Al di là del muro a secco un sentiero s'inerpicava sulla riva sinistra,
ma un sentiero da capre, disegnato appena fra i sassi calcarei e i
magri ontani bistorti. La stretta valle però si presentava ridente
a malgrado il giorno coperto. Un'occhiata ed una smorfia di Fiorina
destarono la galanteria di Tibullo.
— Sono dolente, cittadina, di non poterti offrire un cavallo almeno.
Sono forse quindici giorni che abbiamo mangiato l'ultimo e sarebbe
stato assai meglio che l'avessimo mangiato quindici anni prima. Con un
sorriso la marchesa ringraziò il soldato ed aggiunse:
— Grazie, cittadino, ma non temere: so camminare anch'io.
— Sui tappeti, a giudicarne dai tuoi piccoli piedi. Ma non importa:
quando sarai stanca ti porteremo.
Il sentiero si allargava sulla ripa e, nell'addentrarsi che fecero
entro la valle, i viaggiatori, dopo la temperatura quasi rigida
provata nel tragitto marino, ecco una quasi tepida ne trovarono come se
entrassero in una serra.
— Qui fa quasi caldo — fece osservare Tibullo che s'accorse del
refrigerio provato dai suoi ospiti: — il _piccino_ ci si crogiola a
suo bell'agio. E ne aveva bisogno. Tiene l'anima coi denti e per di
più, dicono, ha sposato l'amante di Barras, una creola bella e sana da
far impazzire, una donna da mettere a terra più uomini che Kleber non
isfianchi cavalcature.
— Già, l'ho sentito dire — osservò Ibleto mellifluamente — ed ho
sentito dire che il comando dell'armata del Varo fu il cestello di
nozze di Barras.... per gratitudine.
Tibullo aggrottò le sopraciglie.
— Spero che non ci sia niente di losco nelle tue parole, cittadino.....
— Lungi da me tal pensiero! — s'affrettò a replicare lo Spigno.
— .... perchè t'avverto, senza complimenti, che per istare in concordia
con noi non bisogna dir male del _piccino_, neanche per ombra! Di'
quello che vuoi di Massena e degli altri, e di tutti i politicanti di
Parigi, ai quali farei portare per qualche settimana i cannoni, invece
dei muli che non abbiamo: parla male anche di Hoche, se vuoi, ma lascia
stare il _piccino_: il _piccino_ non si tocca!
— Vuoi molto bene al tuo generale a quel che vedo, amico? — susurrò
Fiorina per aiutare il marito — Lo conoscevi forse prima che giungesse
a Nizza?
— No, cittadina, mai visto prima. E che bisogno ce ne sarebbe stato?
Gli uomini si conoscono a colpo d'occhio, come io ho conosciuto il tuo
vecchietto....
Ibleto si raddrizzò offeso.
— .... e quell'altro là dietro che non parla, ma che sarebbe un
magnifico capo di battaglione. Gli uomini si conoscono all'occhio...
— E le donne, Tibullo? — domandò un soldato ridendo.
— Al tatto.
Le risa raddoppiarono svegliando gli echi della vallata.
— Cosicchè, cittadino — chiese Fiorina divertendosi, — tu hai
conosciuto all'occhio il tuo generale?
— E all'orecchio. Sfido io! Come si fa a non seguire un _piccino_
che invece di parlarti di Repubblica una e indivisibile, di onore
(quello del Direttorio) e di patria (la pancia di quei signori) e di
tante altre cose da farti crescere la barba tanto da camminarvi sopra,
arriva senza complimenti, non degna di uno sguardo i colonnelli e i
generali, ma si mette in mezzo a noi e ci dice senza tanti preamboli:
«Ragazzi miei, vedo che avete fame e freddo: dividiamo quello che c'è
e visto che quei signori di Parigi non sono buoni che a chiacchierare
e a mantener sgualdrine, venite con me che vi porto in un posto dove
troverete da mangiare come papi, da bere come frati e da.... carezzar
donne come cardinali». Ti pare, cittadina, che un piccino simile non
meriti simpatia?
— Evviva il _piccino_! — urlarono i soldati entusiasti.
E colui che possedeva un simulacro di fucile fece partire un colpo in
aria!
— Che succede, olà, camerati? — urlò una voce stentorea dall'alto d'un
ciglione: accompagnate forse il carro del bue grasso?
