_Questa edizione, interamente e assolutamente rinnovata, di un mio
lavoro di parecchi anni addietro, comparso in tempi che dovevano
essergli sfavorevoli, come quelli nei quali la disistima degli
studi storici era, in Italia, per ragioni che qui non è il luogo
di indagare, giunta al suo colmo, riappare adesso in una forma
diversissima dall’antica. Chi scrive non è una di quelle egregie,
invidiabili persone che si compiacciono assai di non avere mai
nulla a mutare nelle loro opinioni, nei loro scritti, nelle loro
meditazioni precedenti. Io ho trovato, e trovo sempre, da cambiare —
profondamente —, e profondamente correggere, in tutto quanto ho avuto
per l’innanzi a pensare e ad esporre. Così, per limitarmi al presente
volume, dell’antica mia trattazione non è rimasta in piedi che parte
dell’intravatura: il resto — disegno, architettura, ornamentazione
— tutto è scomparso, divorato da una radicale rielaborazione e
ricostruzione. Dirò di più: io mi sarei sentito umiliato se, rivedendo,
dopo tanti anni, questo mio libro, non avessi trovato da rimaneggiarlo
profondamente. Credo tuttavia che, quale esso torna oggi alla luce,
sia, non soltanto cosa, forse, degna di rilievo, ma altresì capace
di utilità pratica. Il problema più alto della storia è proprio
eternamente questo del sorgere e del decadere delle Nazioni; onde
riuscirne a coglierne la parola o le molte difficili parole risolutrici
è conquistare una parte del mistero della nostra esistenza passata
e presente. Appunto perciò, come la prima volta in cui lo concepii,
anche ora io lo dedico idealmente, meno ai professionisti della nostra
disciplina che a tutti coloro i quali si accostano alla fonte incantata
della storia con la brama, solo parzialmente appagabile, di attenderne
una grande lezione per l’avvenire e (Dio noi voglia!) anche per il
presente. Che queste pagine possano, sia pure in piccolissima parte,
soddisfare a sì alta ambizione!_