9 _Lettera di Biagio Buonaccorsi al Machiavelli. 3 novembre 1502_.[895]

Niccolò mio. Perchè costà non venga huomo sanza mia lettere, vi fo

questi pochi versi, havendovi scripto li oggi insieme con una del

Gonfaloniere, il quale, poichè intrò in Palazo, pare si sia omni cosa

cominciata ad indirizare: et di già ha dato principio di volere che le

faccende si faccino ad buon'ora, perchè la mattina a 18 hore, et la

sera a 3 omniuno sbuca.[896] Et questa sera ha fatto imbasciatore in

Francia il vescovo de' Soderini suo fratello, con tanto favore che è

stata cosa mirabile; et ha parlato, poi che fu facto alli Ottanta, et

decto che, benchè habbi ad essere al Vescovo cosa grave, pure lui farà

_ultimum de potentia_, che vi vadia, et di certo vi andrà, et con lui

Alexandro Nasi. Èssi hoggi cominciato ad assettarli la audentia de'

Dieci nel modo sapete; et la nostra Cancelleria per hora servirà a'

Dieci, et la sala a noi: et questo vi basti.

Io vi ho scripto havere li 30 ducati,[897] nè volere mandarli sanza

vostra commissione; sichè advisate, et tanto farò. Il capitano che

pagò il fante ritenne li 30 soldi: faromeli dare se vorrà; se non, harò

patentia, et di tutto harete buon conto.

La Lessandra[898] non è ita alla Marietta, perchè la non si parte di

casa Piero del Nero, et lei non sapeva la casa; manderovela come prima

potrà.

Io vi manderò la berretta di velluto, se voi non scrivete in contrario.

_Nec plura_.

Florentiae, die iij novembris 1502.

Niccolò Machiavelli e i suoi tempi, vol. I · 第 80 / 116 题