[1] PII PAPÆ V, _Præceptum quod Christiani apud Turcas servi reperti
libere cum suis bonis abire permittantur_. BIBL. CASANAT., _Collez.
di Bolle, Editti ec._, t. I, anno 1570, nº 4. Parla il Pontefice con
queste istesse parole qui dette nel testo. Vedi appresso nota nº 80.
[2] ARCHIVIO COLONNA, Da una pergamena e parecchie copie. «_Dilecto
filio nobili viro Marco Antonio Columnæ, domicello romano, classis
nostræ et apostolicæ Sedis adversus Turcas præfecto et capitaneo
generali. Pius Papa quintus. Dilecte Filii, nobilis vir, salutem
et apostolicam beneditionem. Cum his difficillimis periculosisque
temporibus Præfectus Classis nostrae et hujus sanctæ Sedis contra
Turcas ingens bellum ad Venetorum omniumque Christianorum perniciem
molientes esset deligendus, ut coniunctis viribus illorum furorem et
conatus facilius repellere possimus, ad nobilitatem tuam potissimum
inter alios animum nostrum convertimus, sperantes ob ejus nobilissimæ
familiæ splendorem in tua virtute, prudentia, fide, reique in primis
militaris usu ac disciplina, nos conquiescere posse. Itaque in Dei
omnino potentis nomine, et ad Sanctæ Ecclesiæ, christianæque reipublicæ
defensionem et conservationem, te Praefectum et Capitaneum generalem
totius ejusdem classis nostræ et dictæ Sedis adversus Turcas cum
omnibus et singulis facultatibus, iurisdictionibus præminentiis,
prærogativis, honoribus et oneribus solitis et consuetis: necnon
cum stipendio menstruo pro te scutorum sexcentorum (paullis decem
pro quolibet scuto computatis) et provisione ordinaria pro duodecim
electis militibus_ Lancie spezzate _vulgo nuncupatis, et vigintiquinque
stipatoribus corporis tui_ Alabarderiis _vocatis, auctoritate
apostolica tenore præsentium ad nostrum et ipsius apostolicæ Sedis
beneplacitum, eligimus, creamus, constituimus et deputamus, mandantes
quibusvis triremium aliorumque navigiorum nostrorum ductoribus,
capitaneis, officialibus, militibus et personis sub pœnis arbitrio
nostro, atque, etiam tuo imponendis, ut te debito cum honore et
obsequio suscipientes tibi prompte reipsa praesto sint, mandatisque
tuis sine ulla mora atque exceptione pareant, et obediant, omniaque
imperata tua faciant et exequantur, non secus ac si nos ipsi ea
juberemus. Tu ergo, Fili, ita te geras, munusque ipsum hoc tibi per
nos libenter demandatum, sic diligenter ac strenue obire studebis ut
nostrae omniumque de te expectationi cumulate respondeas. In quo Deo
in primis, cujus causa nunc praecipue agitur, deinde desiderio nostro
maxime satisfacies, unde felicis perennisque vitae præmium a Domino,
a nobis autem bene navatae operæ laudem ac commendationem procul dubio
consequeris_.
»_Datum Romæ apud Sanctum Petrum sub anulo Piscatoris, die XI junii
MDLXX, Pontificatus nostri anno V._
»CÆSAR GLORIERIUS.»
[3] ANTONIO COPPI, _Memorie Colonnesi_, in-8. Roma, 1855, p. 349.
«_Marcantonio Colonna nacque a Civitalvinia il 26 febbraio 1535._»
I ritratti di Marcantonio possono vedersi nella Galleria colonnese,
donde furono ricopiati dal LITTA, _Famiglie celebri_, in-fol. Milano,
tav. IX; e da POMPILIO TOTTI, _Ritratti et elogi di capitani illustri_,
in-4. Roma, 1635, p. 256.
MARCANTONIO COLONNA in tutte le sue lettere a Pio V, a Gregorio XIII,
a Filippo II re di Spagna, al doge di Venezia, ai cardinali Rusticucci
e di Como, al Granduca di Toscana, agli ambasciadori di Venezia e di
Spagna, e in tante altre sue scritture dipinge sè stesso in questo
modo. Specialmente nelle due lettere a Filippo II, che sono nel t.
I, p. 272 e 277: l’ultima delle quali finisce così: «_Attendo dunque
a portar sì grave salma di soddisfare al pubblico ed al particolare
di tutti, che certo sa Iddio quanto travaglio. Et alla fine per
ricognitione et riposo mi resta sempre il giustificarmi di quello donde
meriterei honore et ricognitione. Lodato sia Dio del tutto, et a Vostra
Maestà bacio la mano. Da Corfù, li 6 di settembre 1572. Humile et
devoto subdito et servo di Vostra Maestà M. A. Colonna._»
[4] ANTONFRANCESCO CIRNI, _Commentari della guerra di Francia, soccorso
d’Orano, impresa del Pegnone e assedio di Malta_, in-4. Roma, 1567, p.
