_Compagni_,
_domando la parola per fatto personale!... Ecco il fatto personale:
oggi non sono più quello di ieri!_
_Ho letto questo libro nel quale Beltramelli mi ha voluto rifare,
diremo così, per la consumazione del popolo; l'ho letto e, siccome
bisogna sempre sopportare nella vita, starò zitto._
_Però io vorrei sapere se sia proprio un esempio di finezza quello di
spifferare alla gente gli affari intimi di un galantuomo._
_Ho amato, e va bene; ma era necessario andarlo a raccontare?.. Che
cosa ci ho messo io di più di quello che non ci mettano gli altri?.. E
allora se si tratta sempre della medesima debolezza perchè voler aprire
le finestre che dovrebbero rimaner chiuse?.._
_E protesto poi quanto più posso contro quella che Beltramelli chiama
la_ «cosa aristocratica»!...
_Ma che cosa e non cosa aristocratica! Queste sono fandonie che se le
sogna lui!_
_Mi ero innamorato di Mignon, è vero! Ormai lo sanno tutti e non
mi fa vergogna dirlo. Ho sofferto come un'anima dannata; ho avuto
l'impudicizia di piangere; mi sono confuso con l'ultimo tamburiere;
mi son fatto compatire anche da Rigaglia testone. È vero, è vero!
Ma da questo a voler affermare che mi ero perduto per_ «la cosa
aristocratica», _c'è un bel divario!.. Io sono stato sempre un
autentico democratico; anche quando soffrivo le pene dell'inferno. E
tutto il resto è fandonia, è bagatella, è facezia!.._
_L'aristocrazia non fa per me ed io non l'avrei cercata neppure fra le_
segretezze _di Mignon. Parola d'onore!.. Mi potete credere, compagni,
se ve lo dico. E protesto altamente contro quest'atto di accusa che
vorrebbe guastarmi la riputazione!_
_Ho buttato il mio cuore a una donna e dovevo sapere che se lo sarebbe
mangiato. Ecco la mia colpa; ma capita tutti i giorni. E basta. Solo ho
voluto mettere le cose a posto._
_E se questo libro andrà in mano a Rigaglia che oggi è_ «un pezzo
grosso» _e tambureggia sui giornali e si fa largo a Roma, dove l'Italia
ha più paura che in nessun altro luogo; se andrà in mano a Rigaglia
che è sempre testone, anche se non porta più le scarpe coi chiodi,
voglio che il vecchio versipelle tanto temuto e tanto accarezzato (bel
coraggio hanno questi liberali!...); voglio che sappia che il Cavalier
Mostardo è stato, è e sarà sempre il suo padrone tanto da vicino quanto
da lontano._
_Valà, poverino!.._
_Se domani mi vien voglia di rimetterti sotto e questo io posso fare in
due e due quattro!.._
_E qualche volta voglio smascherarti._
_Ci conosciamo bene!.._
_Altro che Lenin e Trotzki e Consigli del Popolo e Repubblica dei
Soviet e consimili chincaglierie!.._
_La tua Dittatura?_
_Sì, provaci!.._
_Io sono quasi quasi vecchio, però fin che campa il Cavalier Mostardo,
tu Rigaglia, tu testone, tu versipelle, tu ignorante demagogico,
tu brigante da strada, tu vagabondaccio egoista, tu truffaldino, tu
idealista nelle tasche degli altri, tu tu non farai niente di niente.
