Allora eran consoli a Roma Cornello Lentulo ed Elio Peto, per cui
conseglio la pace fu fatta intra Cartagginesi e Romani. Quando la
novella fu saputa e detta in Cartaggine, allora fecero grande gioia con
tutte le sciagure che avevano aute, perciò che avevano pace con Scipio
e con Romani, onde sapevano che Cartaggine non sarebbe distrutta.
Questa pace non potè lo re Anibal vedere nè udire, anzi si partì della
città dolente e corruccioso, e sì se n'andò facendo grande dolore allo
re Antioco di Siria, che lo ricevette allegramente, e molto l'onorò
per la grande prodezza e per lo ardimento che era in lui, e sì lo fece
capitano di tutti suoi cavalieri e pedoni per mare e per terra.
Intanto venne Scipio dinanzi a Cartaggine con tutta sua oste per
ricevare e conventi de' Cartagginesi, siccome voi avete udito dire e
parlare adietro. Allora fece prendare le navi, delle quali v'aveva più
di cinquecento, molto riccamente apparecchiate, e sì le fece venire
dinanzi alla città, e sì lo' comandò sopra tutti e patti che erano
tra loro e Romani, che non mettessero più che trenta navi in mare
insieme, sapendo che se passassero suo comandamento, elli li farebbe
distruggiare; ed allora entrò Scipio in Cartaggine, e furonli le
chiavi della città date e presentate.