19.
AUGUSTINUS THUANUS, _Historia sui temporis_, in-fol. Londra, 1733
all’anno 1564, p. 411.
BOSIO, _Storia de’ Cavalieri di Malta_, in-fol. Roma, 1602, t. III, 482.
DAL POZZO, _Storia del Sacro ordine gerosolimitano_, in-4. Verona,
1703, t. I, p. 383.
ARCH. COLONNA, t. III, 176, 269, 270, 275; t. IV, per tutto, e codice
segnato col numero 150. Strumenti, perizie, caratazioni, spese, e
viaggi delle galere e del signor Marcantonio. Strumenti di compra delle
galere del cardinal Carlo Borromeo, vendita delle medesime al duca di
Firenze, tratta dei grani concessa dal re di Spagna per le medesime.
Non so se il chiarissimo signor don Aristide Sala abbia pubblicato
l’istrumento con che san Carlo Borromeo vendette a Marcantonio Colonna
tre galere della sua casa: mi ricorda avergliene parlato in Roma.
[5] CORNELIUS FIRMANUS, Magister Cæremoniarum, _Diarium MS. Bibl.
Chigiana_, L. I, 27: «_Die II junii dominica in festo Santi_ Barnabæ.»
[6] NATAL CONTI, _Storia de’ suoi tempi_, tradotta dal Saraceni, in-4.
Venezia, 1589, t. II, p. 68 in fine.
BARTOLOMMEO SERENO, p. 46: si veda la nota 18.
[7] MARCANTONIO COLONNA, _Scritture dell’armata navale_, MSS.
nell’Archivio di essa eccellentissima casa. Sono volumi 4, in-fol.
Incomincia il tomo primo: «A dì 11 giugno 1570. _Noi Marcantonio
Colonna duca di Paliano semo stato spedito capitan generale della
Santità di Nostro Signore contro Turchi, come appare per il breve di
Sua Beatitudine. Favorisca nostro Signore Iddio il suo santo servitio
a desiderata vittoria. In questo libro si annoteranno tutte le
expeditioni che giornalmente si faranno._» — Questo codice e tutti gli
altri dell’archivio intorno a queste materie, per cortesia somma del
gentilissimo cavaliere signor don Vincenzo Colonna, sono stati messi
a disposizione dell’Autore che, avendoli studiati in sua camera con
ogni comodità, stima suo debito rendergliene qui pubblico e solenne
ringraziamento.
Si noti che molte delle predette scritture sono autografe di
Marcantonio, il quale non pertanto quasi sempre in persona terza parla
di sè stesso.
In detto Archivio si conservano, oltre ai volumi legati, molte filze e
carte sciolte relative a questi successi.
[8] ARCH. COLONNA cit., t. I, p. 2 e 3, e t. III, p. 226. Nota delle
spese fatte da Marcantonio in Ancona.
BOSIO cit., t. III, p 850.
GIAMBATTISTA ADRIANI, _Storia de’ suoi tempi_, in-fol. Venezia, 1583,
p. 860.
ANTONII M. GRATIANI, _De bello Cyprio_, libri quinque, in-4. Roma,
1624, p. 54.
UBERTUS FOLIETTA, _De sacro fœdere in Selymum turcarum tyramnum ap.
Burmannum in Thes. Hist. Ital._, t. I, p. 970.
PAOLO PARUTA, _Historia della guerra di Cipro_, in-4. Venezia, 1718, p.
64.
Tutti questi ed altri molti, parlano dell’armamento delle galere
fatto da M. A. Colonna nell’anno 1570 in Ancona. Ondechè la pietà quel
Saracino il quale tronfio e paffuto nella sua storia di essa città, a
pagina 368, scrive così: «_Dall’anno 1567 al 1574, che sono anni sette,
non ho notizia alcuna di Ancona._»!! Donde attendeva costui le sue
notizie?
[9] ARCH. COLONNA cit., t. I, p. 14, 19, 24, 42. Quivi sono gli
specchietti degli uomini necessari ad ogni galera, e dei soldi mensili
di ciascuno; che io stimo doversi pubblicare con alcune noterelle per
chi apprezza i bei lavori archeologici del chiarissimo A. Jal, fatti
per ordine del Ministro della Marina di Francia:
Numero Qualità delle persone. Soldi
delle complessivi
Teste. a scudi per
mese.
