IL POETA.

Et stare fecit cantores contra altare.

(_Eccli_. 47. 11).

Perchè data m'hai questa ineffabile

Sete di canto?

Perchè poni tu in me questi palpiti

Ricchi d'amor?

--Questi doni a te fo perchè basso

Non t'alletti nocevole incanto;

Perchè vago del bello più santo,

A tal bello tu spinga altri cor.

--Io t'ammiro, ed ahi! quelle mi mancano

Voci stupende,

Che dir ponno quai movi nell'anima

Alti desir.

--Non ambir le pompose loquele,

Che la turba volgar non intende:

Il Vangel che rapisce ed accende,

Par d'ingenuo fanciullo il sospir.

--Del possente Manzoni l'energico

Inno a te vola:

Io versar solo gemiti e lagrime

Posso a' tuoi piè.

--L'alto carme ispirai d'Isaia,

Ma pur d'Amos la rozza parola

Ogni labbro sublima, consola,

Se gli umani richiama ver me.

--Il tuo nome cantando alla patria,

Quali degg'io

Fra tue grazie e bellezze moltiplici

Più memorar?

--Dille ch'io per amor la fei bella,

Dille ch'amo, ed affetti desìo:

S'invaghisca del grande amor mio;

Mia beltà, mia natura è d'amar!

--Ma non denno terribili fremere

Gl'incliti vati,

Imprecando, schernendo degl'improbi

Opre e pensier?

--Rei pensieri e mal opre dannando,

Sieno i carmi a speranza temprati:

Sii pietoso anco a' petti ingannati:

Col furor non si suscita il ver.

--Da più secoli squarciano Italia

Parti luttanti;

Fa ch'io retto impostori e magnanimi

Scerna fra lor.

--Del Vangel l'amantissimo spirto

Luce sia a tua ragione, a' tuoi canti:

Spirar dèi l'amor patrio de' Santi,

Ch'è bontà, sacrificio ed onor.

Poesie inedite vol. I · 第 31 / 60 题