VIRGINIO vecchio e CLEMENZIA balia.
VIRGINIO. Questi sono i costumi che tu gli hai insegnati? Questo è
l'onore ch'ella mi fa? Oh sfortunato a me! Per questo ho io campato
tante fortune? per veder la mia robba senza erede? per veder la mia casa
disfatta, la mia figliuola una puttana? per diventare una fabula del
vulgo? per non piú potere alzar la fronte fra gli uomini? per esser
mostrato a dito da' fanciulli, deleggiato dai vecchi, messo in comedia
dagli Intronati, posto per essempio nelle novelle e portato per bocca
dalle donne di questa terra? E forse che non son novelliere! forse che
non gli piace di dir male! Giá credo che si sappia per tutto; anzi, ne
son certo, ché basta ch'una sola il sappia che, fra tre ore, va per
tutta la terra. Disgraziato padre! misero e doloroso vecchio troppo
vissuto! Virginio, che farò io? che pensiero ha da essere il mio?
CLEMENZIA. Farai bene di farne manco romore che puoi e veder di
proveder, meglio che si potrá, che la torni a casa senza che tutta
questa cittá se ne accorga. Ma tanto avesse ella fiato, suor Novellante
Ciancini, quanto io credo che sia vero che Lelia vada vestita da uomo!
Guarda che elle non dichin cosí perché la vorrebbeno far monaca e che tu
gli lassi tutta la robba tua.
VIRGINIO. Come non dice il vero? Ella m'ha per infin detto ch'ella sta
per ragazzo con un gentiluomo di questa terra e che egli non s'è ancora
accorto ch'ella sia donna.
CLEMENZIA. Potrebbe essere ogni cosa; ma, per me, non lo posso credere.
VIRGINIO. Né io non lo posso credere che non la conosca per donna.
CLEMENZIA. Non dico cotesto, io.
VIRGINIO. Il dico io, ché mi tocca: bench'io stesso mi feci il male,
dandola a nutrire a te che sapevo chi tu eri.
CLEMENZIA. Virginio, non piú parole. S'io son stata una trista, m'hai
fatta tu. Sai bene che, prima che tu, non mi ebbe altri che il mio
marito. Io dico che le fanciulle si voglion trattare altrimenti. Non ti
vergognavi di volerla maritare a un vecchio rantacoso che le potrebbe
esser nonno?
VIRGINIO. E che hanno i vecchi, manigolda? Son mille volte meglio che i
giovani.
CLEMENZIA. Tu sei uscito del sentimento: e però fa bene ognuno a
scorgerti e darti ad intender le ciaramelle.
VIRGINIO. S'io la truovo, la strascinarò a casa pe' capegli.
CLEMENZIA. Farai pur come colui che si toglie le corna di seno e se le
mette in capo.
VIRGINIO. Non me ne curo. Tanto se ne saria. Basti ch'io me le tagliarò.
CLEMENZIA. Govèrnate a tuo modo, ché non ti dorrá la testa.
VIRGINIO. Io ho avuti i segnali come la va vestita. Tanto la cercarò
ch'io la trovarò. Poi bastisi.
CLEMENZIA. Fa' come tu vuoi, ch'io mi vo' partire; ch'io perderei il
tempo a lavar carboni. Ma...