Non vi maravigliate niente, se tutte queste genti di quelle parti
vennero contra Anibal, chè ben sappiate che Guascogna, Navarra e Anio,
Ponto e Franca e tutta Borgogna infra monti, e la città Sainna la
vecchia, erano tutte queste terre, ch'io v'ô qui dette, chiamate Gaule,
e le genti Gallici di stranie nazioni nominate. In quello tempo Anibal
se ne veniva verso i monti di Italia per passare. Allora erano consoli
di Roma Cornellio Scipio e Publio Sempronio, che per lo comandamento
de' senatori di Roma, che la terra avevano a guardare, si mossero
questi due consoli, ch'io v'ô nomati, per andare contra loro nemici
in qualunque luogo li sapessero, per essar lo' alla rincontra, acciò
che non venissero tanto innanzi, che lo' facessero troppo danno, e per
combattare con loro. Publio Sempronio andò con sua gente in Cicilia,
la quale era allora molto buono paese e piena di tutti beni e guarnita
di buone vivande; e Cornello Scipio dall'altra parte se n'andò verso e
monti di Mongieu[22] con tutta sua gente per sapere e per intendare se
Anibal si volesse trarre verso quella parte; e così si partiro quelli
due consoli in due parti e tutta loro gente.
Questo Scipio Cornello, del quale io vi parlo, non fu niente lo savio
Scipio Cornellio, ma sì vi dico certamente che fu molto buono cavaliere
e pro e ardito e pieno di grande prodezza, e perciò lo ricordo qui
ora, acciò che voi non crediate che in Roma non fusse solo uno Scipio
Cornellio, anzi ne furo due, siccome io vi contio, consoli di Roma,
e quali sostennero assai pene e dolore per Roma mantenere dal tempo
di Bruto fino al tempo di Iulio Cesare, che per lui solamente la
signoria e la potestà di Roma fu molto dottata e temuta, e di ciò vi
lassarò ora stare per seguire mia materia. E sì vi dirò di Anibal,
che molto aveva impresa grande cosa a fare, e sappiate che tornava
addietro con sua grande oste, ma innanzi assembrato li Gallici appiei
li monti di Mongeu ne' gran diserti che allora v'erano, per difendare
e per guardare l'entrata, sicchè per le valli non passassero niente; e
sappiate che là sì combattè Anibal contra a' Gallici, e sì vi fu molto
grande danno d'una parte e dall'altra, ma nella fine andò tanto la
cosa, che s'accordaro e fecero pace, però che Anibal per conseglio de'
savii uomini che là erano, lo conseglionno che s'accordasse con loro se
volesse passare contra a' Romani, e così fece, sicchè in pace lassare
passare lei e sua compagnia per li salvatichi diserti. Quando ciò fu
fatto, sì avvenne che molta gran gente d'oltre lo Rodano e de' monti
s'assembraro colla gente di Anibal, e sì li furo in aiuto di ciò che
potero.