XII.

A quello tempo non v'era mai passata nulla umana creatura. Lo re

Anibal, che vidde le grandi montagne che si stendevano fino al cielo,

molto dottò di passare, e sì domandò quelli della contrada, se vi

si potesse trovare nulla via per nullo ingegnio ch'altri sapesse

fare o dire. Eglino risposero che le montagne erano sì orribili e

sì pericolose d'acqua e di nieve e di ghiaccio e d'altezza, che non

v'avevano mai veduto passare nulla creatura che fusse nel mondo, se ciò

non fusse o orsi o lioni e altre bestie salvatiche di diverse maniere.

Quando Anibal udì così contiare a quelli della contrada, ne fu molto

sbigottito, e tuttavolta diceva che voleva passare li monti. Allora

fece assembrare tutti suoi maestri, ch'egli aveva nell'oste, come fabri

e maestri di pietra e di legname, per conseglio avere come potesse

passare le montagne; là furo divisati picconi e martelli per rompare e

gran sassi e fare la via; e sì tosto come furo trovati, incominciaro

a fare la via appiei la montagna con gran travaglio e con gran pena,

e sì tosto come avevano rotto e sassi, sì vi gittavano suso sangue di

bestie[23], acciò che la nieve non vi ghiacciasse suso, e tenessele

calde contra la nieve e la freddura, che v'era grande ed aspra.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 27 / 117 题