TRASILOGO. Che il capitan Trasilogo, sgombrator di campagne,
destruttor di belovardi, ruina di muraglie e desolator de cittadi
patirá che gli sia fatta cotanta ingiuria?...
SQUADRA. Veramente lo merita questo gastigo.
TRASILOGO.... e che un romano abbia a tormi la sposa promessami?...
SQUADRA. E il peggior è che Olimpia non vi può sentir nominare.
TRASILOGO.... Tagliarò Sennia per mezo; Olimpia la prenderò per lo
collo e senza toccar terra la porterò prigione in casa mia; a Mastica
ficcherò un spiedo per sotto che gli lo farò uscir per la bocca; a
questo romano spezzarò su la schena dieci fasci di bastoni, né lo
difenderan dalle mie mani cento muraglie o bastioni....
SQUADRA. Bene!
TRASILOGO.... Se non spianarò questa casa dal basso suolo, non vo'
portar piú spada a lato. Onde spero per tale essempio agli occhi di
ciascheduno che non aran piú ardimento d'offendermi....
SQUADRA. Benissimo!
TRASILOGO.... Orsú, fatevi inanzi, soldati! olá, Pelabarba,
Cacciadiavoli, Rompicollo, Spezzacatene....
SQUADRA. Tutti siam qui apparecchiati.
TRASILOGO.... ponetevi tutti in ordine, perché ne vo' far la rassegna.
Fermati tu, dove vai tu? Sta' dritto tu! Che arme è questa? or non
avevi altre arme in casa, che venir fuori con una scopa? che mi pari
piuttosto un spazzacamino che soldato....
SQUADRA. Buon pensiero, padrone, per nettar il sangue e le cervelle,
le braccia, le mani e l'altre membra, che si troncheranno per la
scaramuccia.
TRASILOGO.... Tu perché con questo spiedo?
SQUADRA. Per infilzar Mastica, come avete detto, accioché non ingoi
piú fegatelli.
TRASILOGO. E Olimpia e Sennia insieme con lui.
SQUADRA. Non tanto male a' poveretti: è troppo gran vendetta.
TRASILOGO. Io per minor cosa di questa rovinai la Capestraria,
l'Arcifanfana e la Cuticulindonia.
SQUADRA. Dove sono queste cittá, padrone?
TRASILOGO. Nell'India del Mondo nuovo. Suona il tamburo, Squadra.
SQUADRA. Io non ho né naccheri né tamburi.
TRASILOGO. Suona con la bocca mentre costoro caminano in ordinanza.
SQUADRA. _Tup, tup, tup_.
TRASILOGO. O bestia incantata, non vedi che guasti l'ordine? Tu, porta
queste mani a' fianchi; tu, alza la testa, che mi pari un bufalo o
barbagianni; tu, con questa fionda sta' in questo luogo, e se alcuno
cavasse la testa fuor dalla finestra o tetto, ferisci con essa e togli
le difese; tu, Squadra, fermati innanzi la porta, che hai questo cuoio
di dante.
SQUADRA. E questa spada di Petrarca.
TRASILOGO. Con questa spada poniti in portafalcone.
SQUADRA. Io non so se non portagallina.
TRASILOGO. Sai maneggiar questa spada a due mani?
SQUADRA. Meglio assai quella a duo piedi; però seria bene che mi
locaste nella retroguarda.
TRASILOGO. Quel loco è del capitano acciò possa soccorrere dove è il
bisogno, e dietro questo cantone sosterrò l'impeto della battaglia.
SQUADRA. E voi, savio, vi ponete al sicuro.
TRASILOGO. Questa non è paura ma avertenza di guerra per poter
provedere in ogni luoco. Dammi tu questo scudo. Orsú, state in
cervello, ch'io vo' dare l'assalto. Alla prima botta col piede farò
andar la porta per terra, con le smosse le mura e la casa.
SQUADRA. Tanta avete forza, padrone! TRASILOGO. Io farei scotendo
cader la torre di Babilonia: farò piú io solo che gli arieti, le
catapulte, bombarde e l'artiglierie.
SQUADRA. Sento genti, signor capitano.... Non è nulla, non è nulla.
TRASILOGO. Taci, codardo! ché avilisci costoro. Su, mano all'armi,
calate i ferri, ah capitan Trasilogo, innanzi innanzi!
SQUADRA. Oh come fate bene! dite:--Innanzi innanzi!--e vi fate
indietro indietro!
TRASILOGO. Sciagurato, fo come il castrone che si fa indietro per
ferir con maggior impeto dinanzi. Ah capitano, innanzi innanzi!
SQUADRA. Padrone, sento piú di mille uomini che calano con arme.... No
no, è stata una gatta.
TRASILOGO. Facciamo una bella ritirata, che non è men bella che un
forte assalto. Fermatevi!... con ordine, con ordine. O ciel traverso!