LAMPRIDIO, FILASTORGO, TEODOSIO.

LAMPRIDIO. O padre, mi vergogno domandarvi perdono dell'offesa

fattavi.

FILASTORGO. Fa' che per l'avenire si ricompensi essermi ubidiente, ché

giá hai conosciuto se t'amo.

LAMPRIDIO. Non arei potuto vederne piú chiaro segno, e per rendervi le

debite grazie di tanta affezione mi mancano le parole: però vi priego

che col vostro savio discorso consideriate quel tanto obligo che vi

debbo e per natura e per debito, e facci Iddio che io viva tanto che

possa dimostrarlovi.

FILASTORGO. Fa' che ami la tua Olimpia, poiché ne hai tanto patito e

fatto patire ad altri.

LAMPRIDIO. È soverchio ricordarmelo, padre.

FILASTORGO. Teodosio, io ve lo do per genero e per servo.

TEODOSIO. Lo ricevo per genero e per figliuolo.

LAMPRIDIO. Andiamcene a casa e diamo questa allegrezza a Sennia e non

la facciamo piú penare.

TEODOSIO. Giá la vedo comparire dinanzi la porta.

L'Olimpia · 第 83 / 85 题