FUTURO

..... Nel salotto non c’era nessuno. Il salotto sontuoso,

artisticamente ingombro, pareva riposare nella penombra, avvolto nella

sua stessa morbidezza voluttuosa, infingarda, fatta di cuscini, di

tappeti, di panneggiamenti, fra cui scendevano specchi, luccicavano

trofei, si disegnavano fogliami esotici e mobilucci, strani come

mostri, o severi, di classica antichità. Si udiva scoppiettare nel

camino la fiamma velata fantasiosamente dal parafuoco di piccoli vetri

policromi, fatto d’un’invetriata di chiesa; da ogni anfora, da ogni

vaso, da ogni coppa, emergevano mazzi enormi di fiori di serra, stretti

fra i cartocci di trina da un giardiniere sapiente; sul divano largo,

di damasco, giacevano astucci, libri, cofanetti, gingilli, i doni di

Capodanno ancora a metà involti nella carta di seta; dalla spalliera

una magnifica sciarpa di vecchia blonda ricascava flosciamente, e

due pantofoline minuscole di felpa avorio, ricamate d’oro, posavano

sul tappeto, tutte piene di viole fresche: leggiadri cornucopia di

felicità. Accanto al fuoco, intorno ad una poltrona, un angolo più

abitato, una nicchia prediletta fra una giardiniera tutta verde,

un’alta arpa dorata, un tavolinetto a due piani con su fotografie,

un portafogli di raso contenente un fazzoletto di trina — la novità

elegante — un volumetto di versi intonso — un libriccino per gli

appunti dalle pagine candide, dalla copertina d’avorio, sulla quale si

delineavano luminosamente in argento le cifre di quell’anno novello.

Poi, nel piano inferiore, una cestellina da lavoro piena di colori

ridenti e minuzzoli d’oro, bomboniere, giocattoli, inezie. Tutto un

sonnecchiare infantilmente placido delle cose; un abbandono vergine,

fidente, pieno di freschezza; un’ignoranza piena di pace. Ma accanto

alla finestra, su un cavalletto di pittore, una tela bianca, vuota, e

sulla scrivanìa molti foglietti lucidi, bianchi, parevano minacciare

muti, aspettando...

Il libro dei miraggi · 第 14 / 35 题