Queste novelle ch'io v'ô qui dette, spaventaro molto li Romani,
che credevano che ciò fusse segno della distruzione di Roma per lo
re Anibal, che molto avea perduta della sua gente per la smisurata
freddura, siccome voi avete udito; ma perciò non lassò niente
Anibal, che elli assembrò tutta sua gente quanta ne potè avere e
concogliare[26], e sì si posaro e presero agio e scaldaronsi, come
coloro che grande bisogno n'avevano; e quando furo posati e invigoriti,
ed ebbero passato quello grande disagio e quello grande dolore
ch'eglino avevano auto dinanzi, lo re Anibal li fece muovare d'inde,
e sì se n'andò in quella parte di Italia, ove Saramma[27] corre, il
quale traboccava ed era uscito del suo letto per le gran piove del
forte verno ch'era stato, e per le grandi nievi delle montagne, che giù
erano discese. E sappiate che lo re Anibal si misse per queste vie,
perciò che li senatori di Roma avevano mandato lo consolo Flammineo
con molta buona cavallaria per combattare con lui, e sì era già tanto
andato questo consolo, che s'era attendato sopra al lago Trasimeno con
sua cavallaria.