[1] Nell'edizione d'Augsbourg del 1537 ha per titolo: «De Bello Punico
libri II, quorum prior bellum inter Romanos et Carthaginienses primum
continet, hactenus apud Livium desideratum, alter seditionem militis
conductitii et populorum Africae a Carthaginiensibus defectionem.
Bellum item Illiricum et Gallicum, quae et ipsa apud Livium
desiderantur.»
[2] Parlando di quelli che scrissero sopra questa materia, dice:
«La guerra Punica che fu tra i Cartaginesi e i Romani da molti de'
nostri latini e da molti greci fu trattata e scritta; ma e primi e
più antichi scrittori di quella furono dalla parte de' Romani Marco
Fabio Pittore, e dalla parte de' Cartaginesi fu uno che ebbe nome
Filino. Questi furono quasi in questo medesimo tempo che fu la guerra,
e per affezione della patria sua ciascuno di loro tirato, benchè
nelli eventi e fatti della guerra scrivessero il vero, nientedimeno
nelle giustificazioni e nelle cagioni l'uno e l'altro sanza passione
si truova avere scritto. Filino Cartaginese molti greci dottori e
scrittori seguitavano, intra i quali fu quasi come principale Polibio
Megalopolitano greco scrittore e di grande alturità, e Fabio Pictore
ancora de' nostri latini andarono dietro, et massime Tito Livio
patavino padre delle storie Romane, e libri del quale se fussero in
piè, non sarebbe bisognio di prendare nuova fatiga; ma perchè questa
parte dell'opere sue insieme con molte altre è perduta, noi a ciò che
la fama di così gran fatti non perisse, da Polibio e da altri greci
ricogliendo, abbiamo composto e di nuovo scritto questa guerra, ecc.»
[3] Cod. XIV, Pl. LXV. L'Aretino nato nel 1369 morì 75 anni dappoi; il
Poggio e Giannozzo Manetti gli dedicarono orazioni funebri.
[4] Pag. LVI. Mittarelli, _Bibliot. di S. Michele_, p. 659.
[5] Brixiae apud Iacobum Britannicum, 1498 in fol.; Parisiis apud
Badium Ascensium, 1512; Augustae Vindelicorum apud Philippum Ulhardum,
1537 in 4.
[6] Quell'edizione finisce con questa chiusa: «Polybii historici
Megalopolitani liber tertius et ultimus finitur.» Il Negri nella
_Storia de' Fiorentini Scrittori_, p. 352, dice anch'egli che Badio
Ascensio nell'edizione parigina di quest'opera v'ha posto in fronte il
nome di Polibio, persuaso con altri che l'Aretino non abbia fatto in
essa altra fatica, che dal greco tradurre quello scrittore in latino,
abbenchè egli prevenendo questa censura, nella sua Prefazione lo neghi.
[7] _Biblioth. lat. mediae et inf. latinit._, T. 1 pag 293: «De Bello
Punico lib. III prodierunt primo Brixiae anno 1498 sub hoc titulo:
Polybius historicus de primo Bello Punico latino Leonardo Aretino
interprete.
[8] _Bibliot. degli Aut. Greci e Lat. volgarizz._, nel T. 34 della
Collez. Calogerà, p. 267.
[9] _La prima guerra di Cartaginesi con Romani di M. Lionardo Aretino
nuovamente tradotta e stampata ecc._ Il Fabrizio (_Biblioth. Graeca_,
T. IV, p. 331) nota le edizioni venete nel 1546 e 1564 dell'intera
Storia di Polibio nella versione di Lodovico Domenichi, e alla pag. 329
nota la versione latina dell'Aretino dal greco di Polibio del libro _de
Bello Punico_, della quale ricorda due Codd. mss. della Biblioteca di
S. Michele di Venezia e nella Laurenziana.
[10] Argelati, _Bibliot. de' Volgarizz._, T. I, p. 188.
[11] Per Bartholomaeum de Zanis, 1490 et 1511 in f. Quella del 1493
conclude così: «Finite le Deche de Tito Livio padovano historiographo
vulgare historiate con uno certo tractato de bello punico stampate
nella inclita cittade de Venetia per Zovane Vercellese ad instancia del
nobile Ser Luca Antonio Zonta fiorentino nell'anno M.CCCC.LXXXXIII, adì
XI del mese di febbraio.»
[12] Di questa l'Argelati (op. cit.), additando pure il Codice
Ambrosiano, non fa alcun cenno, e probabilmente essa gli passò
inosservata, credendola parte della precedente _prima e seconda guerra_.
[13] Appare dalla sua narrazione ch'egli si giovò dell'autorità e degli
scritti di Eutropio, a cui sovente si riferisce. Sarebbe egli mai lo
stesso Leonardo, che compito da altri il volgarizzamento delle guerre
precedenti, siasi accinto a continuare il racconto come suo lavoro
originale? Ai dotti la sentenza.
[14] Nelle Biblioteche di Firenze esistono molti Codici, taluni
membranacei e pregevolissimi per calligrafia e per belle miniature, che
contengono il testo, quale fu già impresso, delle guerre cartaginesi,
recate in volgare, dicono essi, da un amico o da uno scolaro
dell'Aretino; ma nessuno ha la presente continuazione. In alcuni di
essi leggesi nel primo foglio questo distico:
Tu che con questo libro ti trastulli,
Guardal dalla lucerna e da' fanciulli.