigurato in santa Cecilia, l’Angelo della Carità che
soccorre alla Indigenza.
La unità e l’espression del concetto in quel magnifico monumento
sarebbero, a mio vedere, meglio riuscite, se le due figure inferiori,
l’angelo e la mendica, non fossero state addossate una contro l’altra
alla base della statua primaria, ma in altra postura avessero pure
contribuito all’armonia delle linee piramidali.
[154] _Stand ich auf hohen Bergen_....
[155] De Rosa morì nell’età d’anni 90 in Napoli, agosto 1871.
[156] Carlo Negrini, il tenore del sentimento, morto giovane, ha busto
nel primario teatro di Roma.
[157] Fin dallo scorso secolo il genio di Haendel avea suscitato gli
spiriti musicali del re Giorgio, che cooperò alla formazione dei cori
ed alla coltura delle voci in Inghilterra. Anche i Reggenti di Francia
attesero nuovamente alla musica, quali il compositore della _Pantea_, e
il successor Carlo VI.
[158] Fra questi la principessa Maria Amalia, distinta poetessa e
compositrice, morta li 17 settembre 1870.
[159] Dalla Villa Norbamby.
[160] Anche di cantori serio-comici, altri nomi si troveranno nei
citati due _Elenchi_ in calce a questa Opera.
Siccome poi di tali cantanti specialmente nei passati tempi, furono
tanto feconde le scuole di Napoli, chi ne volesse rilevare gli
allievi, troverà guida nei _Cenni storici sulla Scuola Napoletana_, da
quell’Archivista cav. Florimo ora pubblicati.
[161] Per le due prime sorelle, allieve del conservatorio di Praga
Luigi Ricci componeva due grandi _Cantate_ sulle parole del Metastasio,
1845. La terza d’attual rinomanza.
[162] Per altre cantatrici e cantori alemanni e boemi contemporanei,
vedi anche a pag. 83 e 97 di questo Vol.
Vedi poi il 2. Elenco in fine dell’Opera, come si richiamerà in
appresso, oltre ai nominati nell’opera stessa e segnati all’Indice
generale.
[163] Non parlo delle terre conterminanti all’Italia, dove il genio del
canto s’è fatto quasi congenere, come già dimostrai per l’Illirio, e
come nella Dalmazia i cui cantanti si confondono coi nostri, quali il
suddetto Mazzoleni, lo Stermick Simeone di Zara, e tant’altri. Vedi 2.
Elenco, alla fine dell’Opera.
[164] Balfe G. F. autor della _Zingara_ e della _Figlia di San Marco_,
e d’altre 20 operette, decesso nel 1871, d’an. 62.
[165] Baroilbet Paolo morto fra le barricate di Parigi 1871.
[166] Prima di questi erano stati rinomati tra i francesi: la
Branchu, la Damoreau, il Garat, il Nourrit padre, Dérivis, Levasseur,
Boulangerr, Latour, Vachon, ed altri che troveransi in seguito e
negl’Elenchi rispettivi.
[167] Codecasa Giovanna, contemporanea di Paisiello e Cimarosa e
prima a cantar le lor opere, morì quasi centenne a Milano nel novembre
1869. Parimenti la Caravoglia-Sandrini Luigia morta d’anni 88 pur nel
novembre 1869.
[168] Carlotta, soprano di questo nome, morì di parto a Torino a 35
anni, 28 giugno 1872.
[169] Teresa e Carolina Ferni celebrità artistiche anche quali
violiniste.
[170] Altri nomi di Cantatrici e di Cantori resi famigerati negl’ultimi
anni, o tuttora dediti ai teatri, potranno riscontrarsi in fine
dell’Opera, nella 2. Nota _Cantanti dal_ 1850 _a questi giorni_.
[171] Anche adesso si ha una prima donna Aurelia Gabrielli.
[172] Morì non ha guari a Milano, Enrico Crivelli baritono, da non
confondere col tenor di quel nome.
[173] La Adele Ruggiero d’Udine rimasta vittima dello scoppio del
vascello che riconducea dalle Spagne la compagnia italiana, assieme
alle compagne artiste Giuseppina Flory, Rosa Mariotti, Ottavia Papini,
giugno 1872.
[174] La Vitali conta fra i parenti la Ronzi, la Ferlotti, Scalese,
Fraschini.
[175] Quattro sono in oggi i soprani di questo nome.
[176] De’ Trovatori, dei bassi tempi e di quelli medioevani, oltre a
quanto fu da noi dello nella prima parte dell’opera (vedi Indice), si
veda anche: Bernardo di Ventadour fra poeti provenzali del sec. XII;
e di Tannhäuser fra quelli alemanni del sec. XIII. — Millot. _Hist.
litt. des Troubadours,_ pei francesi. — Warton’s. _History of English
Poetry_, pegl’inglesi.
[177] Nelle Memorie dell’Accademia Olimpica si ricordano nel 1582
certe sorelle Pellizzari figlie del Bidello, salariate con 20
ducati l’anno cadauna per le musiche dell’Accademia due volte alla
settimana occorrendo. Una Beatrice figlia di Antonio Veronese,
piffero stipendiato, la quale con Gerolamo suo fratello e Antonio
cugino cantava, rimunerati anche di 36 ducati pel fitto. Prè Girolamo
Pigafetta, regalato nel 1580, e nel 1585 di 24 scudi. I preti Zuane
e Antonio Magrè, zio e nipote. Francesco e Antonio Dal Liuto, prè
Zangiacomo Montecchio, Sigismondo organista del Duomo, Biasio Dall’Oro,
Bortolameo d’Arzignano, Vincenzo Dal Violino, Zuanantonio suo figlio e
Girolamo e Antonio germani, pifferi della città, retribuiti 50 ducati
l’anno, poi ad alcuni uno scudo il mese (1593-1600).
I rinomati compositori Alessandro Romano figlio di Paolo pur musicista
(1596), già citato a pag. 181, vol. I, e D. Leon Leoni che scrisse
le musiche per la strepitosissima barriera nell’Accademia del 4 marzo
1612, citato a pag. 103, vol. I, appartennero anche a quell’Accademia
con ben altra fama.
Vedi per tali memorie monsig. Ziggioti, e i Ricordi Accademici
letterarj offerti dall’attuale Preside Fedele Lampertico, § 5, p.
23. (Atti del Consiglio Accademico 5 marzo 1872). Tipografia Paroni,
Vicenza.
Vedi anche retro al vol. I, pag. 122, 123.
[178] Vedi retro a pag. 102, 131, 135, vol. I.
[179] Ai musici e donne di tal professione stipendiati, era concesso da
principio il solo titolo di Accademici Olimpici, ma senza voto, nella
maniera degli _absenti_. Ziggioti succitato.
[180] Vedi specialmente a pag. 247 vol. I, e pag. 27 e seguenti vol. II.
[181] Poi moglie al fu M.o Andrea Casalini, vicentino, autor della
_Sposa di Murcia_.
[182] Questo cantante e compositore di Trieste è autor dell’_Orio
Soranzo_.
[183] Del m.º Antonio De Zorzi che fu in Udine buon compositore.
[184] I nomi contenuti nel I volume non portano che una linea; gli
altri hanno la indicazione del volume II.
[185] Per altre Scuole qui in seguito non indicate specialmente, vedi
alle rispettive Nazioni e Provincie.