Erano le porti del tempio di Giano in Roma serrate dopo la malvagia
e lunga guerra suta infra 'l popolo di Roma e quello di Cartagine,
che ventiquattro anni era durata con molto grieve danno e perdita di
ciascuna delle parti, e riposavansi in quieta pace li Romani; quando
poco di tempo interposto, Amilcar imperadore di Cartagine con sua gente
passato in Ispagna, cominciò e mosse nuova guerra, per la quale Anibale
figliuolo d'Amilcar vi fu sconfitto e lui morto; e l'anno appresso
li Ilciani ammazzaro li messaggi de' Romani, che andavano per lo
trebuto; per la quale cosa lo tempio di Giano fu aperto, e fu mandato
per vendicare l'ontia Fulvio Postumio consolo contra di loro, il quale
fatta battaglia con loro, rimase vincitore, e tornò in Roma triunfando.
Ed in questo si levò nuova guerra fra li Gallici e li Romani, della
quale li Romani molto sbigottiro; ed assembrata oste quanto potero,
vennero contra li Gallici, essendo consoli Emilio Lucio ed Attilio
Livio, con ottocento migliaia d'uomini, ed a Trento trovati li Gallici,
fecero battaglia molto crudele e mortale, nella quale fu morto Attilio
lo consolo, e molto malmenati li Romani in due battaglie che fecero
insieme. Alla fine li Romani furo vincitori e ottennero la vittoria, e
tornati a Roma, fu Emilio da' Romani onorato.