V.

Dopo un ultimo sforzo, la porta si aprì. I Radusani si precipitarono con

un immenso urlo di vittoria, passando su i corpi delli uccisi, traendo

il santo d'argento all'altare. E una viva oscillazione di riverberi

invase d'un tratto l'oscurità della navata, fece brillare l'oro dei

candelabri, le canne dell'organo, in alto. E in quel chiaror fulvo che

or sì or no dall'incendio delle prossime case vibrava dentro, una

seconda lotta si strinse. I corpi avviluppati rotolavano su i mattoni,

non si distaccavano più, balzavano insieme qua e là nei divincolamenti

della rabbia, urtavano e finivano sotto le panche, su i gradini delle

cappelle, contro li spigoli dei confessionali. Nella concavità raccolta

della casa di Dio, il suono agghiacciante del ferro che penetra nelle

carni o che scivola su le ossa, quell'unico gemito rotto dell'uomo che è

colpito in una parte vitale, quello scricchiolío che dà la cassa del

cranio nell'infrangersi al colpo, il ruggito di chi non vuol morire,

l'ilarità atroce di chi è giunto ad uccidere, tutto distintamente si

ripercoteva. E un mite odore svanito d'incenso vagava su 'l conflitto.

L'idolo d'argento non anche aveva attinto la gloria dell'altare, poichè

un cerchio ostile ne precludeva l'accesso. Giacobbe si batteva con la

falce, ferito in più parti, senza cedere un palmo del gradino che primo

aveva conquistato. Non rimanevano che due a sorreggere il santo:

l'enorme testa bianca barcollava in un ondeggiamento grottesco di

maschera ubriaca. I Mascalicesi imperversavano.

Allora san Pantaleone cadde su 'l pavimento, dando un tintinno vivo e

vibrante. Come Giacobbe si slanciò per rialzarlo, un gran diavolo d'uomo

con un colpo di ronca stese il nemico su la schiena. Due volte questi si

rialzò, e altri due colpi lo rigettarono. Il sangue gl'inondava tutta la

faccia e il petto e le mani; ma pure egli si ostinava a riavventarsi.

Inviperiti da quella feroce tenacità di vita, tre, quattro, cinque

bifolchi insieme gli diedero a furia nel ventre d'onde le viscere

sgorgarono. Il fanatico cadde riverso, battè la nuca su 'l busto

d'argento, si rivoltò d'un tratto bocconi con la faccia contro il

metallo, con le braccia distese innanzi, con le gambe contratte. E san

Pantaleone fu perduto.

San Pantaleone · 第 9 / 64 题