ADRIANI, 915 D.

ARCH. SECRET. VAT., _Armata e diversi d’Italia,_ Cod. 3439, p. 366.

In quei giorni Marcantonio dopo aver scritto di tutte queste cose

ampiamente al Cardinal Colonna mandava al Papa la seguente lettera di

suo pugno.

_«Santissimo e Beatissimo Padre._

_»Di Gomenizze, 7 settembre 1572._

_»Il Cardinal Colonna informato della persecutione che io ho havuto da

poichè servo la Sede Apostolica darà conto a Vostra Santità di quanto

io habbia necessità della sua protetione. A lui rimettendomi, resto

baciando li sui santissimi piedi.

»Humilissimo et fedelissimo suddito et servo di Vostra Santità_

»MARCO ANTONIO COLONNA.»

Al re scriveva:

»_S. C. R. M_.

»_Il signor don Giovanni in ultimo ne scrisse che tornassimo tutti in

Corfù. Ma non ci scrisse che non partissimo, come V. M. havrà visto

per la copia delle lettere che io le mandai. Havrà ancor saputo come io

mi governai trovando così grande et increduta armata di Turchi. Et non

ostante questo, et che li Venetiani tengono haver salvato Candia et le

altre isole per la nostra andata avanti, vengono alcuni ad impressionar

Sua Altezza che sia di me mal soddisfatta. Onde finora non ha voluto

che io parli, nè le dia conto delle mie attioni. Comechè se io havessi

fatto bene, non potesse essere che Sua Altezza ancora non si fosse

prudentemente governato. Supplico Vostra Maestà a serbarmi un’orecchio,

perchè qui in tutta questa armata chiare et honorate sono le mie

attioni. Solo desidero che la M. V. sia della verità informata, come

lo sarà Sua Altezza, visto che habbia solo le sue lettere. L’armata

inimica creda V. M. che si verifica esser di duecento galere, et che

sette se ne affondarono la seconda volta che ci incontrammo, et a V. M.

bacio le mani._

»_Di Corfù, li 2 settembre 1572._

»_Hu[=m]o et De[=m]o suddito et servo_

»M. ANTONIO C.»

ARCH. COL., t. I, p. 272.

[416] SERENO, 296.

Marcantonio Colonna alla battaglia di Lepanto · 第 65 / 99 题