1 _Comito_. (Il primo de’ bassi
ufficiali) 7. —
1 _Sotto Comito_. 5. —
1 _Scrivano_. (Ragioniero) 5. —
1 _Peota_. (Piloto) 3.50
3 Maestranze (calafato, mastro d’ascia,
e remolaro) a due scudi 6. —
3 Loro fanti, a paoli quindici 4.50
2 Capi bombardieri, a scudi 4 8. —
4 Bombardieri, a paoli venticinque 10. —
1 Cappellano 2. —
1 Barbiero. (Cerusico) 3. —
8 Compagni d’albero (Marinari di prima
classe) a scudi 3,75 30. —
30 Marinari, a scudi 2,50 75. —
100 Soldati, a scudi 4,57 457. —
Pane ai medesimi 50. —
Vino e companatico 165. —
200 Remigi (mantenuti dalle Comuni) » —
1 Capitano della galera 30. —
1 Capitano delle Fanterie 30. —
1 Alfiero 10. —
2 Gentiluomini di Poppa, a scudi 8 16. —
——— ——————
361 917. —
ARCH. COLONNA, t. II, p. 266. «_Marcantonio ebbe dalla Marca circa
duemila uomini da remo, pagati da quella provincia per sei mesi._»
[10] ARCH. COLONNA cit., t. I, p. 9.
[11] ARCHIVIO COLONNA cit. t. I, p. 1 a 13.
VINCENZO ARMANNI, _Storia della nobile ed antica famiglia de’
Capizucchi, baroni romani_, in-4. Roma, 1668.
Id., _Ragguaglio_ per appendice alla predetta istoria. Roma, in-8. 1680.
ANNIBALE ADAMI, _Elogi storici di due marchesi Capizucchi_, in-fol.
Roma, 1685.
FERDINANDUS UGHELLIUS, _Genealogia nobilium de Capizucchis_, in-fol.
Roma, 1653.
PETRUS ALOYSIUS GALLETTI, _Inscriptiones Romanæ_, Classis X, nº 22, 29,
36.
TEODORO AMEYDEN, _Le famiglie romane_, autografo del secolo XVII, MSS.
Casanat., E. III, 11.
GAMURRINI, CRESCENTIO, ZAZZERA, IMHOFF, CRISPOLTI, MARCHESE, LITTA ed
altri genealogisti.
[12] CARLO PROMIS, Le _Opere_ di Francesco di Giorgio Martini, in-4.
Torino, 1841, t. I, p. 317, parla del Fontana in una nota.
JACOPO FONTANA, Capo bombardiere ed ingegnere propose a Papa Sisto
V il ristauro del porto e fortificazioni d’Ancona. MSS. Vaticano nº
del codice 5463. — Quivi dà egli stesso notizia della sua vita e de’
servigi prestati nell’armata sotto Marcantonio Colonna.
ARCH. COLONNA, t. III, p. 212, lin. 4.
ARCH. COL., t. I, p. 153: «_Scriverò con questa cifra che tiene il
Gallo mio secretario._»
[13] ARCH. COL. cit., t. III, p. 164, e t. II, p. 141.
GIAN PIETRO CONTARINI, _Historia delle cose successe dal principio
della guerra sino al dì della gran giornata_, in-4. Venezia, 1645.
p. 15, 16. Esso ed altri scrittori veneziani e spagnoli ripetono e
storpiano orrendamente i nomi. Per esempio: capitan Cortesi, Baccio
da Pisa, e Pandolfo Strozzi, nei MSS. e in qualche stampa si leggono
Pamiolfo Atroci, Bazza da Pista, e capitan Cortes. — Avvertenza
necessaria per comprovare alcune volte l’identità delle persone.
[14] In tutte le scritture del cinquecento il nome della città di Terni
nell’Umbria si poneva Terani, sincopato dal latino _Interamna_, poi
più speditamente rivolto a Terni, come oggi si dice: per non ripetere
questa avvertenza e per togliere gli equivoci, userò in seguito sempre
la moderna ortografia che dice Terni, ogniqualvolta nell’originale
si trovi Terani. Così pure io scriverò Ripatransone quando leggo ne’
codici della Ripa.
[15] CRISPOLTI, _Annali di Perugia_, MSS. alla Comunale, C. 33, t. II,
p. 254, 260.
[16] ARCH. COL., t. I, p. 201 e t. III, p. 43.
[17] ARCH. COL., t. I, p. 13.
Lettera di M. A. Colonna a Monsig. reverend. Alessandrino d’Ancona, 20
giugno 1570.
Similmente t. II, p. 461 e, t. III, p. 1.
[18] ARCH. COL., t. I, p. 49.
«_Signori sopraccomiti delle galere di Nostro Signore in Ancona, per
ciascuna vostra galera farete caricare l’infrascritte robbe, cioè:_
_Biscotto migliara_ 30
_Vino, some_ 50
_Riso, migliara_ 1
_Fave, some_ 10
_Oglio, otri_ 15
_Aceto, some_ 8
_Sardelle, barili_ 12
_Salami, migliara_ 2½
_Formaggio, migliara_ 1
_Sale, libbre_ 200
_Stoppa_ 300
_Pece, libbre_ 200
_Sevo, libbre_ 300
_Sacchi, numero_ 50
_Polvere, migliara_ 3
_Dalla galera Capitana in Ancona, a dì 6 di luglio 1570._»