Te lo dico io!.._
_E vigliacco sei!_
_E ti chiami Rigaglia!_
_Ma non ti conosco?.._
_Sei nato Rigaglia, ti chiami Rigaglia e morirai Rigaglia!_
_Ecco il tuo epitaffio._
_Voglio farlo stampare sul portone di casa mia._
_Il popolo, il vero grande popolo sono io._
_Se a Roma ti prendono sul serio, io ti prenderò a schiaffi!_
_E tu, contro di me non potrai alzare un dito._
_Sì, l'ho voluta la guerra; l'ho voluta e sono andato a combattermela,
io!.. Perchè se accetto un'Idea, per la mia Idea butto via ogni cosa,
io!.._
_Ma tu, tu?.. Tu hai fatto sempre quello che ti conveniva meglio: hai
fatto il porco!_
_E ti ci sei trovato bene. Ed è diventata la tua professione
nobilissima, vecchio versipelle!.._
_Di' che non è vero, se puoi!.._
_Di' che sono un prepotente!.._
_Ora ti han conosciuto anche i socialisti, chè ti sei buttato al
Comunismo; e domani potrai anche essere prete; ma starai sempre a casa
tua quando ci sarà da combattere._
_Perchè non scendi per le piazze? Tu sei bravo per mandarci gli illusi,
ma la tua pelle la tieni in conserva._
_Ah, ridi perchè sono fascista?.. Ma fatti vedere allora; vieni dove si
fa del fumo, dove si può morire._
_Avanti!.._
_Ti aspetto io solo; e te coi tuoi compagni._
_Questa è la mia pubblica sfida a te, Rigaglia, padrone di
Rocca-Canaglia. Ma non verrai; lo so benissimo che non verrai._
_Però guarda che abbiamo scoperto il tuo domicilio. Sta attento
a quello che dici o fai scrivere perchè, per poco che tu soffi o
brontoli, ti preparo tale spedizione punitiva da farti ballare i
tresconi sopra una piuma di struzzo._
_Sono uomo da farlo, io, e tu lo sai._
_Ringrazia Mussolini se fino ad oggi hai salvata la tua pelle d'asino,
perchè io, tanto, ho giurato che voglio farmene un tamburo._
_Un bel tamburo da fracasso, che mi accompagni quando canterò:_
«Ecco Rigaglia, testone,
che non seppe far l'o con un bicchiere...
_E c'è chi ti prende sul serio, poveretto me!.._
_Ma, una di queste sere, la sentirai tu la serenata:_
Giovinezza, giovinezza,
primavera di bellezza...
_e allora vorrei tu avessi un campanello per ogni pelo, per sentire la
sinfonia della tua paura!.._
_Tanto sei nato Rigaglia, ti chiami Rigaglia e morirai Rigaglia!_
_Ecco!.._
_Una parola ancora, compagni, e poi ho finito._
_Io voglio bene a Mussolini, prima di tutto perchè è della mia razza,
poi perchè l'ho conosciuto quando portava la barba ed era un simbolo
piuttosto pauroso._
_Per Bios!.. Allora non si andava d'accordo, ma bisognava rispettarlo._
_Oggi Mussolini è il mio padrone e mi piace. Però, con la mia sincerità
in camicia, devo dirgli un cosa che non mi và giù._
_E la posso dire perchè io sono stato sempre repubblicano, e_
Repubblicano antico!
_Ho voce in capitolo come dicono i_ Signori della Cattedra.
_Dunque che cos'è, Mussolini mio, questa_ Repubblica tendenziale?..
_Spieghiamoci chiaro._
_La Repubblica non è una tendenza, per Bios!.. Io non la vedo così.
Rigaglia si, che è tendenziale; ma la Repubblica no e poi no!..._
_La Repubblica è un fatto storico. C'è sempre stata; c'è e ci sarà!.._
_Domani la vedremo a Roma; e questo è vero come è vero Dio!_
_Dunque non è una tendenza._
_Uno può tendere fin che vuole verso una cosa e non arrivarci mai._
_Ecco l'errore, Mussolini mio!_
_Ma noi siamo arrivati._
_Domani se io non ti dò più retta e mi metto in testa di far la
Repubblica, per Bios se la faccio!.._
_Non sono mica più i tempi di una volta!.._
La Repubblica è un'imminenza!
_Non ti pare?.._
_Allora non sarebbe molto meglio dire:_ Repubblica Imminenziale?
_La parola sarà brutta, ma chi se ne importa?.._
_Il fatto resta fatto!_
_E perdona al tuo vecchio Cavalier Mostardo, ma questa cosa dovevo
dirtela._
_Se non la dicevo, scoppiavo._
_Addio, compagni, ho finito._
_Il vostro_