Quando la città si fu arrenduta, Anibal fece prendare l'oro e
l'argento, e drappi della seta e l'altre ricchezze, e poi vi fece
mettare lo fuoco per tutta la città, e così fu distrutta Serragoza per
Anibal re di Cartaggine; e questa fu la vendetta e lo cominciamento
della distruzione che Anibal fece per lo re Amilcar suo padre, il quale
era stato sconfitto, ond'elli odiava li Romani sopra tutte creature, e
perciò si vendicò in questa maniera. Allora comandò Anibal, che molto
era fiero e crudele, ad Astrubal suo fratello, che rimanesse in Ispagna
per conquistare tutto lo reame tanto come si stendeva infino al mare,
che molto era grande e maraviglioso, e quando elli avesse ciò fatto,
elli disse che mettesse in sua signoria tutte l'isole del mare; poi
venisse dopo lui per Gaule e per Italia tosto e prestamente, che sì
voleva combattare colli Romani, ch'elli odiava mortalmente, e sì voleva
avere la potestà e la signoria di Roma. E quando ciò fu divisato infra
due frategli, Anibal venne con sua gente verso Italia, ed Astrubal
rimase in Ispagna, ove prese molti forti castelli, e conquise molte
fortezze innanzi che la mettesse sotto sua volontà. Di Astrubal vi
lassarò ora stare, il quale rimase in Ispagna per acquistare lo reame,
e non ne udirete parlare più al presente, ma innanzi che la fine venga,
vi dirò che ne fu; ed ora al presente vi dirò di Anibal, che verso e
monti di Meos prese sua via il più dritto che potè con sua grande oste,
se ciò non fusse cosa ch'eglino uscissero del camino per ponare campo
sopra fontane o sopra riviere, chè bene potete sapere senza dottanza,
che sì grande gente, com'elli aveva assembrata, non poteva passare
senza acqua, perciò ch'elli aveva grande gente appiè e a cavallo.