X.

I fatti per moltissimo tempo occuparono l'attività vocale dei cittadini

e furono causa di turbolenze. Come Anna era stata testimone dell'ultima

scena, alcuni vennero a lei per ragguagli. Ella raccontava sempre con le

stesse parole, pazientemente. La sua vita da allora fu tutta spesa tra

le pratiche religiose, li uffici domestici e l'amore della testuggine.

Ai primi tepori d'aprile la testuggine uscì dal letargo. Un giorno,

d'improvviso, sbucò di sotto allo scudo la testa serpentina e tentennò

debolmente mentre i piedi erano ancora immersi nel torpore. I piccoli

occhi rimasero coperti a mezzo dalla palpebra. E l'animale, forse non

più consapevole d'essere captivo, si mosse finalmente con un moto pigro

e incerto, tastando co' i piedi il suolo, spinto dal bisogno di trovarsi

il cibo come nella sabbia del suo bosco natale.

Anna, innanzi a quel risveglio fu invasa da una tenerezza ineffabile e

stette a guardare con li occhi umidi di lacrime. Poi prese la

testuggine, la mise sul letto, le offerì alcune foglie verdi. La

testuggine esitava a toccare le foglie, e nell'aprire le mandibole

mostrava la lingua carnosa come quella dei pappagalli. Li indumenti del

collo e delle zampe parevano membrane flosce e giallognole di un corpo

estinto. La donna a quella vista si sentiva stringere da una gran

misericordia; ed eccitava al ristoro il bene amato, con le blandizie di

una madre pe 'l figliuolo convalescente. Unse d'olio dolce lo scudo

osseo; e, come il sole vi percoteva sopra, le piastre pulite

risplendevano più belle.

In queste cure passarono i mesi della primavera. Ma Zacchiele,

consigliato dalla stagione novella a maggiori impeti di amore, incalzò

la donna con così tenere supplicazioni che n'ebbe alfine una promessa

solenne. Le nozze si sarebbero celebrate il giorno precedente la

Natività di Gesù Cristo.

Allora l'idillio rifiorì. Mentre Anna attendeva alle opere dell'ago pe

'l corredo nuziale, Zacchiele leggeva ad alta voce la storia del Nuovo

Testamento. Le nozze di Cana, i prodigi del Redentore in Cafarnao, il

morto di Naim, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, la liberazione

della figliuola della Cananea, i dieci lebbrosi, il cieco nato, la

resurrezione di Lazzaro, tutte quelle narrazioni miracolose rapirono

l'animo della donna. Ed ella pensò lungamente a Gesù che entrava in

Gerusalemme cavalcando un'asina, mentre i popoli stendevano su la sua

via le vesti e spargevano fronde.

Nella stanza l'erbe di timo odoravano su da un vaso di terra. La

testuggine veniva talvolta alla cucitrice e le tentava con la bocca il

lembo delle tele o le morsicchiava il cuoio sporgente delle scarpe. Un

giorno Zacchiele, nel leggere la parabola del Figliuol Prodigo,

sentendosi d'improvviso qualche cosa di mobile tra i piedi, per un

involontario moto di ribrezzo diede co' i piedi un urto; e la testuggine

urtata andò a battere contro la parete e rimase capovolta. Il guscio

dorsale si scheggiò in più parti; un po' di sangue apparve in una delle

zampe che l'animale agitava inutilmente per riprendere la posizione

primitiva.

Se bene l'infelice amante si mostrò atterrito del fatto e inconsolabile,

Anna dopo quel giorno si chiuse in una specie di severità diffidente,

non parlò più, non volle più ascoltare la lettura. E così il figliuol

prodigo rimase per sempre sotto li alberi delle ghiande a guardare i

porci del suo signore.

San Pantaleone · 第 20 / 64 题