NOTE:

[1] Dal Heidenhain, dal Grützner, dal Rumpf, dal Charcot, dal Richet,

dal Baumler, dal Regnard, dal Maggiorani, dal Tamburini, dal Seppilli

e da parecchi altri eminenti medici e fisiologi.

[2] W. CROOKES, membre de la societé Royale de Londres, RECHERCHES sur

les phénoménes du spiritualisme. Paris, pag. 137.

[3] Vedi _Le sonnambulisme provoqué_ nel suo volume l'_Homme et

l'intelligence_. Paris, Ateau 1884, pag. 248-49.

[4] Richet, op. cit. pag. 221.

[5] Der sogennante thierische Magnetismus. Leipzig, 1880.

[6] Richet, op. cit. pag. 223.

[7] Du Sommeil magnétique dans l'hystèrie. Strasbourg 1868.

[8] Metto in nota quelle parole o frasi che, per amor di chiarezza

e per comodo del lettore, mi son permesso, qua e là, di cambiare nel

testo. Qui, per esempio, il testo diceva: _pittoresche_.

[9] _fuga_.

[10] _dal suo seno_.

[11] _in dubbio_.

[12] _allargasi_.

[13] _messa del tutto in chiaro_.

[14] _in circoli e circoli_.

[15] _fa distinguere_.

[16] _al_.

[17] _lungo_.

[18] _da poltroneria_.

[19] _guastelle_ (sicilianismo).

[20] _teneva_.

[21] _alla sveglia_.

[22] _soggetto_.

[23] _insegnava_ (sicilianismo).

[24] _operavano_.

[25] _abitabile_.

[26] _sue occulte camminate_.

[27] _sue_.

[28] _era il tempo del suo inferno_.

[29] _era_.

[30] _mila_.

[31] _libera_.

[32] _fabbricavano_.

[33] _doversi da tutti_.

[34] _facendo quattro espressioni con parole_.

[35] _quegli_.

[36] _se era in loro abilità_.

[37] _al_.

[38] _tutto si allestì_.

[39] _esparso per il basso suolo_.

[40] _il miserando fine_.

[41] _in gran combinazioni_.

[42] _inghiottiva_.

[43] _magnetizzati_.

[44] _suo_.

[45] _Basta! Basta!_

[46] _mirare_.

[47] _Diede registro alle acque_.

[48] — La visione consolava il mio spirto esule in terra ove la perduta

gente che attorniavalo grandemente contristavalo.

[49] — Coloro che vivono nei bassi lochi e popolati, aspirano aria

divolgata da vili parole — Od ancora: costumando fra il popolo altro

non reca allo spirto se non idee di materia.

O voi che avete monti, ivi recate; troverete aria pura di virtù e sì

copiosa che entro le cellette penetreravvi e avrete isolazione.

[50] — Come coloro che al tempio vanno a mirar l'arte.

[51] — Abeto è segno d'eternitade. Chi abbraccia un più o meno grande

abeto, abbraccia uno spazio d'eternitade. Overo sia abbraccia quello

che li spetta se poca o magna è la fede e di conseguenza la eternità.

Confronta per primo il tertro mio e lo bosco abetaio a _Tempio di Fede_.

[52] — Ambiva a farsi una dimora solinga in quell'albero di fede.

[53] — Non desiava che il posto ch'egli occuperebbe fusse maggiore

dello suo volume. O vero sia che il romito ambisca a se solo e nè a

cella grande o bastone o sandali.

[54] — Una corrente eguale di sentimenti. (Non tacciatemi ve ne prego

di spaventeria).

[55] — Gli uomini che credonsi liberi e vaganti sono chiusi e meglio

guardati che pecora in ovile.

[56] — Il caput accennava di _si_ ma desiavan nel dentro.

[57] E che eran le fiammelle se non virtù convenenti; le quali virtù

scorgea sendo la notte vegna.

[58] — Così coloro i quali vanno allo tempio e a seconda dell'intensità

dei prieghi ricogliono o non ricogliono.

[59] Io vi avverto che nello concetto mio materiale di scrittura aveo

disposto che i rai si partivano dall'abeto maggiore dal centro, lo

quale sendo luminoso io confronto a stella, la quale fulgidissima nello

mezzo andava spegnendosi in cerchio.

[60] Stella erami presentata come religione del mondo che in sui

diversi stadii più o meno vampava d'amore.

[61] — Volendo rappresentare che coloro i quali escono dalla Stella

precipitano per lo pendio inevitabilmente, e vanno a celiarsi in ovile

ove per gli schiamazzi perdono lo frutto.

Coloro che restano in stella chiamerò eremiti.

[62] Coloro che in visione mia scendeano lo pendio, cadeano in ovile e

temei, ma per non esser cosa reale, riflettei tal cosa ch'io ivo alla

mia cella.

[63] Rappresentava lo palagio di Povertà; li alati che custodivanlo:

umiltà e rassegnazione in Dio, li quali sono di proprietà della

Povertà.

[64] Significava tale movimento che allo palagio di povertà, chiamavami

in nelle sue belle stanze.

[65] Dacchè lo povero si è per lo uomo; magnifico abbiglio porta allo

cospetto di Iddio.

[66] Aliquando alla soglia donna presentossi, accorsero li angeli, e

gittatisi in terra quale palafreno la presono e via la portonno. Lo che

rappresenta umiltà e rassegnazione conducono povertà a Dio.

