SCENA IV

FLAMMINIO, CRIVELLO suo servo e SCATIZZA servo di Virginio.

FLAMMINIO. Tu non sei ito a veder se tu vedi Fabio; ed egli non viene.

Non so che mi dire di questa sua tardanza.

CRIVELLO. Io andavo; e voi mi richiamaste indietro. Che colpa è la mia?

FLAMMINIO. Va' adesso: e, caso che ancor fusse in casa d'Isabella,

aspettalo fin che gli esca e fallo poi venir subito.

CRIVELLO. Oh! Che saprò io se v'è o se non v'è? volete forse ch'io ne

domandi alla casa di lei?

FLAMMINIO. Mira che asino! Parti che cotesto stesse bene? Credelo a me

ch'io non ho servidore in casa che vaglia un pane altro che Fabio. Iddio

mi dia grazia ch'io gli possa far del bene. Che borbotti? che dici,

poltrone? non è vero?

CRIVELLO. Che volete ch'io dica? Dico di sí, io. Fabio è buono, Fabio è

bello, Fabio serve bene, Fabio con voi, Fabio con madonna... Ogni cosa è

Fabio; ogni cosa fa Fabio. Ma...

FLAMMINIO. Che vuol dir «ma...»?

CRIVELLO. ...non sará sempre buona robba.

FLAMMINIO. Che dici tu di robba?

CRIVELLO. Che non è da fidargli cosí sempre la robba. Sí, ché gli è

forestiero e potrebbe, un dí, caricarvela.

FLAMMINIO. Cosí fidati fusse voi altri! Domanda un poco lo Scatizza, che

è lá, se l'avesse veduto. E io sarò al banco de' Porrini.

CRIVELLO. Scatizza, addio. Ha' tu veduto Fabio?

SCATIZZA. Chi? quella vostra buona robba? Oh cagnaccio! Tu ti dái il bel

tempo.

CRIVELLO. Ove andavi?

SCATIZZA. A trovare il mio grimo.

CRIVELLO. Gli è passato di qui or ora.

SCATIZZA. Dove è andato?

CRIVELLO. In qua sú. Viene, ché 'l trovaremo. Eh viene! ché t'ho da

contare una facezia, che m'è intervenuta con la mia Caterina, la piú

bella del mondo.

Gl'ingannati degli accademici intronati di Siena Commedie del Cinquecento · 第 18 / 54 题