Questa commedia ebbe nel Cinquecento, precisamente come la _Calandria_,
una ventina di edizioni; due altre ne ebbe sul principio del Seicento;
poi non fu piú mai ristampata[1]. Eppure, anche nel rispetto artistico,
essa può sicuramente annoverarsi fra le migliori del sec. XVI; e godé,
ad ogni modo, di una cosí grande fortuna da esser conosciuta e imitata,
non pure in Italia, ma anche in Francia, in Spagna ed in Inghilterra. Io
pongo a fondamento della presente edizione la prima stampa veneziana del
1537: _Comedia del Sacrifi- | cio de gli Intronati | da Siena MDXXXVII.
| In Vinegia per Curtio Navo | et fratelli_ [e al termine dell'ultimo
atto: _Il fine della Comedia de gli Inganna- | ti In Vinegia Per Curtio
| Navo, & Fratelli. | MDXXXVIII_]. Precede un'avvertenza di «Curzio alli
lettori» che incomincia cosí: «Eccovi finalmente, o lettori, la tanto
aspettata e desiderata comedia de gli Intronati, che io vi porgo: degna,
per la invenzione, per la puritá della lingua e per l'arte con che è
tessuta, d'esser da voi apprezzata e avuta cara forte tanto quanto altra
che fino a questo di ne abbiate veduta». Segue all'avvertenza il testo
poetico della festa cosí detta del «Sacrificio» (donde l'erroneo titolo
stampato sul frontespizio e perpetuatosi, fino ad alcuni anni addietro,
nei libri di bibliografia e di storia) che gli accademici Intronati di
Siena celebrarono nel carnevale del 1531; viene poi la commedia, che fu
rappresentata, come apparisce dal prologo, qualche giorno dopo la festa
suddetta e che sola qui si ristampa; e, in ultimo, chiude il volumetto
la _Canzon nella morte d'una civetta_ «Gentil augello che dal mondo
errante»[2]. Oltre a questa edizione, mi valgo, specialmente per le
parti spagnuole, di quella compresa nella giá citata raccolta
ruscelliana delle _Comedie elette_ ove essa reca il seguente titolo: _Il
Sacrificio | de gl'Intronati, | celebrato ne i giuochi | d'un carnevale
| in Siena. | Et | Gl'Ingannati, comedia | de i medesimi. | In Venetia
per Plinio | Pietrasanta, | MDLIIII_.--La stampa del 1537 ha quasi
sempre «dinanci», «innanci» ecc.; ma anche, talvolta: «da hora innanzi»
(a. I, sc. 3); «entrami innanzi» (ivi); «anzi l'ho in odio» (a. II, sc.
7); «vòimiti levar dinanzi?» (a. IV, sc. 1); «non vi ci fui mai dinanzi»
(ivi). Io adotto, in tutti i casi, questa seconda forma.--A. I, sc. 5:
«È ben vero che pregano Dio e 'l diavolo» (ediz.: «È ben che
pregano...»)--Nell'a. IV, sc. 6, verso la fine, Pasquella minaccia lo
spagnuolo di bagnarlo se non si decide ad andarsene; e Giglio, secondo
l'edizione del 1537, risponde: «_Testate l'agua, el fuogo porrò io a
esta puerta_» [precisamente cosí anche l'ediz. di Venezia, Giolito, 1560
e quella del 1538 che, all'in fuori dell'anno, è priva di ogni altra
nota tipografica]. L'edizione, invece, del 1554 curata dal Ruscelli
legge: «_Heccia de l'agua, el fuego ponerò yo a esta puerta_». Ma né il
«_testate l'agua_» né il «_heccia de l'agua_» dánno senso alcuno. Si
avrá qui, come io penso, una forma del verbo «_echar_». Per ciò,
sopprimo il «_h_» di «_heccia_»; e, riunendo il «_de_» all'«_eccia_»,
scrivo: «_ecciade (italianizzamento di «_echad_») l'agua_» = «gettate
l'acqua». Per il rimanente, seguo, com'è naturale, l'edizione del
1537.--Al termine della commedia aggiungo l'indicazione «Scena VIII»
sopra le parole «Stragualcia a li spettatori».
1. Vedi ALLACCI, _Drammaturgia_, col. 448; BRUNET, Manuel, III,
454; GRAESSE, _Trésor_, II, 236 e III, 427. Dico «una
ventina di edizioni» senza determinarne il numero preciso
perché non sempre le indicazioni dei bibliografi sono
esatte; e l'inesattezza deriva, non di rado, da una doppia
data che le antiche stampe recano: com'è appunto il caso di
quella da me riprodotta che ha, in principio, il 1537 e, in
fine, il 1538.
2. Dell'esistenza della stampa veneziana del Navo dubitò a torto
C. LOZZI, _Edizione del 1538 sconosciuta o non bene descritta
d'una festa e comedia «degl'Intronati» sanesi_ in _La
bibliofilia_, a. VII, disp. 1-2, pp. 33 sgg.; e a torto, per
conseguenza, suppose che possa considerarsi come prima
edizione quella, da lui descritta, del 1538 senza luogo di
stampa né nome di stampatore.