GHERARDO e PASQUELLA.
GHERARDO. Che facevi tu, intorno a l'uscio, di quello spagnuolo? Che hai
tu da far con lui?
PASQUELLA. Domandava non so che rosaio. Io, per me, non l'ho mai inteso.
GHERARDO. Oh! Tu hai fatto ben quel ch'io ti dissi! Ho cosí voglia di
romperti l'ossa.
PASQUELLA. Perché?
GHERARDO. Perché hai lasciato partir Lelia? Non ti diss'io che tu non
gli aprisse?
PASQUELLA. Quando partí? non è ella in camera?
GHERARDO. È il malan che Dio ti dia.
PASQUELLA. So che la v'è, io.
GHERARDO. So che la non v'è; ché l'ho lasciata in casa di Clemenzia sua
balia.
PASQUELLA. Non l'ho io testé lasciata in camara, in ginocchioni, che
infilzavano i paternostri?
GHERARDO. Forse è tornata prima di me.
PASQUELLA. Dico che non s'è partita, ch'io sappi. La camara è pur stata
serrata.
GHERARDO. Dov'è la chiave?
PASQUELLA. Eccola.
GHERARDO. Dammela: ché, se non v'è, ti vo' rompere l'ossa.
PASQUELLA. E, se la v'è, daretemene una camiscia?
GHERARDO. Son contento.
PASQUELLA. Lasciate aprire a me.
GHERARDO. No; voglio aprir io: tu trovaresti qualche scusa.
PASQUELLA. Oh! Io ho la gran paura che non gli truovi a' ferri. Pure, ha
un pezzo ch'io gli lasciai.