Quando ciò fu fatto, Scipio con sua grande oste andò tanto per sue
giornate, poi che si partì di Roma, che passò i monti di Pineos, e
tanto fece che venne in Ispagna; e quando fu entrato nella contrada,
egli domandò dove fossero ragunate le più grandi ricchezze degli
Affricani, e quale era la terra, ov'ellino avessero mandata maggiore
forza di loro gente, e fu lo' detto di Cartaggine novella, la quale
avevano fatta in Ispagna. Di questa Cartaggine novella, siccome
Orosio contia, e dice la maggiore parte della gente, che questa è
quella città, che ora è chiamata Marot, e tali dicono ch'è chiamata
Tolletta[38], che tanto è oggi nominata e pregiata, ch'è posta su
lo rivaggio, ove altri truova tale fiata granella d'oro mescolate
coll'arena, chi bene la vuole cercare, ma non vi so bene dire quale fu
di queste due città l'una, che fu quella Cartagine ch'io v'ô parlato;
ma tanto sappiate certamente di vero, che questa non fu la gran
Cartaggine, ch'è in Libia nelle parti d'Affrica, d'onde lo re Astrubal
aveva sì grande gente ragunata in Ispagna per navilio; Cartaggine,
ond'io vi parlo, fu la città di Marte, siccome a me pare, e sappiate
che Astrubal era nell'ultime parti di Spagna, là ove avea fatte molte
battaglie a prendare le città e le castella, e conquistare le stranie
nazioni. Ma sì tosto come seppe e intese che Scipio avea passati e
monti di Pineos, d'onde io v'ô dinanzi parlato, e ch'egli era già
entrato in Ispagna, elli si partì il più tosto che potè per venire
contra a lui, ma intanto assediò Scipio Cartaggine novella, là ove era
tutto l'oro e tutto l'argento, che gli Affricani avevano conquistato.