XXXVII.

Ora sguardate come ciò può essare, che Roma non fusse presa a quella

fiata, e ciò non fu per la forza ch'e Romani avevano, anco fu per la

volontà del nostro Signore Jesù Cristo, da cui ebbero buono aiuto e

buono soccorso; e sappiate che per la loro forza non fu niente, imperò

che s'eglino avessero auta altrettanta gente, quanta eglino avevano,

non avarebbero potuto contra lo re Anibal nè forza nè vertù, tanto avea

lo re Anibal gran gente e forte, e insieme con tutto ciò erano pieni

di sì grande ardimento e di sì grande prodezza, ed erano sì duri per

male sofferire, che ciò era una grande maraviglia. Or sappiate dunque,

e di ciò non siate in dottanza, che ciò fu per volontà del nostro

Signore Iddio, che Roma fu a quella fiata difesa, imperò che non volse

per sua pietà e misericordia che allora la città fusse distrutta del

tutto, la quale avea eletta ad essare donna e capo del mondo e di tutta

Cristianità, avvenga ch'allora fusse maestra degl'idoli e della legge

pagana; e ciò possono bene sapere quegli, che la grande potenzia di Dio

ânno cognosciuta, e perciò fu Roma difesa, ch'ella non fu presa dallo

re Anibal, ch'aveva la forza grande, e Dio la difese in tale maniera,

come voi avete udito, che lo' mandò le gran piove da cielo.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 61 / 117 题