SCENA V

CITTINA figliuola di Clemenzia balia, sola.

Io non so che stripiccio sia drento a questa camara terrena. Io sento la

lettiera fare un rimenio, un tentennare che pare che qualche spirito la

dimeni. Uhimene! Io ho paura, io. Oh! Io sento uno che par si lamenti; e

dice piano:--Aimè! non cosí forte.--Oh! Io sento un che dice:--Vita mia,

ben mio, speranza mia, moglie mia cara.--Oh! Non posso intendere il

resto: mi vien voglia di bussare. Oh! Dice uno:--Aspettami.--Si debbono

voler partire. Odi l'altro che dice:--Fa' presto tu ancora.--Che sí che

rompon quel letto? Uh! uh! uh! Come si rimena a fretta a fretta! In

buona fica, ch'io lo voglio ire a dire alla mamma.

Gl'ingannati degli accademici intronati di Siena Commedie del Cinquecento · 第 46 / 54 题