La comitiva sostò, gli occhi di tutti s'orientarono donde veniva la
voce: ne furono abbagliati e bisogna dire che ce n'era ad usura la
ragione. Figuratevi un giovane di forse venticinque anni ed in tutto
lo sfarzo della giovinezza che sboccia senza freni. Snello ed aitante,
una copiosa capellatura — a testa nuda come usavano in allora i giovani
ufficiali della giovane Repubblica — la faccia colorita, stretto
nella uniforme d'aiutante di campo, prestigiosa ed aiutata ancora da
una fascia fantasia intorno alle reni e da una sciabola turca munita
d'un'elsa solare: stivaloni alla scudiera su calzoni attillati grigio
perla: sopra un enorme cavallo velloso nelle gambe e sul muso come
una cavalcatura cosacca, arricchito da una gualdrappa di velluto rosso
acceso, di provenienza ignota benchè il bordo tutto d'oro la facesse
sospettare appannaggio di chiesa: ecco l'apparizione che stupì, anzi
che sbalordì i nostri viaggiatori. Byron deve aver tratto od essersi
ispirato da un ritratto di Murat giovane per il suo Mazzeppa, senza
dubbio. La comitiva sostò per un momento, poi Tibullo con la confidenza
che in allora esisteva tra soldati e ufficiali, rispose a voce
spiegata, facendosi schermo della mano ad imbuto:
— Cittadino aiutante Murat, ti conduciamo degli aristo che vantano una
lettera per il cittadino generale in capo.
— Avanti gli aristo, cittadino!
Fece d'un salto varcare al cavallo il ciglione e compì l'ardua impresa
con una tal grazia che tradiva il suo recente passato di guardia
costituzionale del Re Luigi e di cacciatore a cavallo, abituato a
caracollare dinanzi alle belle ragazze ed a sfidare il pericolo nelle
cariche sfrenate. Quando si trovò davanti ai tre viaggiatori e vide
per il primo Emanuele Embriaco che celava in certo qual modo Fiorina,
mentre Ibleto di Spigno s'era tanto profondamente chinato da celare il
viso, non potè trattenere un gesto di sorpresa e di diffidenza.
— Corpo d'una pipa! — esclamò — dei vandeani anche qui!
E certo l'abbigliamento dell'avventuriero potea giustificare ed
avvalorare l'esclamazione. Se non che l'Embriaco, il quale mentalmente
con sintesi degna di Tacito, avea pensato che le parole — qualunque
fossero — sarebbero state oggetto d'una interpretazione sommaria da
soldataccio incolto, e che quindi era meglio stare zitti fino a tempo
opportuno, fece la mossa più abile che cortigiano consumato potesse
immaginare: si tirò da un lato e scoprì Fiorina.
Murat ne restò abbagliato. Mormorò:
— Corpo di.....
Ma non andò oltre. Discese però da cavallo. E s'accorse d'Ibleto
piegato in due, tutto intento a lisciarsi la barbetta. Assunse allora
un'aria burbera per darsi del contegno:
— Che vuoi tu, cittadino?
— Cittadino aiutante — rispose Ibleto cercando le parole — ho qui
una lettera del generale Laharpe per il tuo generale, il cittadino
Bonaparte.
— Qua la lettera!
Il marchese di Spigno esitò:
— Ma....
Intervenne allora Fiorina col più seducente dei sorrisi:
— Porgete dunque la lettera al cittadino aiutante, amico mio!
L'altro obbedì. Porse un plico ben suggellato a Murat, il quale
imbarazzato più che mai lo voltò e rivoltò fra le dita incerto.
— Come vedi, cittadino aiutante, — continuò sorridendo la marchesa — è
indirizzato al generale in capo, ma poichè tu ne sei l'aiutante, credo
che potresti aprirlo.
Il _credo_ fu pronunciato con una tal quale inflessione ironica che
sfuggì completamente al burbero Murat.
E colui, che doveva coprirsi di tanta gloria personale, era fin
d'allora quell'essere debole che si dimostrò di poi, quando entrò
nella storia, offerto cioè all'influenza del primo o della prima che lo
sapesse dominare adulandolo o gettandolo nei bivii più crudeli.
— Naturalmente che lo potrei — rispose gonfiandosi come un tacchino —
ma non ne vedo la necessità. Il generale è qui a due passi, in un luogo
detto San Bartolomeo, e può ben leggere da sè.
All'udir Murat esprimersi in tal guisa si sarebbe supposto che avesse
col Bonaparte un'intimità da camerata.
— E possiamo noi, cittadino aiutante, accompagnar la lettera?
— Naturalmente che lo puoi, cittadina... anzi lo potete.....
Fissò la donna, che gli sorrideva, ma non ne sostenne lo sguardo.
— E — continuò Fiorina — poichè sono stanca, non puoi tu, cittadino
aiutante, prestarmi il tuo cavallo?
Per tutta risposta, davanti a Tibullo ed ai soldati stupefatti, Murat
si chinò, raccolse, come se fosse un bimbo, la marchesa nelle mani e la
depose sulla gualdrappa fantastica.