Questi ultimi tre dicono in sostanza più o meno copertamente come le
cose passarono: niuno però poteva tanto saperne quanto il protagonista
che l’ebbe patite, vedute, e scritte nei primi due documenti qui
citati.
[435] GRAZIANO, p. 276 e 277: «_Plerique instinctu inimicorum Columnæ
(ne qua laus ex re bene gesta ad eum obveniret) factum crediderunt....
tum quoque bene gerendæ rei, ut plerisque videbatur occasione amissa_.»
PARUTA cit., p. 331: «_Così avvenne che lo tardare di pochissime
ore (cotanto nella guerra importa la prestezza) facesse perdere una
segnalatissima occasione di opprimere quasi senza alcun pericolo
l’armata turchesca, la quale cosa grandissima variazione apportò
nell’evento di tutta la guerra_.»
ROSELL cit., p. 142: «_Este plan era acertado, si con diligencia
i precaucion se llevaba a effecto. Se frustrò el calculo.... y la
esperanza de otro triumfo tal vez mas completo que el de Lepanto_.»
[436] CARACCIOLO cit., p. 83, lin. 35.
SERENO cit., p. 301, lin. 4.
[437] SIMONE STRATICO, _Vocabolario di Marina._ Milano, in-8. 1813.
Questi però alla voce _quartiere_, d’onde è cavata la nota dei
Cassinesi, si legga tutto, e senza confusione.
[438] PANTERO PANTERA, capitano di galera nella marineria romana,
_La Armata navale_, in-4. Roma, 1614. Vedi _quartiero_ e _vogare_
nel vocabolario nautico, e nel corpo dell’opera a pagina 221: «_Sarà
anche giovevole alcuna volta nei viaggi lunghi la voga a quartiero,
acciocchè, mentre una parte della ciurma s’affatica, l’altra pigli
riposo et cibo_.»
E a pag. 133: «_Quando si camina a quartiero alla mezzania.... quando
camina il solo quartier della prora_.»
BARTOLOMEO CRESCENTIO, ingegnero nelle navali spedizioni della
marineria romana, _La nautica mediterranea_, in-4. Roma, 1602, p. 96.
Ripete le stesse cose.
[439] SERENO, 302.