[67] In nella prima parte di visione mia si rappresentò trionfo della

Povertà, la quale habendo io ammirata come bellezza e non altro, se ne

andò. Si significò nella seconda umiltà terrena la quale tale apparendo

agli uomini, tale debbe essere amata e ricognosciuta. Ed ecco che a

significarmelo lo debole essere comparve, lo quale sembrommi lucente,

tale essendo alla vista di Iddio chi di povertà si fa amante, a

scuotermi e attirarmi e mostrarmi che sola lei dovea essere mia sposa.

Allo matrimonio assistei, dello quale essendomene mostrato desideroso,

mi fu spartito.

Or voi intendete, o miei, come cotale visione si era a rappresentarmi

la vanità dello mondo e la gloria della umiltà e povertà; lo che

essendomi persuaso a cagione di Ella visione, il feci.

[68] Ella era la mia donna che mi aiutava e consigliava come povertà mi

disse: La quale (donna) discoversi portava cilicio. Amanti miei siate

ancora amanti della Povertà, la quale fu mia e vedovella ho lasciata.

[69] Rappresentorno in mente mia di visione cotesto pantano e coteste

anime, lo malo passo ove caggiono costoro li quali mal vivono e

sprezzano lo buono, lo quale veggendo beato bieco guardano e sputano

fuoco.

O miseri loro!

[70] — Rappresentavano coloro che a se inflissero pene ma niuno

aiutarono.

[71] Questi e gli altri puntini, dove il senso s'interrompe, indicano

le parole illeggibili del manoscritto. La scrittura, a lapis, è grossa,

affrettata, intramezzata da serpeggiamenti di linee, da parole rimaste

a mezzo e poi riprese; vi si scorge con evidenza il continuo agitarsi

del braccio e la natura automatica del movimento.

[72] _Il fulmine colpisce e non è visto._

[73] Paris, librairie J. B. Baillière et fils, 1883.

[74] Il Giunta si provò a fare, col mio consenso, quello che a me non

riusciva. Ma il suo lavoro, pubblicato in un fascicolo del Giornale

Napoletano, col titolo _Un Ritratto_, inciampò nello stesso scoglio

ov'ero più volte inciampato io: l'allucinazione non vi era resa con

evidenza; ed era l'importante, l'essenziale.

[75] L'homme et l'intelligence, pag. 235.

[76] Ivi, pag. 237.

[77] La signora Cesira Siciliani-Pozzolini.

[78] JACOBUS ha risposto alle osservazioni del Carducci e del D'Ancona,

nella seduta del 5 febbraio di quest'anno (_medium_ Gordigiani). Questo

piccolo documento non è meno curioso degli altri.

_Domanda._ Scrivesti tu mai in vita prose italiane o soltanto trattati

in latino?

_Jacobus._ La era lingua più prossima. Solo alle femine si dicea in

volgare. Se memoria servemi, in volgare dissi io pure, ma ciò anzi

(_innanzi_) la conversione. O beato Iddio!

_Domanda._ Ma perchè la lingua delle tue visioni non è quella precisa

del tuo tempo?

_Jacobus._ Ciò può avvenire, madonna e messeri; e dacchè premevi

lingua, premevi ragione di ciò? Or io per voi son di ritorno ver

terra. Quatuor seculi si erano dacchè la lasciai. Posciachè belli

seculi di virtute furno quello che mi seguì e l'altro di poi; onde non

sdegnai approssimarmi, ed imparai ancora, e non poco in terrene cose

m'ammaestrorno le pecore di allora (_i codici manoscritti in carta

pecora_). Onde, miei dolcissimi, non vi sia strano e indocile spirto se

tale io parlo favella e la mia smenticai.

[79] Anno XXX, n. 46.

[80] Veggasi lo scritto del Parville nella nota in fine di questo

volume.

[81] Principes generaux de Psychologie physiologique, trad. par A.

Penjon. Paris, Germer Baillière, 1876, pag. 164.

[82] Leggasi nella Nota in fondo a questo volume lo scritto del Conte

de Villiers de l'Isle-Adam intorno alla nuova opera del Crookes.

[83] _Voir_ nos _Causeries scientifiques_, tomes XIX et XXI.

Expériences de la Salpétrière et de la Pitié, expériences de M.

Heidenham de Leipzig.

[84] M. Liégeois pose, en concluant son Mémoire, la question de savoir

si la justice, connaissant l'influence sur certains temperamens

des pratiques hypnotiques, a le droit d'y recourir, afin d'obtenir

des aveux ou des éclaircissemens refusés par les accusés lorsqu'ils

sont dans leur état normal. Il répond nettement que le magistrat ne

saurait se permettre un pareil acte attentatoire à tous les droits

de la défense et violant la liberté morale de l'accuse. La question

n'est plus de notre domaine; mais le médecin aura toujours le devoir

de rechercher si le sujet est impressionnable au point de subir une

volontè étrangère. Le champ d'observation et de contrôle sera par cela

même considérablement élargi.

[85] _L'Homme et l'Intelligence_; fragmens de physiologie et de

psychologie, par Charles Richet, agrégé de la Faculté de Médecine de

Paris, Alcan, éditeur.

Spiritismo? · 第 25 / 27 题