SCENA IX

PEDANTE, VIRGINIO e GHERARDO.

PEDANTE. Io mi maraviglio, per certo, che giá non sia tornato a

l'ostaria; e non so che me ne dire.

VIRGINIO. Aveva arme?

PEDANTE. Credo de sí.

VIRGINIO. Costui sará stato preso: ché abbiamo un podestá che

scorticarebbe li cimici.

PEDANTE. Io non credo però che a' forestieri si faccia queste scortesie.

GHERARDO. Addio, Virginio. Questo è atto da uomo da bene? questa è cosa

convenevole a uno amico? questo è il parentado che volevi far con esso

me? chi t'hai pensato di gabbare? credi ch'io sia per comportarla? Mi

vien voglia...

VIRGINIO. Di che cosa ti lamenti di me, Gherardo? che t'ho io fatto? Io

non cercai mai di far parentado teco. Tu me n'hai rotto il capo uno

anno. Ora, se non ti piace, non vada avanti.

GHERARDO. Anco hai ardimento di rispondere, come s'io fusse un beccone?

Traditoraccio, giontatore, barro, mariuolo! Ma il governatore saprá ogni

cosa.

VIRGINIO. Gherardo, coteste parole non pertengono a un par tuo e

massimamente con me.

GHERARDO. Anco non vuol ch'io mi lamenti, questo tristo! Sei diventato

superbo perché hai ritrovato tuo figliuolo, eh?

VIRGINIO. Tristo se' tu.

GHERARDO. Oh Dio! Perché non son giovine com'io era? ch'io ne farei

pezzi, del fatto tuo.

VIRGINIO. Puossi intender quel che tu vuoi dire o no?

GHERARDO. Sfacciato!

VIRGINIO. Io ho troppo pazienzia.

GHERARDO. Ladro!

VIRGINIO. Falsario!

GHERARDO. Menti per la gola. Aspetta!

VIRGINIO. Aspetto.

PEDANTE. Ah gentiluomo! Che pazzia è questa?

GHERARDO. Non mi tenete.

PEDANTE. E voi, messer, mettetevi la veste.

VIRGINIO. Con chi si pensa avere a fare? Rendemi la mia figliuola.

GHERARDO. Scannarò te e lei.

PEDANTE. Che cosa ha da far questo gentiluomo con esso voi?

VIRGINIO. Non so, io; se non che, poco fa, gli messi Lelia mia figliuola

in casa, ché la voleva per moglie. Ora voi vedete. E temo non gli facci

dispiacere.

PEDANTE. Ah, ah, gentiluomo! Non si vuole con l'arme! Con l'arme?

GHERARDO. Lasciatemi!

PEDANTE. Che differenzia è la vostra?

GHERARDO. Questo traditore m'ha disfatto.

PEDANTE. Come?

GHERARDO. S'io non lo taglio a pezzi, s'io non lo squarto con questa

ronca...

PEDANTE. Ditemi, di grazia, come la cosa sta.

GHERARDO. Entriamo in casa, poi che il traditore s'è fuggito, ch'io vi

contarò ogni cosa. Non sète voi il maestro di suo figliuolo, che veniste

a l'ostaria con noi?

PEDANTE. Sí, sono.

GHERARDO. Entrate.

PEDANTE. Sopra la fede vostra?

GHERARDO. Oh sí!

Gl'ingannati degli accademici intronati di Siena Commedie del Cinquecento · 第 40 / 54 题