I.

Erano le porti del tempio di Giano in Roma serrate dopo la malvagia

e lunga guerra suta infra 'l popolo di Roma e quello di Cartagine,

che ventiquattro anni era durata con molto grieve danno e perdita di

ciascuna delle parti, e riposavansi in quieta pace li Romani; quando

poco di tempo interposto, Amilcar imperadore di Cartagine con sua gente

passato in Ispagna, cominciò e mosse nuova guerra, per la quale Anibale

figliuolo d'Amilcar vi fu sconfitto e lui morto; e l'anno appresso

li Ilciani ammazzaro li messaggi de' Romani, che andavano per lo

trebuto; per la quale cosa lo tempio di Giano fu aperto, e fu mandato

per vendicare l'ontia Fulvio Postumio consolo contra di loro, il quale

fatta battaglia con loro, rimase vincitore, e tornò in Roma triunfando.

Ed in questo si levò nuova guerra fra li Gallici e li Romani, della

quale li Romani molto sbigottiro; ed assembrata oste quanto potero,

vennero contra li Gallici, essendo consoli Emilio Lucio ed Attilio

Livio, con ottocento migliaia d'uomini, ed a Trento trovati li Gallici,

fecero battaglia molto crudele e mortale, nella quale fu morto Attilio

lo consolo, e molto malmenati li Romani in due battaglie che fecero

insieme. Alla fine li Romani furo vincitori e ottennero la vittoria, e

tornati a Roma, fu Emilio da' Romani onorato.

La Seconda e Terza Guerra Punica Tratto da un codice dell'Ambrosiana · 第 10 / 117 题